Federparchi al Senato: «più autonomia, più risorse, meno burocrazia»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Anche l'agonia delle Aree Marine Protette tra i temi dell'audizione di Federparchi alla Commissione Ambiente del Senato

Il presidente di Federparchi, Matteo Fusilli, è stato ricevuto dalla Commissione Ambiente e Territorio di Palazzo Madama. Diversi i temi affrontati nel corso dell'audizione, a partire da quello della legge quadro sui parchi e del dibattito sulla sua efficacia a 18 anni dall'approvazione.
Il giudizio del presidente di Federparchi è sostanzialmente positivo: «Anche se la legge 394 non va considerata intoccabile – ha sostenuto a questo proposito Fusilli – va riconosciuto che molti degli obiettivi sono stati raggiunti, anche se alcuni punti restano tuttora inapplicati».
Il riferimento è soprattutto all'articolo 7, sulla priorità di finanziamento per i Comuni e le Province compresi nelle Aree Protette per interventi di riqualificazione dei centri storici, per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, attività culturali e turistiche, etc, e all'articolo 31, che affida agli Enti parco la gestione delle riserve naturali statali presenti entro i propri confini.
Per quanto riguarda, poi, l'assetto degli Enti parco, Fusilli ha sottolineato la necessità di individuare nuove e più semplici procedure di nomina dei presidenti e precisare le professionalità dei potenziali candidati, oltre a stabilire, come del resto già previsto da alcune leggi regionali, l'incompatibilità di questo ruolo con cariche di altro tipo. «Si potrebbe poi pensare – ha aggiunto il presidente – a una riforma dei consigli direttivi, che dovrebbero includere anche rappresentanti del settore turistico e dell'agricoltura e, per le Aree Marine Protette, della pesca».
Grande risalto è stato dato, come già in precedenti occasioni, alla situazione di grave emergenza finanziaria in cui versano le Aree Marine Protette, per le quali Fusilli ha lanciato un vero e proprio grido d'allarme: «Chiediamo al Senato un intervento immediato per non far morire il sistema nazionale delle Aree Marine Protette, i cui direttori si vedono oggi costretti a licenziare i già pochi dipendenti e collaboratori». Dipendenti che, nonostante il cronico precariato e la costante scarsità di risorse, hanno consentito alla rete nazionale dei parchi marini di raggiungere risultati di grandissimo rilievo, diventando un'eccellenza del nostro Paese (un quarto delle Aree Marine Protette del Mediterraneo si trova in Italia).
Nel corso dell'audizione, il presidente di Federparchi ha infine sottolineato l'assoluta necessità di snellire le procedure amministrative legate allo stanziamento delle risorse finanziarie a disposizione delle Aree Protette. «Oltre ad una effettiva semplificazione della burocrazia, è fondamentale che i finanziamenti vengano stabiliti su base pluriennale, per garantire agli Enti parco la certezza delle risorse e consentire loro una più efficace programmazione delle attività».


31/10/2008 10.07