«Che caos». Rapagnà sospende la raccolta delle firme per il referendum

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Pio Rapagnà, promotore dei 5 Referendum regionali sui costi della politica ha inviato all'Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale una comunicazione sottoscritta davanti al notaio con la quale ha comunicato la «sospensione unilaterale» della iniziativa referendaria.
La raccolta delle firme è stata congelata «come forma di autotutela rispetto alla confusione dei pareri», spiega Rapagnà, «espressi dagli Organi regionali e dai consulenti esterni circa la situazione vigente delle procedure rispetto alle dimissioni del presidente Del Turco ed alla convocazione di elezioni anticipate».
L'iniziativa referendaria e la raccolta delle firme ricominceranno il 1° giugno 2009, trascorsi i sei mesi successivi alla elezione del nuovo Consiglio Regionale, con l'utilizzo degli stessi moduli depositati in data 19 giugno 2008, vidimati e autenticati con la data del 9 luglio 2008 dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.
«La situazione di incertezza statutaria mi deriva dalla enorme confusione dei ruoli e delle funzioni istituzionali che singoli soggetti hanno assunto», spiega ancora Rapagnà, «senza averne alcun titolo in diritto e di fatto, tali da mettere in dubbio ogni e qualsiasi decisione venisse assunta dal Comitato promotore in merito alla prosecuzione, sic stantibus rebus, della raccolta delle firme e della loro autentica».
A dimostrazione della «gravità della situazione» Rapagnà inserisce anche la sospensione ed il rinvio della seduta consiliare del Consiglio Regionale di ieri, al quale, «con un digiuno che dura da 11 giorni, ho chiesto la nomina e la elezione dei 5 membri esperti componenti il Collegio per le garanzie statutarie, l'unico soggetto titolato dallo Statuto a dare pareri "vincolanti" agli Organi della Regione».

16/10/2008 12.05