Anav, «aziende abruzzesi rischiano uscire dal mercato»

Alessandro Biancardi

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LA DENUNCIA. PESCARA. Per la sezione abruzzese dell'Associazione Nazionale Autotrasportatori Viaggiatori (Anav), le 35 imprese private che gestiscono i trasporti pubblici locali rischiano di «uscire dal mercato».
Nel caso in cui il consiglio regionale approvi il disegno di legge che disciplina la normativa sui contributi da assegnare alle aziende, secondo l'associazione, si segnerà la fine di una parte del trasporto pubblico.
Per il presidente dell'Anav, Sandro Chiacchiaretta, si tratta di un disegno di legge incostituzionale «perchè – ha spiegato- e'
contraria all'articolo 41 della Costituzione che sancisce la libertà di impresa. Praticamente – ha proseguito-espropria i profitti delle aziende. Se le imprese- ha precisato- conseguono un utile di bilancio, vengono espropriate. Il contributo, infatti, secondo questo disegno di legge, viene erogato nei limiti del pareggio di bilancio».
«La Legge», contesta Chiacchiaretta, «tirata fuori dal cassetto dopo due anni, non è stata portata nemmeno al vaglio delle Commissioni Bilancio e Trasporti (luoghi deputati al confronto tra le parti) e inserita inopinatamente nell'ordine del giorno del Consiglio Regionale».
La Regione Abruzzo opera nel settore dei trasporti e assume la doppia veste di imprenditore e "fabbricatore" di norme e quindi in un evidente stato di conflitto di interessi.
Il presidente dell'Anav ha anche messo in evidenza che la norma e'
retroattiva nonostante una nota dell'ufficio legislativo di presidenza della regione escluda l'effetto retroattivo.
Secondo Chiacchiaretta il disegno di legge «segna la morte civile delle 35 aziende private che operano sul territorio».
Per l'Anav si tratta di un provvedimento illegittimo e chiede che il consiglio regionale «non lo voti o lo respinga».
Per Confindustria Pescara è un atto che lede il principio del legittimo affidamento in quanto le imprese del settore hanno agito nel pieno rispetto delle regole poste in essere dalla stessa Regione e che, oggi, arbitrariamente, si tenta di cambiare con effetto retroattivo.


10/10/2008 9.34