Asili comunali, si spendono 255 euro al mese. Ma il 31% dei bambini resta fuori

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. 255 euro al mese. Tanto costa mediamente in Abruzzo mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale, per una spesa che rimane al di sotto della media nazionale (che si attesta sui 290 euro).
Inoltre, su base nazionale, Chieti si conferma la seconda città meno cara di tutta Italia per le rette applicate agli asili comunali, superata solo da Roma (146 euro).
Questo è quanto emerge dall'indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido della regione, tra caro rette e liste d'attesa. In Abruzzo il 31% dei bambini non riesce ad accedere al servizio. Poche strutture e pochi posti così molte richieste di ammissione vengono respinte.
E c'è una disparità di prezzi anche a seconda della provincia: c'è una differenza di 168 euro tra Pescara, dove ci sono gli asili più cari (330 euro al mese) e Chieti, la più economica (162 euro).
Si spende al di sopra della media anche a L'Aquila (284 euro), va un po' meglio a Teramo (244 euro).
In positivo, rispetto al 2006/2007 le tariffe in Abruzzo sono rimaste invariate e non hanno subito aumenti.

LISTE DI ATTESA


In Abruzzo, secondo la banca dati del Ministero dell'Interno sulla fiscalità locale aggiornata al 2006, ci sono solo 52 asili nido comunali per 2.108 posti disponibili.
Il maggior numero si trova nella provincia di Chieti, 19 con 798 posti. Al secondo posto per quantità la provincia di Teramo che ha a disposizione 17 strutture per un totale di 738 posti. A L'Aquila ce ne sono 9 per un totale di 377 posti mentre la provincia di Pescara ne registra il numero minore, solo 7 con 204 posti.
A fronte di 3.063 domande presentate, in Abruzzo il 31% dei richiedenti resta in lista d'attesa a fronte di una media nazionale del 25%.
Pescara presenta le liste di attesa più alte con il 65% di domande respinte, seguita da Chieti (29%)
«L'indagine», commenta il vicesegretario generale di Cittadinanzattiva Giustino Trincia, «evidenzia l'ennesimo ritardo accumulato dal nostro Paese e l'abisso che ci separa dall'Europa: a più di trent'anni dalla legge 1044/1971 che istituì gli asili nido comunali, quelli esistenti sono poco più di 3.100, a fronte dei 3.800 asili pubblici previsti già per il 1976. Inoltre, siamo ben lontani dalla copertura del servizio del 33% come auspicato a livello comunitario entro il 2010».
31/07/2008 15.15