Il consiglio delle proteste: «un ddl per cancellare 21 mln di debiti»

Alessandro Biancardi

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PESCARA.Oggi non sarà un consiglio regionale molto semplice. Oltre all'abrogazione della norma anti-sindaci arriva in aula un disegno di legge contestato. * FILT ABRUZZO: «SERVE UNA NUOVA POLITICA DEI TRASPORTI»
PESCARA.Oggi non sarà un consiglio regionale molto semplice. Oltre all'abrogazione della norma anti-sindaci arriva in aula un disegno di legge contestato.

* FILT ABRUZZO: «SERVE UNA NUOVA POLITICA DEI TRASPORTI»
Quest'oggi il Consiglio regionale è chiamato a discutere ed approvare il disegno di legge n. 1075/c del 25 settembre 200, (rimasto per oltre due anni nel cassetto) sui criteri per la determinazione dei costi chilometrici standard delle aziende di trasporto pubblico locale.
Per gli addetti ai lavori quel disegno è «un vero e proprio attentato alle aziende private operanti nella regione (circa quaranta)», come ci spiega Agostino Ballone, componente del direttivo nazionale e abruzzese Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori).
La sua approvazione «di fatto, determinerà per le stesse un danno talmente grave da costringerle alla chiusura».
Il ddl, infatti, prevede all'articolo 9, comma 2, che i contributi di esercizio dovuti alle imprese che gestiscono il trasporto pubblico locale siano erogati "nel limite massimo della perdita di esercizio".
«In pratica», spiega Ballone, «per la Regione Abruzzo un'azienda di trasporto pubblico non può conseguire utili di bilancio dalla propria attività contro la definizione che lo stesso codice civile fornisce dell'impresa. Cosa ancora più grave e palesemente incostituzionale è il fatto che la legge avrà efficacia retroattiva».
Al momento le aziende di trasporto abruzzesi sono ancora in attesa di ricevere i conguagli dei contributi di esercizio dal 1987 ad oggi: «si capisce», sottolinea ancora Ballone, «che la finalità del disegno di legge è quella di azzerare l'enorme debito, circa 21 milioni di euro opportunamente riconosciuti, quantificati e passati in giudicato nei vari gradi di giudizio che si sono succeduti nell'ambito del contenzioso avviato dalle imprese di trasporto abruzzesi».
Nel caso in cui il Consiglio Regionale dirà sì a quella che viene definita «la legge scellerata», «si porterà l'Abruzzo», chiude Ballone, «all'attenzione, in negativo, delle Autorità competenti a sollevare la questione di costituzionalità».

30/09/2008 9.17

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FILT ABRUZZO: «SERVE UNA NUOVA POLITICA DEI TRASPORTI»

ABRUZZO. Il direttivo della Filt Cgil Abruzzo, si è riunito ieri a Pescara e ha deciso di sottoporre all'attenzione dei futuri candidati alle regionali la difficile situazione del trasporto pubblico.
«Su questa materia», ha detto il direttivo del sindacato, «le maggioranze politiche succedutesi nel corso dell'ultimo decennio, non hanno prodotto risultati concreti limitandosi all'elaborazione di studi e progetti privi delle conseguenti fasi realizzative».
Cinque sono le priorità tematiche che il prossimo Consiglio Regionale dovrebbe affrontare «con urgenza e determinazione»: «definire il Piano Regionale Integrato dei Trasporti, riformare il sistema di trasporto pubblico locale, intervenire con forza sul sistema ferroviario di lunga percorrenza e regionale, proseguire senza esitazione sul progetto di Azienda unica e prevedere un sistema radicalmente diverso nell'individuazione delle responsabilità gestionali e manageriali da assegnare alla guida degli enti strumentali di proprietà della regione Abruzzo e che operano nel campo dei trasporti».
Occorre insomma, «una nuova politica dei trasporti», sostiene la Filt, «che in considerazione della drammatica situazione economica, sociale e morale della nostra regione, metta al primo punto i bisogni dei cittadini programmando e realizzando da subito quegli interventi possibili di razionalizzazione, di diversa organizzazione che richiedono poche risorse, decisioni più politiche che tecniche, ma scomode da assumere per gli amministratori che guardano al consenso elettorale a breve termine».

30/09/2008 9.59