Il Wwf al Tar per bloccare la proroga regionale della caccia alla beccaccia

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

671

ABRUZZO. Sotto le feste di Natale, Giunta regionale e Giunte provinciali hanno cambiato “in corsa” il calendario venatorio. Il WWF presenta un ricorso al TAR.
Tra Natale e Capodanno la Giunta regionale, su pressioni delle 4 Province abruzzesi (alcune rappresentate ai massimi livelli istituzionali scomodatisi per “l'importante e urgente provvedimento”), ha reso possibile la modifica del calendario venatorio regionale al fine di far proseguire la caccia alla Beccaccia fino al 22 gennaio 2006.

Il 28 Dicembre scorso a L'Aquila, «in un vero e proprio vertice filo-venatorio», la Regione Abruzzo e le Province hanno deciso di consentire la prosecuzione della caccia a questa specie.
Il giorno dopo (con una tempestività che non si vede neppure quando si discute di gravi crisi come quella occupazionale) le Giunte hanno prolungato l'attività venatoria rispetto a quanto previsto originariamente dal Calendario venatorio della Regione Abruzzo che fissava al 31 dicembre 2005 la chiusura della caccia a questa specie.
Il termine del 31 dicembre era stato indicato dall'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, struttura di riferimento nazionale per quanto attiene ai problemi di gestione della fauna selvatica.

«Si tratta di una decisione molto grave, soprattutto nel metodo», dichiara Dante Caserta, Presidente, Presidente Regionale del WWF, «non vorremmo che l'assessore regionale Verticelli abbia abbandonato dopo solo pochi mesi quel percorso di confronto costruttivo sulla caccia su cui avevamo espresso un giudizio molto positivo. Nonostante il primo calendario venatorio varato dalla Giunta regionale Del Turco non fosse tra i migliori, infatti, il WWF aveva espresso un'ampia apertura proprio perché siamo convinti che i conflitti sull'attività venatoria vadano ridotti isolando le frange estremistiche dei cacciatori. Questa nostra apertura di credito evidentemente non è stata ritenuta importante. Neanche le Giunte precedenti, alcune delle quali pure si erano contraddistinte per scelte esclusivamente filo-venatorie, erano arrivate a tanto, modificando in corso d'opera il calendario venatorio per le specie cacciabili. Ancora più grave l'atteggiamento delle 4 Province che, senza presentare un solo dato scientifico, hanno comunque firmato un documento tecnico che di fatto sfiducia l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Il tutto pur di accontentare i cacciatori per 22 giorni in più».

Per il WWF particolarmente inopportuno è stato anche il metodo seguito: Regione e Province hanno atteso l'ultimo giorno utile per modificare il calendario venatorio, così da rendere sostanzialmente impraticabile il ricorso al Giudice Amministrativo in sede di sospensiva. Visti i tempi ristretti, il WWF ha deciso di chiedere direttamente il giudizio nel merito: per quest'anno ai cacciatori è stato consentito di cacciare la Beccaccia fino al 22 gennaio, ma una sentenza di censura da parte del giudice amministrativo si spera che possa scongiurare il ripetersi di questi atti nel futuro.
«Infine, stupisce», dicono ancor dal Wwf, «che questo strappo sia stato fatto quando le stesse Province e la Regione sanno di essere completamente inadempienti rispetto a moltissime prescrizioni normative, quali ad esempio le necessarie autorizzazioni sui piani faunistico venatori per quanto concerne l'applicazione delle direttive europee Habitat e Uccelli. Invece di concordare le migliori modalità di risoluzione di questi seri problemi, si è preferito accontentare pochi cacciatori con decisioni ben poco lungimiranti».

«La stagione venatoria», conclude Caserta, «si va chiudendo con un segnale veramente preoccupante: in vista della prossima stagione venatoria gli attuali amministratori regionali e provinciali hanno pochi mesi per dimostrare di essere differenti rispetto a chi li ha preceduti e di possedere effettivamente quella maggiore sensibilità di gestione faunistica di cui si vantano. Dovranno lavorare sul serio per risolvere i problemi della gestione della fauna selvatica e non per accontentare alcuni cacciatori».
24/01/2006 13.02