La Regione si ravvede e cancella anche la "Legge Fogna"

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nel Consiglio Regionale del 30 Settembre 2008, lo stesso nel quale si è approvato il prolungamento della moratoria fino al 31 Dicembre 2009 per le attività legate al petrolio, è stata abrogata la cosiddetta Legge Fogna.
La legge, in barba alle Direttive Comunitarie ed alla normativa nazionale, aveva autorizzato i Comuni sotto i 2.000 abitanti a scaricare direttamente nelle acque superficiali senza trattamento delle acque reflue urbane e senza protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.
Così come aveva autorizzato i Comuni fino a 10.000 abitanti a scaricare direttamente nelle acque costiere. Della«Era una legge assurda», ha commentato Walter Caporale dei Verdi, «che, di fatto, aveva reso legale inquinare e che, quindi, non poteva essere tollerata».
Caporale ha ringraziato tutto il Consiglio Regionale «per aver preso atto di questa assurda situazione e dei gravi rischi per l'ambiente e la salute umana».
Il primo ringraziamento è andato a Camillo D'Alessandro (che aveva voluto la legge) e che in questa seconda fase «mi ha aiutato», ha sottolineato Caporale, «a far comprendere, all'intera assise, il senso ed il profondo significato di questa proposta di abrogazione che riporta la nostra Regione all'avanguardia in materia di protezione delle acque».
07/10/2008 10.35