Verdi: «è arrivato il momento di decidere come muoversi sul fronte dei rifiuti»

Alessandro Biancardi

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Sembra tornare all'attenzione di tutti l'emergenza rifiuti (in verità mai rientrata per il semplice motivo che mai è stata attuata una soluzione e tanto meno una programmazione in materia).
Anche i Verdi premono sull'acceleratore. Ieri in una conferenza stampa a L'aquila hanno fatto il punto r avanzato delle proposte alla giunta Del Turco.
Questa è la posizione del capogruppo, Walter Caporale.
«Dal 1° Gennaio 2006, grazie al Decreto Ronchi, non si possono più aprire discariche ed i rifiuti devono essere “trattati”», ha detto Caporale, «per cui deve necessariamente partire la raccolta differenziata, unica strada percorribile per ridurre la quantità di rifiuti prodotti, e bisogna agevolare il riciclo ed il riutilizzo delle materie prime, con notevole risparmio a livello energetico e quindi di emissioni dannose in atmosfera (se non vogliono aprirsi inceneritori). La situazione della gestione dei rifiuti in Abruzzo è molto complessa ed ingarbugliata, soprattutto perché c'è una gestione che è in parte pubblica, in parte privata. Una buona fetta di responsabilità è della passata Amministrazione Regionale di centro-destra, che in tema di rifiuti non ha saputo dare alcuna direttiva, alcun indirizzo, dunque l'attuale Governo Regionale si trova a gestire una situazione arrivata ad un punto in cui le decisioni non possono più essere rinviate».
Sembra dunque che altro tema interessante della compagna elettorale in corso sia anche la spazzatura ed il destino di alcune città che ospitano le discariche esistenti come quella cara al capogruppo Caporale: Lanciano.
«Ma non possiamo accettare l'idea che la città di Lanciano divenga la pattumiera d'Abruzzo», spiega Caporale, «dopo i rifiuti che giungono nella discarica di Lanciano (a Cerratina) da L'Aquila (grazie ad una Ordinanza in scadenza il prossimo 23 febbraio che sembra verrà prorogata), ora anche la Provincia di Teramo si appresta a chiedere di portare i propri rifiuti a Lanciano, in vista dell'imminente chiusura del CIRSU che deve adeguare i suoi impianti. Questo significa che anche la Provincia di Pescara, che si serve, per buona parte, del CIRSU, presto entrerà in emergenza: chiederà dunque anche lei di scaricare i rifiuti a Lanciano, poiché quella di Cerratina è l'unica discarica che ha una volumetria residua elevata in Regione, destinata dunque ad entrare a breve distanza di anni anche lei in emergenza».
Ciò detto i Verdi propongono, anziché affidarsi ad ordinanze del presidente della Regione, che le quattro province abruzzesi stipulino un Accordo di Programma tra loro, con cui si definiscano i “compiti” che ognuna deve assolvere nel settore ed ognuna si responsabilizzi al fine di trovare soluzioni nel proprio territorio: non è pensabile “scaricare” i propri problemi in eterno ai propri confinanti (in questo caso il nostro territorio frentano).
«Come mai Pescara ha un Consorzio dei rifiuti che non è mai partito, non è mai stato operativo: perché sono i lancianesi a dover pagare le inadempienze degli altri?», si domanda retorico il gruppo dei Verdi.
Ma ancora una volta sono le risposte a mancare.
19/01/2006 9.56