Angelini:«Del Turco parla in tv, perché non lo ha fatto davanti ai giudici?»

Alessandro Biancardi

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Angelini:«Del Turco parla in tv, perché non lo ha fatto davanti ai giudici?»
INCHIESTA DEL TURCOCHIETI. Del Turco a Porta a Porta: dottor Angelini che ne pensa? «Hanno fatto parlare anche me, ma solo 3 minuti. E mi hanno chiesto di riassumere in 180 secondi la mia vita e la mia vicenda», spiega dall’altra parte del telefono Enzo Angelini, raggiunto domenica pomeriggio da PrimaDaNoi.it nei suoi uffici nonostante la giornata festiva.
«Magari parliamone domani, vediamo cosa riporta la stampa».
L'appuntamento è a Villa Pini, alle 10,30.
Puntuale, abbastanza fresco e riposato, reattivo al punto giusto arriva dai meandri della sua clinica Enzo Angelini che ci pilota nel suo ufficio.
«Caffè, qualcosa da bere? Portate anche i giornali».
«Ho già letto le agenzie uscite ieri sera, adesso mi voglio divertire con la stampa scritta. Una frase di Del Turco non ho capito – spiega Angelini, mentre arrivano in ufficio anche la moglie, la figlia ed il genero che gli sono stati molto vicini durante tutto il periodo caldo dell'inchiesta giudiziaria, «ed è questa che viene riportata: “finalmente posso parlare”. In sede processuale non glielo ha impedito nessuno, se voleva poteva fare anche dichiarazioni spontanee. C'è stato poi l'incidente probatorio in cui io ho ripetuto per due giorni la mia versione. Al terzo giorno, quando è toccato a lui ed ai suoi difensori, non c'è stata nessuna domanda».
«Legga qui», continua il titolare del gruppo Villa Pini, «Del Turco dice di essere vittima di un teorema, che Angelini era abituato senza regole e quando la Regione le ha messe lui è impazzito. Io sarei pazzo perché mi sono ribellato alle regole? Siamo seri: le regole sono tali se sono uguali per tutti – spiega Angelini, con la collaborazione del genero che conosce bene tutti i dati - Se Villa Pini viene tagliata del 30%, Pierangeli solo il 16% e Villa Serena l'11% che regole sono? E perché sono punitive solo per me? Faccio un altro esempio sul budget 2008: io l'ho rispettato, adeguandomi al Piano sanitario regionale, gli altri no. Adesso chiedono una trattativa per una transazione. Sarebbe stato meglio che la Regione avesse controllato».

Ma si parla anche di lotta all'inappropriatezza dei ricoveri e che la Regione voleva moralizzare questi metodi...
«D'accordo, è così. Ma il Manager Maresca, alla Provincia di Chieti quando sono stati sbloccati i fondi per le prestazioni effettuate e non pagate, ha dichiarato pubblicamente che un controllo della Asl ha evidenziato che la percentuale di Villa Pini era solo del 5%, un dato fisiologico e trascurabile. Perché», domanda Angelini, «non si parla dell'inappropriatezza di Oculistica di Pierangeli o di Spatocco o di altri? In realtà le regole di cui si parla erano state organizzate tutte contro di me e solo contro di me. E poi mi dicevano: tu sei difficile da difendere, perciò ci devi dare soldi, altrimenti va peggio. Peggio di che, se ad un certo punto mi sono accorto che volevano scipparmi le cliniche?»

E' stata solo un'impressione o ci sono stati segnali premonitori?
«I segnali sono stati tanti. Faccio l'esempio dell'Unità spinale che è stata concessa alla Clinica Tosinvest di Sulmona: anche noi siamo attrezzati, ma Villa Pini è da tagliare, gli altri da potenziare. Pensi che la legge su questo argomento è passata il 13 agosto 2007 ed è stata pubblicata solo due mesi dopo con una serie di omissis: il titolo era “Misure urgenti per la sanità abruzzese”. Giudicate voi».

E tutti i soldi della cartolarizzazione?
«Altro caso di informazione non corretta – conclude Angelini – questa forma di finanza creativa ha interessato tutte le cliniche e non solo la mia, anche se si parla soprattutto di Villa Pini. In realtà chi ha seguito tutta la vicenda è Luigi Pierangeli ed io ho fatto quello che mi diceva l'assessore Vito Domenici: fatevi certificare i debiti entro il budget e quelli fuori. Poi c'è stata la transazione al 65% dei debiti pregressi e siamo stati pagati. Ho detto: “siamo” stati pagati, cioè non solo Villa Pini».

Insomma Porta a Porta l'ha delusa?
«Una cosa è l'informazione, un'altra è lo spettacolo. Io quello che avevo da dire l'ho detto ai giudici. Saranno loro a dire l'ultima parola».

Sebastiano Calella 20/10/2008 16.15