Angelini: «contro di me gli interessi trasversali della politica»

Alessandro Biancardi

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Angelini: «contro di me gli interessi trasversali della politica»
INCHIESTA DEL TURCO. PESCARA. «Mi stavano strozzando… volevano mettermi con le spalle al muro per sgonfiare Villa Pini. La Regione ha inspiegabilmente interrotto i pagamenti per mettermi alle strette… sono stato vittima di delibere su misura per ostacolare la crescita del mio gruppo. Contro di me poteri bifrontali». FASSINO QUERELA ANGELINI
Ha disegnato ieri le sue teorie, i suoi sospetti, Vincenzo Angelini, titolare del gruppo Villa Pini, oggi il grande accusatore di un sistema di tangenti milionarie che ha tirato dentro buona parte della giunta di centrosinistra e anche quella di centrodestra.
Il suo timore più grande era quello di perdere la sua azienda, il pericolo era concreto e si stava per realizzare: per questo, per difendersi, per difendere il futuro dei propri figli, così ha detto, ha deciso di confessare il malaffare e la corruzione.
Lo ha spiegato in maniera accorata anche ieri delineando scenari e pressioni, una parte di queste riscontrate dalle migliaia di intercettazioni agli atti.
E ieri sono saltati fuori anche nomi di politici nazionali che non avrebbero alcun ruolo nella vicenda delle tangenti ma che Angelini adombra come poteri in grado di condizionare la politica regionale, di fare pressioni a loro volta su Del Turco per agevolare certi gruppi in campo sanitario e di conseguenza svantaggiarne certi altri.
Sempre secondo Angelini c'era una sorta di piramide che aveva nel suo vertice l'ex segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, che avrebbe in qualche modo fatto capire a Del Turco di avvantaggiare il gruppo dell'imprenditore Angelucci, Tosinvest, che in Abruzzo possiede una piccola clinica, il San Raffaele.
L'interesse d'agevolare questo gruppo -secondo quanto raccontato da Angelini, riportando a sua volta le parole di Quarta- era un ipotetico controllo della informazione poiché il gruppo Tosinvest possiede i due giornali Libero e Il Riformista.
A sua volta Tosinvest farebbe parte di una finanziaria nella quale sarebbe parte attiva il fratello di Fini, medico, mentre un Angelucci è deputato del Pdl.
Così si delineerebbero gli interessi trasversali che -sempre secondo Angelini- avrebbero avuto l'obiettivo di “toglierlo di mezzo”.
Ed è nota anche “l'ossessione” di Angelini verso il suo «caro amico» (lo chiama sempre così nelle deposizioni, ironicamente) Luigi Pierangeli da sempre vicino ad Enrico Paolini oggi presidente vicario della Regione, ex Ds, oggi Pd che comunque faceva riferimento al suo segretario nazionale, Fassino.
Al di fuori delle interpretazioni soggettive dell'imprenditore di Chieti, però, vi sono i fatti: nell'ambito del piano di riordino sanitario che servì per ridurre le spese e dunque i posti letto in convenzione, la maggior parte delle cliniche subì tagli, la clinica di Sulmona fu una delle poche a vedere accresciuto il numero dei posti letto, 25 («addirittura creati dal nulla», ha spiegato Angelini).
E' solo un particolare che proprio durante la redazione di quel piano di riordino il consigliere Boschetti era in costante contatto via sms con il gruppo Tosinvest…
L'altra clinica ad avere vantaggi in tema di posti letto fu quella che fa capo all'imprenditore Vittorini, da sempre vicino a Del Turco.
Tra questi fuochi si inseriscono poi le vicende, ancora non del tutto chiare, di rapporti personali dell'ex presidente della Regione con alcuni imprenditori per la cessione di una parte o tutto il gruppo di Angelini.
Sono note le trattative con De Benedetti, titolare del gruppo Hss, che Angelini descrive come una «cordata interessata a tutta la torta», probabilmente per intendere l'intero gruppo.
Nel primo interrogatorio del 12 aprile Angelini descrisse anche il tipo di accordo che era stato ventilato.
«Mi aveva detto: “Villa Pini vale 100 lire, io te ne do 50, verso poi le altre 50 nel giro di cinque anni”».
La trattativa giudicata svantaggiosa per Angelini si interruppe ma dopo qualche tempo gli ipotetici compratori si fecero nuovamente avanti, circa 7 -8 mesi fa.
Altra storia che si intreccia è quella sulle presunte pressioni per vendere la clinica aquilana Sanatrix all'imprenditore Vittorini «per riequilibrare territorialmente» i poteri imprenditoriali della sanità in Abruzzo.



Ed il nome di Fassino ha scatenato subito reazioni.
«Esprimo piena solidarietà a Piero Fassino, che qualcuno cerca assurdamente di tirare in ballo
nella vicenda della sanità abruzzese. Contro di lui neppure accuse, ma solo assurdità e illazioni che puntano ad infangare una persona per bene», ha detto Dario Franceschini, vice segretario del Pd.
«Piero Fassino non si e' mai occupato di organizzazione sanitaria, ne' in Abruzzo ne' altrove. E'
indecente e inaccettabile che per giustificare i suoi finanziamenti a Forza Italia, il signor Angelini faccia affermazioni false e prive di qualunque fondamento sul conto dell'onorevole Fassino, gettando fango su una persona del tutto estranea alle vicende abruzzesi», è invece la posizione di Gianni Giovannetti, portavoce di Piero Fassino.
L'ex leader dei Ds, inoltre, ha presentato querela nei confronti del re delle cliniche private.

11/09/2008 10.02

PAOLINI:«CHI E'NEL FANGO SCHIZZA FANGO»

«Chi sta nel fango, piu' ne schizza e meglio sta». Lo ha detto il presidente vicario della Regione, Enrico Paolini, nel corso di una conferenza stampa a Pescara a proposito delle dichiarazioni rilasciate anche sul suo conto dall'imprenditore Vincenzo Maria Angelini nel corso dell'incidente probatorio tenuto ieri.
«Non replico perche' io ho grande fiducia nella magistratura».
Per il presidente vicario «meno si parla e meglio è».
«Se qualcuno vuole sparlare, lo capisco pure - ha aggiunto - ma se si dice la regione che sta a fare, sta - ha sottolineato Paolini - ad evitare tasse agli abruzzesi, a salvare fondi Docup, a salvare fondi Fas, a rispettare la democrazia con le elezioni».