Del Turco a Porta a Porta: «io vittima di un corruttore»

Alessandro Biancardi

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Del Turco a Porta a Porta: «io vittima di un corruttore»
INCHIESTA DEL TURCO COLLELONGO. Andrà in onda questa sera dopo le 23 la trasmissione "Porta a Porta" registrata ieri. Grande protagonista, come già annunciato, l'ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco intervistato a Collelongo da Bruno Vespa.
L'ex sindacalista ha attaccato tutti: la minoranza che lo «osteggiava», Angelini che lo ha accusato e anche Enrico Paolini che lo ha sostituito dopo il suo arresto.
L'ex governatore ha chiarito per l'ennesima volta la sua posizione: «io sono una vittima».
Il carnefice, invece, quell'Angelini che in passato ha spifferato alla Procura le presunte mazzette ricevute da Del Turco per l'ex politico di Collelongo è solo «un corruttore».
Andrà in scena questa sera il processo mediatico senza che accusato e accusatore si incontrino. Il primo, in diretta da Collelongo, suo «esilio dorato» che non può abbandonare fino a quando sussisterà l'obbligo di dimora, non si è risparmiato.
Il secondo, intervistato da una inviata di Vespa, ha sprecato meno parole.

ABRUZZO FAR WEST

Del Turco per spiegare il suo lavoro userà ancora quella frase che gli è tanto cara: «l'Abruzzo era il far west, una regione senza regole da 10 anni».
«Angelini», ha continuato, «era abituato a una regione che non aveva regole. Quando sono arrivate, lui è impazzito».
Del Turco ha anche affermato che «Angelini era convinto che lo stessero per arrestare, perché ne aveva fatte di cotte e di crude» e così avrebbe cominciato a collaborare con la procura.
Quella procura che più volte, dopo il maxi arresto del 14 luglio scorso, aveva parlato di una «montagna di soldi» e di «prove schiaccianti».
«Io sono vittime di un teorema giudiziario», ha ripetuto Del Turco.
Come lui anche le altre persone coinvolte nell'inchiesta per presunte tangenti nella sanità abruzzese.
«Metto la mano sul fuoco per i miei colleghi della giunta».
Non è mancato un duro attacco a Enrico Paolini, attuale presidente Vicario: «una parte della maggioranza», ha detto l'ex governatore, «Paolini in testa, lavoravano per un'altra idea, facevano altro» rispetto al lavoro di moralizzazione che Del Turco ha affermato di aver avviato.

«STAVAMO CAMBIANDO LE COSE»

«Bastava un'autocertificazione da parte delle cliniche - ha detto Del Turco - per il rimborso dei ricoveri. Inoltre Angelini e altri – ha aggiunto riferendosi ai gruppi privati nella sanità - avevano
rinnovato il tariffario ottenendo un aumento del 30% per ogni prestazione».
Un rinnovo, ha spiegato Del Turco, che era scattato con la giunta precedente a quella da lui guidata.
«Era già pronta una nostra delibera - ha dichiarato l'ex presidente della regione Abruzzo – che tagliava del 30% il valore delle prestazioni».
Una misura che secondo l'ex governatore «ad Angelini avrebbe procurato tagli per il 2008 pari
a 10 milioni di euro».
Inoltre, secondo quanto ricostruito da Del Turco, fra il 2005 e il 2008 «la giunta aveva fatto approvare tre leggi per rimettere ordine nella sanità abruzzese».
In particolare l'ex sindacalista ha citato una legge «contro i ricoveri impropri» per evitare, ad esempio, «un ricovero per un epistassi, cioé sangue dal naso» e ha fatto riferimento ai «ricoveri
ripetuti cioé gonfiati».
«Abbiamo fatto accertamenti - ha dichiarato ancora - per 50 milioni di euro di ricoveri, di cui 16 milioni di euro solo per il gruppo di Angelini».

