Deficit Sanità, escluse nuove tasse ma arrivano i ticket

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il vicepresidente vicario, Enrico Paolini, incontrerà oggi a Roma il commissario per la sanità, Gino Redigolo, nominato la settimana scorsa dal governo. Se il pericolo di nuove tasse sembrava ormai scampato, adesso arriva una novità. Per gli abruzzesi in agguato nuovi ticket per far quadrare i conti.

ABRUZZO. Il vicepresidente vicario, Enrico Paolini, incontrerà oggi a Roma il commissario per la sanità, Gino Redigolo, nominato la settimana scorsa dal governo.
Se il pericolo di nuove tasse sembrava ormai scampato, adesso arriva una novità. Per gli abruzzesi in agguato nuovi ticket per far quadrare i conti.

Con l'incontro si andranno a valutare i compiti e le competenze che il commissario avrà sui conti della sanità, «e concorderemo», ha chiarito Paolini, «una linea comune di azione».
Su un punto sembra che ci sia chiarezza: «il commissario non potrà incrementare l'imposizione fiscale, Irap e Irpef, per coprire il disavanzo del sistema sanitario regionale accertato al 31 dicembre 2006. I punti del suo intervento – ha aggiunto il vicepresidente vicario - sono indicati nel decreto di nomina sottoscritto dai ministri dell'Economia e della Salute».
Sulla questione è intervenuto anche l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico ma le sue non sono state notizie rassicuranti: «si esclude definitivamente il ricorso al maggior prelievo automatico di Irpef e Irap a copertura del disavanzo di 294 milioni di euro del sistema sanitario regionale» ma dietro l'angolo c'è l'introduzione di ticket la cui «compartecipazione finanziaria è stata introdotta dalle recenti norme approvate dal Parlamento».
In particolare l'assessore al Bilancio spiega che «l'articolo 61 al comma 19 abolisce la 'quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati'. I costi sono coperti per 400 milioni dallo Stato, ma per la parte residua, che sarà comunicata alle Regioni entro il 30 settembre 2008, dovranno intervenire le Regioni stesse con risorse proprie o reintroducendo, in tutto o in parte, il prelievo sulle prestazioni rese ai cittadini».
In quest'ottica, in sede di Conferenza Stato-Regioni, il governo chiederà alle Regioni, in forza del decreto Tremonti, di integrare la somma di 400 milioni di euro con propri fondi e «in quell'occasione le Regioni dovranno garantire copertura finanziaria con possibilità di inserimento dei ticket».

TAGLIENTE (FI): «AVREBBERO DOVUTO PENSARCI PRIMA»

Molto critico Giuseppe Tagliente, consigliere regionale di Forza
Italia: «Troppo facile ora lanciare appelli e mostrarsi afflitti; per tre anni D'Amico è stato il silente contabile di tutte le operazioni condotte dalla Giunta regionale, impedito perfino in Consiglio regionale della possibilità di spiegare il senso delle stesse, ai consiglieri di maggioranza come d'opposizione. Oggi – conclude Tagliente –scopre il senso di responsabilità e il dovere di avvertire le parti sociali….molto meglio avrebbe fatto a parlare a tempo debito e se possibile a far pesare le prerogative del suo ruolo, anziché mettersi supinamente a servizio di logiche di potere che non perseguivano l'interesse collettivo».

D'ERAMO (LA DESTRA): «BISOGNAVA TAGLIARE COSTI E SPRECHI»

«La scure di nuovi ticket stride con le dichiarazioni del presidente vicario Paolini che solo qualche giorno fa trionfalisticamente annunciava che non ci sarebbero state nuove tasse per la popolazione», scrive in una nota il portavoce regionale de "La destra", Luigi D'Eramo.
«La cattiva gestione della sanita', in questi ultimi tre anni - secondo l'esponente dell'opposizione- ha impoverito il bilancio della regione i cui amministratori prima di prevedere l'introduzione di nuovi ticket avrebbero dovuto attivare una seria politica tesa a tagliare costi e sprechi».
Adesso, secondo D'Eramo «occorre rivedere tutto il sistema degli appalti esterni, provvedere al taglio delle consulenze esterne, verificare come anche nel pubblico esistano ricoveri impropri, riconsiderare i costi relativi all'Agenzia regionale della Sanita'.
Basti l'esempio - si afferma nella nota - che il solo ospedale dell'Aquila spende circa 450.000 euro al mese, a favore di una ditta privata esterna, per la manutenzione della struttura».

PREOCCUPATA ANCHE FEDERCONSUMATORI

Preoccupata la Federconsumatori che per mezzo del suo presidente regionale Franco Leone definisce il sistema sanitario «impazzito».
L'organizzazione ribadisce la sua proposta, di un recupero fiscale («detrazione o bonus»), per almeno 300 euro a famiglia, già avanzata in occasione dello "Sciopero della Pagnotta". «Sarebbe utile anche per l'Abruzzo avviarsi lungo questo percorso affinché si definisca, in tempi brevi, una quota esente al di sotto della quale non si paghi l'addizionale. Significa, inoltre, ribadire il principio di progressività del contributo fiscale dei cittadini».
«Abbiamo già assistito», ricorda Leone, «negli ultimi anni, all'esultanza sulle avvenute cartolarizzazioni come se il debito fosse scomparso e non trasferito alle future generazioni, senza che il sistema venisse immediatamente razionalizzato, per fare scomparire le origini del deficit strutturale. Sono necessari interventi più profondi, capaci di limitare il carico dovuto ad un'addizionale Irpef che colpisce tutti indistintamente, con la stessa percentuale, a partire da 7.500 euro di reddito annuale».
Il sistema sanitario per Federconsumatori è da considerare "clinicamente morto": «non resta che dare un consiglio cinico agli
abruzzesi: evitate malattie, perché la sanità in Abruzzo non risponde più. In alcune Asl, a Teramo, per i farmaci salva vita, si chiede ai cittadini con basso reddito l'anticipazione dell'acquisto di medicine costose o addirittura si negano medicine per bimbi affetti da gravi allergie, con problemi respiratori. A Pescara si chiudono le prenotazioni per servizi di diagnosi fino all'anno prossimo».

24/09/2008 9.53

DI PAOLO:«D'AMICO SI NASCONDE DIETRO UN SINONIMO»

«Probabilmente la parola ticket non è chiara nel suo significato implicito all'Assessore D'Amico, ma vorrei ricordargli che quando si tratta di costringere i cittadini, comprese le fasce più deboli, a tirare fuori altri soldi non c'è sinonimo che tenga».
Lo dice Bruno Di Paolo consigliere regionale Pdl che aggiunge:«pertanto sarebbe opportuno non fermarsi di fronte alla apparente boccata di ossigeno fornita dal Governo centrale, ma preoccuparsi di come raccogliere al meglio i cocci rotti da una Giunta attenta solo ai propri interessi e che senza esitazione alcuna, negli ultimi anni, ha avallato manovre economiche scellerate. Se poi l'Assessore D'amico ha davvero a cuore le sorti di tanta brava gente, sarebbe allora opportuno che il suo animo nobile si adoperasse con ogni mezzo affinchè non si giunga nelle prossime settimane alla predisposizione di una variazione di bilancio dal sapore prettamente elettorale con l'occhio benevolo rivolto verso coloro che hanno annunciato che daranno il loro sostegno alla coalizione di centro sinistra nelle ormai prossime consultazioni».
24/09/2008 12.38