Sanità, Bosco: «ecco perché Angelini ha incastrato Del Turco»

Alessandro Biancardi

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INCHIESTA DEL TURCOL'INTERVENTO. ABRUZZO. Antonella Bosco, presidente della Commissione Sanita' e consigliera regionale di maggioranza rivendica il lavoro effettuato in materia negli ultimi anni dalla giunta Del Turco.
Dopo l'esplosione della maxi inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex presidente Del Turco e di altre 9 persone Bosco cerca di fare un quadro della situazione degli ultimi anni di lavoro, rimandando al mittente tutte le critiche. Ecco il suo intervento scritto per PrimaDaNoi.it.

"Questa Giunta è quella che mi ha ucciso più di tutti nei trenta anni in cui ho avuto … (parola incomprensibile) … di gestire la mia clinica, questa è la Giunta che ha danneggiato le case di cura di più a tutti i livelli …" «Con queste parole il dr. Angelini, titolare delle società del Gruppo Villa Pini, ha chiarito le ragioni vere della sua scelta che è nata dall'esigenza di liberarsi velocemente di una amministrazione regionale dimostratasi – a suo avviso – ostile, e cioè poco propensa a chiudere gli occhi come in passato troppo spesso era avvenuto.
E questo sol perché il Consiglio regionale e la Giunta di centro sinistra insediatisi nella primavera 2005 hanno lavorato per stabilire un sistema di regole che in Abruzzo non esistevano e per mandare un messaggio chiaro che la sanità è di tutti e che ognuno doveva e deve fare i sacrifici indispensabili per garantire la qualità e per risanare i bilanci regionali, saccheggiati per anni.
Ed allora vediamo quali scelte ha fatto la Regione Abruzzo.
In soli 3 anni la Regione Abruzzo si è dotata di 4 leggi essenziali, attese da anni e sempre rinviate dal governo di centrodestra perchè evidentemente complesse ed impopolari.
La prima è stata la Legge Regionale 23.06.06 numero 20 che ha fissato i criteri per l'appropriatezza dei ricoveri, censurando quelli ripetuti; ha disciplinato le attività ospedaliere a ciclo diurno quali day hospital, day service, day surgery e chirurgia ambulatoriale in alternativa al regime di ricovero, determinando già nel primo anno una consistente riduzione dei ricoveri inappropriati.
E' stata approvata anche la Legge Regionale 05.04.07 numero 6, che ha ridotto dal 5,5 al 4,5 per mille il numero dei posti letto negli ospedali pubblici e privati, per potenziare i regimi alternativi al ricovero e dare ai pazienti risposte più adeguate ai loro bisogni ed alla loro esigenza di avere una buona qualità della vita. Tale riduzione di posti letto è stata di 425 unità complessive, di cui 256 nel settore pubblico, pari al 5% di quelli esistenti e n 209 nel settore privato, pari al 17,4% di quelli esistenti. Ed il taglio dei posti letto ai privati è stato fatto non in modo indifferenziato, ma penalizzando – e quindi tagliando di più - le strutture che in passato non avevano rispettato le regole sulla appropriatezza e sulla gestione dei ricoveri.
La Legge Regionale 31.07.07 numero 32 è intervenuta anch'essa dopo anni e anni di inerzia del governo di centro destra, ha fissato regole certe e requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici per le strutture pubbliche e private interessate ad avere l'autorizzazione, l'accreditamento e la negoziazione con il Sistema sanitario nazionale.
Infine la Legge Regionale 10.03.08 numero 5 di approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale, è anch'essa arrivata con molti anni di ritardo e, finalmente, ha posto il benessere psico-fisico del cittadino al centro dell'attenzione. Ed anche con il nuovo Piano Sanitario Regionale sono state compiute scelte tese solamente a migliorare la qualità dell'assistenza, certamente non gradite ad alcune strutture private.
Nessun Governo regionale aveva mai stretto tanto le maglie per gli operatori privati, né aveva fissato regole tanto rigide e limitanti.
E' per questo che il dr. Angelini ha detto che la Giunta Del Turco è quella che lo ha ucciso più di tutti nei trenta anni in cui ha gestito la sua clinica e che ha danneggiato le case di cura di più a tutti i livelli.
Ed è per lo stesso motivo che il Consiglio regionale e la 5° commissione devono rivendicare con forza l'attività svolta in tre anni nel settore della Sanità: il malaffare di pochi, se sarà provato, non può e non deve offuscare la correttezza di tanti, che con impegno e dedizione hanno lavorato per migliorare l'Abruzzo e, in alcuni casi, per contrastare i tentativi di taluno di agevolare alcuni soggetti o settori in danno di altri».

Antonella Bosco 31/07/2008 16.31