«TORNO IN POLITICA CON I RIFORMISTI

Se assolto «io penso di avere il diritto di continuare la battaglia politica nelle file dei riformisti», ha proseguito l'ex presidente.
«Chiaro che se finirà che vengo giudicato colpevole non lo farò. Io sono un garantista e vorrei che vincesse questa cultura. Se c'é una cosa che ho rimproverato al Pd è che un partito che si chiama
'democratico', non può decidere che tra l'opinione di un magistrato e la carta dei diritti dei cittadini sancita dalla Costituzione, prevalga sempre l'opinione del magistrato».
«Sarebbe veramente ingiusto - ha detto ancora - che la mia storia politica, di cui sono fiero nonostante alcuni errori, finisca perché un signore, non sapendo come giustificare un buco gigantesco della sua clinica, dice di aver dato soldi a vari personaggi della Regione, e guarda caso in quantità che corrispondono quasi sempre con i suoi prelievi che faceva in banca. Angelini – ha continuato - prelevava soldi e di fronte ai magistrati ha dovuto ricostruire tutti i prelievi e ha detto che li dava a me e non solo a me».
Quanto ai sei milioni di tangenti che secondo l'accusa, Del Turco avrebbe intascato (parte di un giro complessivo stimato in 15 milioni), «6 milioni di euro - ha affermato - sono una cifra che non
so nemmeno come si scrive, me la sono ritrovata addosso, addirittura come già spesa».
«Nei 90 giorni in cui non ho potuto dir niente - ha sottolineato ancora riferendosi al periodo della detenzione in carcere e dei successivi arresti domiciliari, ora tramutati in obbligo di dimora -
sono stato vittima di mascalzonate che non hanno proporzioni nemmeno nel periodo in cui Di Pietro faceva le sue inchieste» durante Tangentopoli.

ANGELINI: «IO CON LE SPALLE AL MURO»

Nella puntata di questa sera parlerà anche il grande accusatore Vincenzo Maria Angelini. Una inviata della trasmissione lo ha intervistato e lui ha detto la sua.
Il re delle cliniche private ha parlato di sé come di un uomo che si è trovato «spalle al muro. Del
Turco voleva distruggere le nostre cliniche, per dare le nostre spoglie in pasto ad altri. Non potevo più andare avanti».
Solo a questo punto «sono pervenuto a un metodo che mi ripugna».
Mazzette e confessioni per disperazione, insomma.

I COMMENTI ALLA PUNTATA

La registrazione non è ancora andata in onda ma sono già arrivati alcuni commenti. La prima nota che arriva è quella de La Destra: «ogni persona accusata di reati ha il diritto di difendersi e tutti hanno il dovere di attendere gli sviluppi della magistratura per sapere se un imputato è colpevole o innocente, ma nel caso di Del Turco abbiamo l'impressione che si sia mobilitata la casta per farne una vittima politica. Sono incredibili», continua il partito di Storace, «le dichiarazioni di solidarietà molti esponenti del Pdl senza conoscere gli atti processuali e prima di sapere quali decisioni prenderà la magistratura. La trasmissione 'Porta a Porta' servirà anche ad accreditare la candidatura di Del Turco alle europee nel Pdl?».

«Siamo garantisti e riconosciamo a tutti la presunzione di innocenza fino alla sentenza», hanno commentato invece Maurizio Acerbo e Marco Gelmini di Rifondazione Comunista, «ma troviamo davvero fuori luogo che i potenti possano condurre campagne autoassolutorie godendo del
supporto del servizio pubblico televisivo».
«Le argomentazioni di Del Turco - hanno continuato i due - appaiono deboli rispetto a quanto finora emerso dall'inchiesta. Conosciamo molto bene le misure prese dal governo regionale e il tanto sbandierato taglio del 30% - hanno aggiunto - è frutto della mediazione tra chi come noi chiedeva una riduzione più consistente e chi voleva salvaguardare le cliniche private. Era un ben strano riformismo quello di chi pagava a pié di lista le richieste delle cliniche senza fare controlli».

