Ecco la montagna di soldi per le comunità… montane

Alessandro Biancardi

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Ecco la montagna di soldi per le comunità… montane
ABRUZZO. 19 comunità montane per un totale di 224 comuni. Ma anche 19 presidenti, 98 tra vice e assessori e ben 672 consiglieri per un totale di 795 rappresentanti (1 ogni 451 abitanti).  COSI' VA NELLA COMUNITA' AMITERNINA
Sono questi i numeri dell'immenso universo che va sotto il nome di Comunità montane d'Abruzzo.
Ogni anno succhiano alle casse pubbliche l'equivalente di 2 milioni 328 mila euro (questa la cifra esatta del 2007) solo per gli stipendi degli organi direttivi.
La legge regionale numero 10 dello scorso 27 giugno ha stabilito che debba esserci un riordino.
Praticamente, per tentare di risparmiare, bisogna effettuare tagli.
L'Abruzzo ci va con la mano leggera e il limite stabilito è stato indulgente. Sfoltire sì e nel futuro non potranno esserci più di 15 comunità montane. Si poteva fare decisamente meglio.
Oggi il territorio coperto dalle comunità montane è di 824.779 ettari e sono oltre 2,5 milioni di euro annui i soldi che vanno nelle tasche dei presidenti (697.216 euro totali all'anno), assessori (1.681.501 euro) e consiglieri (54.606 euro).
Diventare presidente di comunità, con l'aria di crisi che c'è in giro, può essere una svolta.
Lo stipendio cresce in base al numero della popolazione montana che compone il singolo ente.
E così il presidente di Marsica 1 (la più grande che raggruppa 17 comuni per una popolazione che supera i 90 mila residenti) a fine mese percepisce 4.131 euro (poco meno di 45 mila euro annui) e gli 8 assessori se la cavano con 2.479 euro mensili (poco meno di 20 mila euro in 12 mesi a testa).
Stipendio mensile di 3.098 euro per i presidenti delle comunità Amiternina, Valle Del Giovenco, Peligna, Valle Roveto, Alto Sangro, Vestina, Maiella Morrone, Della Laga, Gran Sasso, Maielletta, Aventino medio Sangro, Medio Vastese. Va un po' peggio ai presidenti di Campo Imperatore, Sirentina, Val Sangro, Alto Vastese (2.788 euro mensili), Vomano Fino e Piomba (3.460 euro), Medio Sangro (2.169 euro).
Anche riuscire ad assicurarsi un posto come vice presidente o assessore può essere redditizio: gli stipendi mensili personali oscillano dai 2.479 euro di Marsica 1 agli appena 325,37 euro del Medio Sangro.
Va decisamente male ai consiglieri che percepiscono un gettone di presenza che va dai 36,15 euro ai 18,08 euro (per 4 sedute annue)


MA QUANTO COSTANO LE COMUNITA'?

Per capire quanto costa una comunità di certo non bastano gli stipendi degli organi che li compongono. Un dato interessante, per capire di quanti zeri stiamo parlando, potrebbe essere per assurdo quello delle entrare, ovvero non quanto spendono ma quanto incassano.
Stando a dati del 2004, su base annuale e solo per l'Abruzzo, sono arrivati 9,2 mln dallo Stato, quasi 10 mln dalla Regione, poco più di 74 mila dai Comuni e 5,7 milioni da "altri enti" per un totale di 25 mln di euro.
E per cosa spendono le 19 comunità montane? Basta dare uno sguardo ai bilanci.
Le spese del 2004 hanno raggiunto i 21,9 milioni di euro: 10 per l'amministrazione, gestione e controllo, 4,6 mln per segreteria generale, personale e organizzazione, 2,17 mln per l'ufficio tecnico, 1,7 mln per la tutela ambientale, 7,4 per il sociale. Per quest'ultimo settore la spesa è stata ripartita così: 140 mila euro per il personale, oltre 3,7 mln di euro per prestazioni di servizio e 3,4 mln per i trasferimenti.
Per l'assistenza sanitaria sono stati spesi oltre 4 mln di euro.

A CHE PUNTO E' IL RIORDINO

Nei mesi scorsi il consiglio regionale ha varato la legge per il riordino delle Comunità (la 10 del 27 giugno). Lo scopo è quello di sfoltire per tentare di risparmiare. Magari anche evitare inutili sovrapposizione di enti che gestiscono servizi simili o fotocopia.
Per la serie potrebbero bastare Comuni e Province.
Dopo l'approvazione della legge cosa è cambiato?
Ancora niente.
La Giunta regionale nelle condizioni in cui si trova non ha ancora avviato la concertazione per l'accorpamento.
In quella sede si decideranno come e quali accorpare in base a diversi
criteri: la rilevanza delle aree montane, contiguità territoriale e grado di integrazione e di interdipendenza economico-sociale.
E poi ancora adeguatezza all'esercizio delle funzioni delegate o conferite e la tendenziale corrispondenza con ambiti e sistemi di riferimento per la programmazione regionale e con gli enti Parco.

Alessandra Lotti 26/09/2008 15.29