Del Turco "costretto" da Statuto è ancora presidente. Boschetti non si dimette

Alessandro Biancardi

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Del Turco "costretto" da Statuto è ancora presidente. Boschetti non si dimette
ABRUZZO. La fine dei domiciliari per l'ex presidente Del Turco ha gettato scompiglio nel mondo politico e amministrativo. Una voce insistente si è diffusa stamane durante il consiglio regionale all’Aquila. Nel pomeriggio la conferma da parte dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale.  * CONSIGLIO RIMANDATO. I RADICALI A FAVORE DEI TAGLI. IDV CONTRO SMERCIO DI EMENDAMENTI.


L'ex governatore, così come l'assessore Boschetti, che da lunedì hanno l'obbligo di dimora, potrebbero essere reintegrati nel ruolo di consiglieri regionali, anche se per quanto riguarda Del Turco agli atti della Procura esistono le dimissioni anche da consigliere regionale.
Erano state firmate per rafforzare la richiesta di scarcerazione e per mettere nero su bianco che non c'era nessuna volontà di ritornare in pista.
A contribuire a far nascere una vera “psicosi da ritorno” sono state anche le norme dello Statuto regionale non proprio chiarissime nel regolamentare un caso come quello che sta vivendo la Regione dopo gli arresti eccellenti per sanitopoli.
Ma alcuni esperti per il caso Del Turco avrebbero messo la parola fine proprio perché nessuna possibilità di ritorno sarebbe possibile in caso di dimissioni formali e controfirmate.
Situazione diversa sarebbe quella di Boschetti che si sarebbe dimesso da assessore ma non da consigliere regionale. Sembrerebbe che tra gli atti della procura un documento del genere non sarebbe presente.
A questo punto se si dovesse confermare la mancanza di volontà di allontanarsi dalla carica di consigliere potrebbe intervenire l'art. 86 dello Statuto regionale il quale disciplina la rimozione temporanea degli incarichi di presidente, assessore e consigliere regionale.
In caso di «grave impedimento», infatti, la carica verrebbe meno così come accaduto con gli arresti.
Non potendo esercitare la carica di presidente le funzioni vengono assunte dal vice che opera come vicario.
Ma è l'impedimento (arresti) che è causa dell'allontanamento, per cui venendo a mancare la causa tutto dovrebbe ritornare nella situazione quo ante.
Ecco allora che Boschetti potrebbe essere reintegrato come consigliere se le interpretazioni delle norme dovessero essere confermate.
Nel caso in cui Boschetti riprenderà il suo posto dovrebbe uscire dal Consiglio Giuseppe Forte, che vi subentrò dopo il suo arresto.
Boschetti è in obbligo di residenza a San Salvo e per recarsi in Consiglio all'Aquila dovrebbe chiedere il permesso alla Procura di Pescara.
Richiesta che non è stata avanzata ancora.
Cesare D'Alessandro, invece, che ha sostituito Del Turco come consigliere, rimane lo stesso in Consiglio.
Il caso sembra smorzarsi poco dopo le 14, almeno per quanto riguarda Del Turco, quando è arrivata la conferma che la seduta della Giunta regionale in programma nel primo pomeriggio si svolgerà regolarmente e sarà guidata dal presidente vicario, Enrico Paolini.
Per ora –secondo gli avvocati della presidenza- Ottaviano Del Turco non sarebbe ancora pienamente libero per l'obbligo di dimora che ancora grava sull'ex presidente.

15/10/2008 14.34

… MA BOSCHETTI NON MOLLA:«NON MI DIMETTO»