20/10/2008 8.33

DEL TURCO: «PAOLINI ANDAVA PER LA SUA STRADA»

Continuano a trapelare indiscrezioni su quello che l'ex presidente avrebbe detto durante l'intervista a Bruno Vespa. Tra le tante diversi affo9ndi a Paolini che avrebbe da sempre spalleggiato le cliniche private.
«Chiunque voglia conoscere le discussioni e i voti che si sono espressi in questi 3 anni, li puo' consultare tranquillamente, scoprira' per esempio che nella prima riunione di Giunta, appena essa fu costituita, tocco' a me l'altissimo onore di presentare la proposta di adesione della Giunta abruzzese alla fondazione brigata Majella. La decisione immediatamente successiva fu la nomina dell'Avvocato Marchese per un incarico in rappresentanza della Regione. La proposta - conclude - fu fatta dall'assessore Enrico Paolini. L'Avvocato Marchese e' il legale delle cliniche private abruzzesi».
Difficile comprendere il senso ultimo di queste affermazioni anche perché da sempre si conosce la vicinanza di Paolini all'imprenditore Pierangeli che però è acerrimo nemico di Angelici che è stato colui che ha dato la stura al più grande terremoto giudiziario della regione.
Paolini ha replicato duramente dicendo che Del Turco «stravolge la realtà» e di «brutta pagina del servizio pubblico» riferendosi alla trasmissione giornalistica che non è ancora andata in onda.

ANCHE A CONGA L'OBBLIGO DI DIMORA

Ha ottenuto l'obbligo di dimora a Chieti, città in cui risiede, l'ex manager della Asl Luigi Conga, arrestato il 14 luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti nella sanità abruzzese. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame dell'Aquila che ha dunque accolto l'istanza di appello presentata dal suo legale, Barbara D'Angelosante.
Nei giorni scorsi avevano ottenuto l'obbligo di dimora anche l'ex presidente della Regione, Ottaviano del Turco, l'ex segretario dell'Ufficio di Presidenza della Regione, Lamberto Quarta, l'ex consigliere regionale Camillo Cesarone, l'ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli, mentre l'ex assessore regionale alla Sanità della Giunta di centrodestra, Vito Domenici, era stato rimesso in libertà.

20/10/2008 14.02

DEL TURCO:«OSCURATO DALLA TV DI PIERANGELI. RIFONDAZIONE RIFLETTA…»

«Rifondazione Comunista si arrabbia molto perche' la Rai, dopo 90 giorni di silenzio sulle ragioni mie di imputato in un processo che ha distrutto il Governo regionale, ha dato la parola anche all'accusato».
Sarebbe questo un altro dei passaggi chiave della lunga difesa di Del Turco.
«Mi chiedo - rileva l'ex governatore – se Rifondazione ha riflettuto sulla singolarita' costituita dal silenzio cui ero obbligato da 90 giorni mentre tutti i dirigenti di Rifondazione affollavano le televisioni private, le radio private ed i giornali abruzzesi, senza nemmeno essere sfiorati dal dubbio che la Giunta di cui faceva parte poteva essere distrutta da un'inchiesta giudiziaria sorretta dalla testimonianza del Dott. Angelini che per 3 anni e' stato il nemico giurato di Rifondazione. Ricordo, inoltre, che a me non e' stato possibile difendere l'operato della Giunta negli ultimi 18 mesi sulla principale televisione privata Abruzzese di proprieta' del Dott. Pierangeli presidente dell'Associazione delle Cliniche Private che operano nel settore della Sanita'».
«E' probabile - conclude del Turco - che questo sia dipeso dal fatto che tutti gli spazi riservati alla politica fossero occupati dal vice presidente Enrico Paolini e dal segretario regionale del Partito di Rifondazione Comunista Marco Gelmini».

20/10/2008 14.17


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=16394&page=2]DAI VERBALI DELL'INCHIESTA PAOLINI RACCONTA IL CLIMA NELLE STANZE DEL POTERE[/url]