Val Pescara: inquinamento incontrollato.Tutto da rifare per il Sito di Bonifiche

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La situazione di inquinamento della Val Pescara è finalmente esplosa in tutta la sua gravità, facendo emergere una realtà che le denunce del WWF, purtroppo rimaste inascoltate, avevano segnalato dettagliatamente.
La Regione Abruzzo ha convocato per lunedì prossimo 8 settembre a Pescara una riunione con tutti gli enti per valutare una nuova perimetrazione del Sito di Bonifiche Nazionali di Bussi istituito appena due mesi fa con un decreto dal Ministro dell'Ambiente (si allega la nota, che contiene informazioni importanti circa lo stato della situazione ambientale della Val Pescara).
Con notevole ritardo si prova ad avviare questa nuova procedura amministrativa ad un anno e mezzo dalla scoperta delle discariche a Bussi e dopo lo scandalo dell'acqua avvelenata.
Il WWF era stata l'unica voce che nelle due conferenze dei servizi propedeutiche alla perimetrazione del sito svoltesi a Pescara e al Ministero dell'Ambiente aveva sostenuto la necessità di operare una perimetrazione ampia che comprendesse tutta l'asta del fiume Pescara fino alla foce.
L'associazione aveva inviato due note ben circostanziate al Ministero dell'Ambiente a settembre ed ottobre 2007 denunciando la gravissima situazione ambientale dell'area, con tanto di dati e fotografie.
Inoltre diversi comunicati stampa erano stati diffusi per sensibilizzare l'opinione pubblica e gli amministratori locali rispetto a questa esigenza.
Il silenzio delle amministrazioni provinciali e dei comuni della bassa Val Pescara, e in particolare Chieti e Pescara fu assordante.
La Regione Abruzzo e poi il Ministero accolsero quindi parzialmente le indicazioni del WWF, includendo almeno gli sbarramenti sul fiume Pescara che avevano potuto fungere da trappola di sedimenti inquinati provenienti da monte (cosa che, peraltro, era sfuggita agli enti e che solo le segnalazioni dell'associazione avevano evidenziato).
«Una posizione miope», sostengono dal Wwf, che fu pubblicamente stigmatizzata dall'associazione, perché non si prendeva atto della situazione ambientale sul terreno, «non si capiva l'importanza di includere i due capoluoghi nella conferenza dei servizi che dovrà gestire il Sito di Bonifiche Nazionale anche per i finanziamenti e non si sfruttava l'occasione della perimetrazione di un Sito di Interesse Nazionale per far emergere in tutta la sua gravità la situazione di inquinamento ambientale delle aree attorno al fiume fino alla foce, nota a chiunque avesse avuto la voglia di andare a fare anche solo una passeggiata sul fiume».
«Quanto sta accadendo», dice oggi Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo, «ha del clamoroso ed evidenzia non solo la pressoché generale impreparazione delle amministrazioni nell'affrontare i problemi ambientali ma anche una sconsiderata volontà di sottacere una realtà di inquinamento esplosiva privilegiando interessi di parte rispetto agli interessi collettivi. Tutti i dati erano concordi, visto che tra il 2004 e il 2007 l'ARTA ha accertato valori di inquinamento delle falde nella bassa Val Pescara di decine di migliaia di volte superiore ai limiti di legge per sostanze cancerogene come il tetracloroetilene».
Fino all'ultimo gli enti locali «hanno preferito pensare ad altro e tacere, non fermando il degrado delle aree golenali e industriali che risultavano essere del tutto fuori controllo, un far west ambientale dove chiunque poteva scaricare illegalmente, di giorno e di notte».
Il via vai di camion lungo le stradine golenali era continuo e tante volte l'associazione ha chiesto invano la chiusura di queste vie d'accesso e la sorveglianza più stretta.
«Anche il sistema industriale», continua De Sanctis,«per troppo tempo ha preferito guardare ai profitti piuttosto che pensare ad una gestione corretta di tutto il ciclo produttivo, comprendendo un'idonea gestione dei rifiuti e dei processi industriali. Ora in tutta fretta le aziende procedono all'autodenuncia, per evitare sanzioni importanti. Ora si scopre che i rifiuti sono sotterrati direttamente nella falda. E' veramente grave quanto accaduto, per l'ignavia delle amministrazioni e il mancato appoggio alle nostre circostanziate valutazioni».
Qualche spiegazione i sindaci dei comuni interessati dovranno pur darla, visto che ora si deve discutere di uno stravolgimento del Sito di Bonifiche istituito da appena due mesi.
«Non è certo non una bella figura nei confronti delle autorità nazionali», chiude de Sanctis.

05/09/2008 13.25