Viene confermato il fatto che non ci siano dimissioni da parte dell'avvocato Antonio Boschetti. Alla agenzia Ansa inoltre dichiara senza ombra di essere frainteso di non averne nemmeno lontanamente la volontà di farlo.
«Mi devo dimettere? Venisse il vicepresidente vicario Paolini a San Salvo e mi spiegasse perché mi devo dimettere, che urgenza c'é...», ha detto.
«Quante leggi sono state approvate in questi tre mesi?» si è chiesto, «Paolini in questi tre mesi è stato bravissimo, anche se secondo me non si è fatto molto, e visto che non posso uscire da San Salvo perché sono in obbligo di residenza, venisse lui qui, il vicepresidente vicario determinante per il futuro dell'Abruzzo, a convincermi che è urgente che io mi dimetta», ha insistito.
Una sfida lanciata fin dal primo istante da Del Turco contro «i poteri forti coalizzati» che vorrebbero –secondo quanto ha fatto intendere l'ex presidente- tra questi Paolini, certe zone del Pd vicino a D'Alfonso, Angelini, Toto e molti altri.
Dello stesso avviso evidentemente anche Boschetti che sembra sfidare a singolar tenzone quelli che ora appaiono i suoi più acerrimi nemici.
«Resto consigliere perché lo devo alle oltre 5.000 persone che mi hanno votato, 3850 nel vastese e 1200 nel Sangro... In questi giorni mi sto rivedendo con gli amici – racconta Boschetti - si fa politica anche senza candidarsi da nessuna parte. Da ieri sapevo del reintegro nel ruolo di consigliere regionale - rivela - credo nel progetto del Pd e mi sono autosospeso dopo le note vicende, e non potrò andare a votare per le primarie, ma mi piacerebbe. Per tornare alla politica
attiva dovrò valutare se sia d'ostacolo al Pd, ma per quanto vedo di sicuro nel mio territorio non sono un ostacolo per nessuno».

PAOLINI:«NON ME NE FREGA NULLA»

«Boschetti? La sua è una domanda sciocca. Il suo interlocutore semmai è Marino Roselli, il presidente del Consiglio regionale, non il vicepresidente vicario dell'Abruzzo, che si occupa di tutt'altro».
Sbrigativo e deciso, Enrico Paolini liquida così la 'polemica' richiesta di Boschetti.
«La vicenda di Boschetti non mi riguarda, anzi posso dire che non me ne importa nulla se si dimette o meno - ha ribadito Paolini prima di entrare in Giunta - Mi occupo di altre cose: ma figuriamoci se vengo a sindacare la legittimità o meno del ruolo di un consigliere. Sto lavorando per gli abruzzesi, non per i problemi di qualche politico locale», ha chiuso Paolini.

GELMINI (Rc):«BOSCHETTI CHIEDA SCUSA AGLI ABRUZZESI»

«Al di là di ogni considerazione di buon senso e di buon gusto ed oltre all'invito di chiedere scusa agli abruzzesi già rivolto anche a Del Turco, proponiamo a Boschetti di sottoscrivere in favore del bilancio regionale della sanità l'eventuale indennità da consigliere che gli dovesse essere corrisposta. E' facile valutare da parte di chiunque che il suo contributo agli interessi della collettività non ci sia stato in questi mesi. Sarebbe un buon modo per cominciare ad anticipare quella riduzione dei costi della politica che stiamo sostenendo a partire dal prossimo consiglio regionale».

15/10/2008 15.59

PISEGNA:«DEL TURCO RIMANE PRESIDENTE FINO AL 1 DICEMBRE»

Ottaviano del Turco, nonostante le dimissioni, rimane consigliere regionale.
Lo ha stabilito l'Ufficio di Presidente del Consiglio regionale che nel corso di una riunione ha «preso atto del venir meno delle condizioni ostative a ricoprire l'incarico», dopo la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari e la concessione dell'obbligo di dimora nel comune di residenza.
I casi come spiegato sono due.
A dare la conferma della reintegra è stato il consigliere del Pd Nicola Pisegna.
Pisegna ha spiegato che Boschetti non si e' mai dimesso dalla carica di consigliere, per cui, «venute meno le condizioni contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che ne aveva disposto la sospensione, puo' tornare al suo posto».
«Diverso il caso di Del Turco», ha detto Pisegna, «che pure avendo presentato le dimissioni da Presidente della Giunta e da consigliere regionale e' "costretto" dallo Statuto regionale a rimanere in carica fino all'insediamento del prossimo Presidente della regione, ossia dopo il 1 dicembre data delle elezioni regionali. Questo» ha spiegato Pisegna «e' un limite dello Statuto della Regione Abruzzo che non tiene conto della liberta' individuale, in questo caso a non voler piu' ricoprire un certo incarico».

