Morto per un ictus Gianni Masciarelli, domenica mattina i funerali

Alessandro Biancardi

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Morto per un ictus Gianni Masciarelli, domenica mattina i funerali
ABRUZZO. E' morto oggi a Monaco di Baviera (Germania) Gianni Masciarelli, importante viticoltore abruzzese, tra i protagonisti della rinascita del vino d'Abruzzo. La notizia è stata confermata dal suo entourage. Masciarelli, ormai famoso in tutto il mondo, si era sentito male in nottata: 52 anni, aveva iniziato l'attività a S.Martino alla Marrucina (Chieti) all'inizio degli anni '80. IL RICORDO DI CHI LO CONOSCEVA BENE
L'AMORE DEL VINO EREDITATA DAL NONNO

Gianni Masciarelli aveva ereditato dal nonno paterno Giovanni la passione per la vigna e per il vino. Ed è proprio nella vecchia cantina del nonno che Gianni Masciarelli iniziò a creare i suoi vini. I primi arrivarono nel 1978, ma solo nel 1981 la passione esplose in attività commerciale.
«Credo- recita ancora oggi una frase sul sito internet dell'azienda- che chiunque si sia chiesto almeno una volta “chi me lo fa fare?”. Io trovo la risposta nel destino della mia famiglia, nell'amore che porto alla mia terra e nelle soddisfazioni che ricevo nel mio lavoro».
Fondamentale per la decisione di buttarsi a pieno nella nuova avventura anche un viaggio in Francia, la patria del buon vino e nella prima annata la cantina produsse 2000 bottiglie: 700 di Montepulciano e 1300 di Trebbiano.
Da lì in avanti la strada fu in discesa grazie ai trucchi che lo stesso Masciarelli aveva appreso in Francia.

Era criticato da tutto e da tutti, si racconta, poiché il modo di coltivare, potare le viti e produrre vino, erano in evidente contrasto con quello che dettava la tradizione e il concetto enologico di quei tempi in Abruzzo e in Italia. Tutti ritenevano che quel giovane - poco più che ventenne - stesse in realtà gettando il suo tempo e il suo denaro, in realtà stava gettando le basi per un'enologia di alta qualità nella sua regione.
Nel 1987, durante una visita a una cantina sociale in Croazia, Gianni Masciarelli incontrò Marina Cvetić, all'epoca studentessa di ingegneria chimica che sposa due anni dopo.
Nel 1984 un momento importantissimo: Masciarelli creò il suo vino più prestigioso e ambizioso: il Montepulciano d'Abruzzo Villa Gemma. Per l'occasione introdusse metodi di vinificazione moderni e pratiche enologiche fino a quel momento poco diffuse in Abruzzo, scegliendo di fare maturare il suo nuovo vino per un lungo periodo in barrique.
La cantina si trova a San Martino sulla Marrucina, in provincia di Chieti. Dai 2,5 ettari iniziali, la cantina possiede oggi circa 220 ettari in ogni provincia dell'Abruzzo, di cui 194 coltivati a vigneto tra Ancarano, Controguerra, Corropoli, Tortoreto, Nereto, Loreto Aprutino, Ripa teatina, Miglianico, Bucchianico, San Martino sulla Marrucina, Casacanditella, Ofena.

Il presidente vicario della Regione, Enrico Paolini, a nome proprio e dell'intera Giunta, ha espresso il cordoglio alla famiglia Masciarelli, in particolare alla consorte, per la scomparsa del caro amico Gianni. Tra i protagonisti della rinascita del vino d'Abruzzo.
«Gianni Masciarelli è stato capace di portare innovazione e stimolo e di rompere vecchi schemi in un settore nel quale l'Abruzzo, tra gli anni '80 e ‘90, possedeva un'immagine di ritardo rispetto ad altri territori» ha detto l'assessore Marco Verticelli.
«Grazie alla sua caparbietà, è stato capace di raggiungere e conquistare consensi di critica e di mercato in tutto il mondo, dove è stato prezioso ambasciatore dell'immagine di qualità della nostra regione».
31/07/2008 16.19

DOMENICA I FUNERALI

Le esequie di Gianni Masciarelli si svolgeranno domenica mattina ore 11 a S. Martino sulla Marrucina mentre sembra sia certo che la provincia di Chieti nella sede di Corso Marrucino, allestirà domani una camera ardente.
01/08/2008 15.13



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IL RICORDO DI CHI LO CONOSCEVA BENE

«Ho perso un amico, un caro amico. Per me non era il personaggio noto nel mondo, ma solo una persona molto cara che frequentavo da 25 anni. Una perdita incommensurabile per tutti e per l'Abruzzo».
Andrea Beccaceci, uno dei principi della cucina abruzzese, ricorda così, con voce affranta la notizia della scomparsa del più famoso produttore di vino abruzzese. «Siamo cresciuti insieme, anche professionalmente – continua Andrea Beccaceci – quando ho saputo del coma irreversibile sono rimasto anch'io sotto choc. Poi la notizia della sua morte, oggi pomeriggio. Faceva da traino a tutta l'enogastronomia, adesso come faremo?»
Peppino Tinari e sua moglie Angela sono forse gli amici più antichi di Gianni Masciarelli e tra i più addolorati.
«Allora Villa Maiella non c'era, così come è adesso – raccontano – avevamo una piccola trattoria a Guardiagrele e quando circa 30 anni fa, erano i primi anni '80, abbiamo timbrato il menù al Comune, l'unico vino presente che abbiamo dichiarato era quello di Gianni. Pensate: veniva lui di persona a scaricare. Siamo sconvolti. Non volevamo credere che finisse così, anche se sapevamo che ieri a Monaco si era sentito male, che aveva avuto un'emorragia ed era in coma irreversibile. In pratica l'allarme lo hanno dato le persone con cui si doveva incontrare e che non vedendolo agli appuntamenti si sono attivati per cercarlo. Marina, la moglie, è partita la sera di martedì e ancora oggi a mezzogiorno per telefono ha detto che era ancora vivo, che il cuore batteva, anche se l'elettroencefalogramma era piatto. Ma sapevamo che una ripresa era difficile, anche perché in passato aveva avuto già problemi di questo tipo».
«Una cosa assurda, tremenda – conclude Peppino Tinari, bandiera della cucina abruzzese, uno dei professionisti di punta del settore – Gianni andava a 3mila, non era per le mezze misure. Solo la morte lo ha potuto fermare. L'ultimo ricordo? La settimana scorsa siamo andati con lui a visitare i suoi vigneti in provincia di Pescara. Eravamo una ventina: siamo rimasti tutti impressionati molto favorevolmente di come erano tenuti. Perfetti, nessun filo d'erba fuori posto, perché il vino si prepara sul campo. E i suoi vigneti erano gioielli, perché aveva un team di prim'ordine: chi pota, chi coltiva, chi vinifica, tutti specialisti spinti. E i risultati si vedono. Il dolore per la perdita di un amico così caro è grandissimo. Penso che l'Abruzzo abbia un grosso debito verso di lui». (s. c.)