Risanamento debito sanità: strada sempre in salita verso nuove tasse

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2637

ABRUZZO. Un pacchetto di proposte per il risanamento del servizio sanitario e del bilancio regionale è stato annunciato stamane dall'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico. L'assessore propone anzitutto di riaccertare entro 30 giorni tutte le partite relative ai debiti delle Aziende sanitarie locali fino al 31 dicembre 2006 che nominalmente ammontano a circa 1 miliardo di euro.
Il volume dei debiti, che risultasse insussistente, concorrerebbe alla riduzione del disavanzo di 294 milioni di euro al 31 dicembre 2007 che il Governo chiede di ripianare anche con maggiori imposte.
L'assessore propone, inoltre, l'immediato avvio delle procedure di recupero degli 80 milioni di euro risultanti da prestazioni non appropriate e comunque per somme non dovute, rese da parte delle strutture private per gli anni 2005-2007, come certificato dalla commissione ispettiva e preso in considerazione dal tavolo di verifica e la conseguente ricontrattazione con il Governo della gestione finanziaria del disavanzo definitivo risultante, per evitare l'applicazione di maggiori aliquote fiscali, anche tenendo conto del ritardo dell'allungamento delle cartolarizzazioni e della riduzione relativa delle entrate fiscali indotta dalle stime del Ministero dell'Economia.

RICONTRATTARE LE CARTOLARIZZAZIONI

Per questo D'Amico propone la convocazione degli obbligazionisti in tempi rapidi per la ricontrattazione e l'allungamento delle cartolarizzazioni, il completamento della manovra di correzione per 38 milioni di euro della spesa sanitaria del 2008, la sottoscrizione di nuovi contratti con le strutture private accreditate, correggendo e superando ogni potenziale contenzioso, in quanto la stabilità futura dei contratti è ritenuta dal Ministero condizione essenziale per la credibilità della Regione nel rispetto degli accordi.
«A tale scopo - ha precisato D'Amico - è essenziale che il Consiglio Regionale approvi con urgenza le procedure di accreditamento per le quali ha già ricevuto proposta dalla Giunta». Alla luce di tali provvedimenti si potrà chiedere al Governo il rinvio delle modalità di copertura dei debiti pregressi solo a seguito della verifica dei debiti effettivi e conseguentemente contrattare con lo stesso Governo il pagamento del debito definitivamente accertato attraverso un prestito dilazionato, con oneri finanziari a carico del bilancio regionale, da coprire con fiscalità futura e non aggiuntiva.

LE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE AMBULATORIALI

«Ulteriori elementi di criticità nell'ambito degli accordi sottoscritti tra la Regione Abruzzo ed il Governo sono stati introdotti dalla conversione in legge del decreto numero 112 del 2008 - ha proseguito l'assessore - con l'articolo 61 che al comma 19 abolisce la quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati».
I costi infatti sono coperti per 400 milioni di euro dallo Stato ma per il residuo che verrà comunicato alle Regioni entro il prossimo 30 settembre, dovranno intervenire le Regioni stesse con risorse proprie o reintroducendo, in tutto o in parte, il prelievo sulle prestazioni rese ai cittadini.

ACCESSO AL FONDO A RISCHIO

Inoltre l'accesso delle Regioni al fondo finanziario integrativo del Servizio Sanitario Nazionale è subordinato alla stipula di una specifica intesa con lo Stato che riveda il Patto per la Salute del 2006.
«Il nuovo patto dovrà rivedere gli standard dei posti letto ospedalieri, l'incidenza del costo del personale, di copertura dei costi da parte dei cittadini» ha chiarito D'Amico.
Per l'assessore «questi elementi di criticità vanno affrontati immediatamente e con determinazione per evitare risvolti penalizzanti dal punto di vista sociale e del bilancio regionale».
L'assessore ha ricordato quindi che «in ordine all'urgenza di reperire risorse aggiuntive bisognerà trattare con la massima urgenza l'attribuzione all'Abruzzo, da parte del Governo, delle risorse residue derivanti dalla legge 488 del 1992 che ammontano ad un fondo nazionale di 785 milioni di euro, da destinare a programmi di sostegno del bilancio regionale, fino a completamento del piano di risanamento nel 2009».
Stamane su questi obiettivi l'assessore ha già raccolto la condivisione delle parti sociali, incontrate nella sede di viale Bovio.
«E' urgente restituire al nuovo governo regionale un sistema con migliore efficienza - ha concluso l'assessore al Bilancio - questo è un atto di grande responsabilità assunto dalla Giunta regionale e che vogliamo trasferire al Consiglio, infatti è un momento delicato e grave per la Regione che richiede senso di responsabilità da parte di tutti».
«Ritengo necessario per le forze politiche ed i gruppi consiliari fissare alcuni punti essenziali, essenziali anche per il governo che verrà eletto dalla consultazione elettorale» ha concluso, «è necessario affidare subito alla Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, in coordinamento con il Servizio del Bilancio della Giunta, il compito di lavorare ad un piano di riduzione, riqualificazione ed efficienza della spesa».


22/09/2008 13.53