15/10/2008 17.07

ROSELLI.«PARERE AFFIDATO ALL'AVVOCATURA REGIONALE»

Sembra ridimensionare la portata delle affermazioni di Pisegna, il presidente del consiglio Marino Roselli a PrimaDaNoi.it.
«Stiamo ragionando sul da farsi. Nel frattempo abbiano chiesto il parere all'avvocatura della regione che dovrà indicarci come interpretare le norme dello statuto».
«A leggere la carta del consiglio quello che viene fuori è a grandi linee quello che ha detto Pisegna ma sembra un po' strano imporre ad una persona che si è dimesso due volte una carica che non vuole più.
Direi quasi ridicolo. Stiamo cercando di capire. Di sicuro è un caso unico in Italia e lo Statuto non poteva prevedere la fattispecie specifica, da qui nascono le difficoltà. Comunque una cosa è certa: la funzione di presidente non potrà essere materialmente svolta per via delle misure cautelari di obbligo di dimora di Del Turco che è costretto a Collelongo ed il consiglio si tiene all'Aquila».
Ma Berlusconi insegna che anche il Consiglio dei ministri può svolgersi anche a Napoli…..
«Le norme impediscono al consiglio e alla giunta di riunirsi a Collelongo», risponde Roselli.

15/10/2008 17.53

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CONSIGLIO RIMANDATO: ORA DECIDE ROSELLI

La seduta del Consiglio regionale, prevista per le 15, è stata rinviata a martedì prossimo. Alla base del rinvio c'é la necessità di alcuni chiarimenti sia in relazione alla posizione dell'ex presidente, Ottaviano Del Turco, che a quella dell'ex assessore alle Attività Produttive, Antonio Boschetti.
Intanto l'attenzione rimarrà alta su quella che sarà probabilmente una delle ultime riunioni del consiglio regionale impegnato a votare o meno la riduzione dei compensi dei consiglieri e delle altre cariche di nomina regionale.
Il tutto slitta alla prossima seduta mentre si registra una presa di posizione dei Radicali in favore di Rifondazione comunista che ha presentato gli emendamenti che se approvati faranno scattare i tagli.
Oltre alla riduzione della spesa c'è anche l'istituzione della anagrafe pubblica degli eletti già proposta dagli stessi Radicali.
Con una lettera personale e con l'invio di un testo di delibera la Segretaria Antonella Casu, il Tesoriere Michele De Lucia ed il presidente di Radicali Italiani Bruno Mellano hanno chiesto a tutti i 8102 comuni, le 120 province e le 20 regioni di fare propria quest'iniziativa di trasparenza e partecipazione.
In Abruzzo l'iniziativa e' stata illustrata all'opinione pubblica con una conferenza stampa il 20 settembre all'Aquila a cui hanno partecipato i militanti radicali abruzzesi Orazio Papili e Gino Antonietti, Gabriele Perilli assessore (Pd) della provincia dell'Aquila, Carla Liberatore responsabile dei Verdi e Elisabetta Zamparutti, deputata radicale del gruppo Pd.
«Ringrazio Maurizio Acerbo, della direzione nazione di Rifondazione Comunista - ha detto Bruno Mellano, presidente di Radicali Italiani - per aver saputo cogliere l'occasione per riproporre al 'morente' consiglio regionale abruzzese l'istituzione dell'Anagrafe pubblica degli Eletti. Sarebbe davvero il migliore modo per lasciare un'eredita' positiva e preziosa per un'istituzione oggi travolta dalla bufera giudiziaria».

POLEMICHE PER IL COMMERCIO DEGLI EMENDAMENTI

«In sede di approvazione del provvedimento di bilancio, per reperire le risorse per le elezioni, assistiamo al solito tentativo di inserire nella manovra emendamenti che nulla hanno di urgente e improrogabile e che mirano a favorire i futuri candidati nel loro collegio elettorale». Lo ha dichiarato il gruppo consiliare dell'Italia dei Valori costituito da Augusto Di Stanislao e Paolo Palomba.
«Assistiamo a una amministrazione della regione – hanno proseguito i consiglieri regionali IdV Di Stanislao e Palomba - che prova continuamente, e qualche volta ci riesce (vedi il caso di assessori che hanno finanziato i Comuni amici o pubblicazioni autoreferenziali), a dare contributi a enti e società in maniera diretta o a costituire nuovi carrozzoni. Non si riesce a comprendere che è ora di finirla con i finanziamenti a enti inutili. Le esigenze dell'Abruzzo sono tante e tanti sono i problemi urgenti che anche noi dell'Italia dei Valori vorremmo sottoporre all'Assemblea, ma in questa fase riteniamo che sia assolutamente inopportuno essendo praticamente avviata la campagna elettorale».

15/10/2008 16.38