Incidente probatorio, gli avvocati elaborano la linea difensiva

Alessandro Biancardi

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Incidente probatorio, gli avvocati elaborano la linea difensiva
PESCARA. Mentre l’ex presidente della Regione Del Turco è un crescendo di serenità («Sono molto piu' sereno di ieri e di ieri l'altro. Lasciatemi gustare la mia serenita' da solo e con i miei avvocati»), oggi pausa di riflessione per metabolizzare quanto emerso nella terza tornata di incidente probatorio.
Anche ieri è stata una giornata piena di sorprese e messaggi diretti e meno diretti. L'impressione a pelle -ma per ora non confermata- è che lo scandalo della sanità abruzzese non sia solo locale e non sia solo sanitario ma qualcosa di più che investe altri ambiti, altra politica ed altre zone geografiche, fino a sconfinare...
Si è già parlato di sfuggita di “massoneria”, ieri si è continuato a lanciare accenni di “servizi segreti” non smentiti da Angelini ed il suo avvocato (E' vero che si è parlato di servizi segreti? «può darsi»).
In quale contesto e riguardo a quali fatti è per ora difficile dirlo.

Intanto ieri, facendo mente locale e riguardando la sua documentazione, l'imprenditore della sanità ha scoperto una nuova tangente: 200mila euro che avrebbe versato a Camillo Cesarone il 7 agosto 2007. Un fatto di cui i magistrati avevano già precisi riscontri contabili ma che evidentemente era sfuggita dal computo totale.
Oggi sarà, invece, una giornata interlocutoria: lo stop è stato chiesto dal pool di difensori per poter leggere nero su bianco le dichiarazioni già rese da Angelini in questi giorni e impostare meglio la linea difensiva.
Si riprenderà venerdì alle 9.30 e si inizierà il controinterrogatorio da parte dei difensori.
C'è attesa per capire quale potrà essere la linea scelta dai legali.
Una delle ipotesi -quella ovviamente più semplice- sarebbe di screditare il confessore-indagato anche sulla base di piccole circostanze e dettagli che sarebbero variati dai primi interrogatori all'incidente probatorio, davanti al giudice per le indagini preliminari.
Piccoli dettagli che cambiano, racconti resi con parole diverse anche se la sostanza rimane la stessa. I difensori potrebbero appigliarsi a questi particolari per provare l'inattendibilità di Angelini.
Linea anticipata ieri da Lamberto Quarta che, sfidando l'ennesimo avvertimento della procura, si è lasciato andare ad una lunga intervista davanti alle telecamere e microfoni di tutta Italia («in quel momento mi andava di parlare, è stata una cosa d'istinto»)
«Nel discorso di Angelini ci sono state delle contraddizioni in merito alle motivazioni» ha spiegato Quarta.
Per l'ex segretario della presidenza «la "ratio" che sta dietro lo scandalo sulle presunte tangenti e' "evidente". Nel momento in cui sono avvenuti gli arresti, il 14 luglio scorso, la Regione si trovava nella fase finale della chiusura dei nuovi contratti negoziali con la sanita' privata, scaduti il 31 dicembre 2007».
Quei contratti, poi, non sono stati piu' rinnovati. E quindi, gli e' stato chiesto: avete tolto qualcosa ad Angelini e lui si e' vendicato?
«Non solo quello» ha risposto Quarta.
L'ex segretario della giunta regionale abruzzese ha evidenziato che l'esecutivo guidato da
Del Turco «ha fatto un'opera di tagli pesanti nei trasferimenti alla sanita' privata, e ha fatto almeno quattro leggi che prima non esistevano. Ha fatto, quindi, un'imponente opera di riduzione della spesa soprattutto verso la sanita' privata, ha toccato interessi importanti e questi interessi si sono sentiti minacciati».
Tutte cose ampiamente già dette anche prima degli arresti.
Il fatto è che tutte le dichiarazioni di Angelini hanno dei chiari riscontri tangibili, riscontri effettuati dalla polizia giudiziaria interforze, che ha ritrovato nei libri contabili e nei conti bancari le tracce inequivocabili dei corrispettivi prelievi indicati come tangenti.

LE INTERVISTE AGLI ATTI

Proprio le dichiarazioni degli indagati alla stampa probabilmente oggi stesso saranno acquisite agli atti nel fascicolo del procedimento così come le altre intervista rilasciate da Del Turco nei giorni scorsi.
Le interviste ed i filmati, infatti, costituiscono la prova della violazione dell'obbligo di non comunicare poiché molti dei presenti all'incidente probatorio sono sottoposti agli arresti domiciliari.
«Alla fine faremo il conto e valuteremo» sembra essere la posizione della procura che potrebbe poi chiedere al gip un aggravamento delle misure cautelari così come aveva fatto intendere già l'altro ieri lo stesso procuratore Trifuoggi.

INCHIESTA ANCORA LUNGA

Intanto continuano le indagini che si arricchiscono sempre più di nuovi spunti e che escono fuori anche dal campo della sanità. Si delineano meglio intrecci e legami che possono aver fatto da substrato per molti fatti accaduti in regione negli ultimi anni. Si sezionano documenti che hanno portato a scelte importanti per la vita amministrativa: le cartolarizzazioni, i tassi di interesse pagati, gli accordi con la Deutsche Bank di 400 milioni per lo studio di fattibilità dell'aeroporto ad Ortona, i legami con altri gruppi imprenditoriali, i tentativi per rallentare e frenare le indagini in corso…
L'obiettivo di massima per gli inquirenti potrebbe essere quello di chiudere le indagini per la prossima primavera e partire subito con il processo. La velocità –intoppi permettendo- sembra essere una delle priorità della procura.


11/09/2008 9.22