Legge anti-sindaci, giovedì consiglio straordinario per la sveltina salvavita

Alessandro Biancardi

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Legge anti-sindaci, giovedì consiglio straordinario per la sveltina salvavita
L'AQUILA. Il presidente Marino Roselli ha convocato il Consiglio regionale in seduta straordinaria per giovedì 31 luglio alle ore 11,00 con un unico ordine del giorno, l'abrogazione della legge regionale 30 dicembre 2004 n°51, meglio conosciuta come legge-antisindaci. Si preannuncia una dura battaglia. E per qualcuno in Regione si naviga a vista in una tempesta improvvisa…

 LA VIGNETTA DI GIO


Giornata di dimissioni quella di oggi. Chi doveva dimettersi lo ha fatto. Così hanno provveduto a salutare le proprie poltrone (quelle più importanti) il sindaco di Teramo Gianni Chiodi (Pdl) e il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis (Pd). Un gesto «difficile» per entrambi ma una mossa necessaria per il rispetto delle regole.
Qualcun altro ha preferito evitare, almeno per il momento… almeno fino a quando non sarà proprio certo che bisognerà giocare con queste regole.
Ma è polemica sul consiglio regionale urgente convocato in tutta fretta per giovedì prossimo e potrebbe addirittura non esserci la preventiva riunione dei capigruppo.
E' palese che si tratti di un ultimo tentativo goffo e fastidioso (è una vera emergenza?) per cercare di cancellare per sempre una legge creata ad hoc alle scorse elezioni per vietare la corsa alla Regione del sindaco di Pescara.
Se non si è riuscita ad abrogare nel corso di tutta la legislatura Del Turco adesso si tenta la sveltina salvavita.
Favorevole al provvedimento, oggi, proprio il Partito Democratico che spera così di riuscire a candidare il suo superman Luciano D'Alfonso, altrimenti non si capisce proprio quale dovrebbero essere le altre urgenze...
Perché è innegabile che adesso, con un centrosinistra a pezzi, un elettorato veltroniano sfiduciato e dubbioso, magari anche disorientato, D'Alfonso sia l'unica possibilità di riscatto (e magari anche di vittoria), grazie al suo seguito di elettori, il suo carisma, la sua convinzione, i suoi toni pacati anche in una situazione drammatica come quella di questi giorni.
D'Alfonso ha pur sempre vinto al primo turno qualche mese fa alle comunali di Pescara…
Contrari all'abrogazione delle legge però sono Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e La Destra, An e Forza Italia (almeno questi al momento hanno chiarito alla perfezione la loro posizione).
Per l'Idv si tratta di un «inutile e demagogico tentativo di voler forzare le regole del gioco quando questo e' ormai fatto», come hanno detto l'ex assessore regionale Augusto Di Stanislao (dimessosi subito dopo l'arresto di Del Turco) e il Capogruppo Paolo Palomba.
«Ora ci si deve occupare solo di fissare solo la data delle elezioni al piu' presto per scongiurare l'aggravarsi dei problemi seri dell'Abruzzo, quali quelli della sanita', dei fondi europei e nazionali, del recupero di credibilita' di una classe dirigente che altrimenti rischia di essere autoreferenziale e distante dai cittadini. Il Consiglio regionale non e' legittimato se non a compiere atti di ordinaria amministrazione e tra questi non vi e' certamente la possibilita' di variare le norme in materia elettorale, come sancito anche dallo Statuto regionale da poco approvato».
Sulla stessa linea d'onda anche Rifondazione Comunista, come spiegano la Capogruppo in Consiglio regionale Daniela Santroni e il Segretario regionale Marco Gelmini.
La nota di Rifondazione si riferisce «al tentativo promosso da 10 consiglieri regionali di modificare la legge sull'incompatibilità dei sindaci».
«Ci stupisce», dicono i due, «la sottoscrizione della richiesta da parte dei consiglieri Misticoni e D'Alessandro, vice segretari del PD, partito che nell'ambito della maggioranza ha sempre concordato sulla necessità di mantenere il profilo amministrativo del Consiglio alla mera ordinaria amministrazione».
Per Desiati de La Destra «la confusione regna sovrana. Non si conoscono i limiti gestionali amministrativi della Giunta e del Consiglio regionale, non si riuniscono piu' le Commissioni, il tempo viene impiegato in estenuanti litigi ogni qualvolta il presidente Roselli convoca la Conferenza capigruppo e si viene a conoscenza dai quotidiani, come fosse convocazione extra menia, che giovedi' 31 luglio si terra' un Consiglio regionale straordinario ed urgente».
«Questa e' una vergogna senza precedenti», continua Desiati, «rischiano di saltare piu' amministrazioni comunali e provinciali, oggi stabili nella loro composizione istituzionale, per ambizioni personali e tattiche politiche. Intanto - afferma Desiati -la Regione e' alla deriva, incapace perfino di svolgere le attivita' di cosiddetta ordinaria amministrazione. Gravi problemi rimasti irrisolti per il costante scollamento politico tra la Giunta ed il Consiglio e tra i Gruppi della maggioranza».
«Abrogare la legge sulla ineleggibilita' e incompatibilita' dei consiglieri regionali a tre mesi dal voto e' un colpo di mano inaccettabile», ha detto anche Fabrizio Di Stefano, di An. «Cambiare le regole della competizione a partita in corso - spiega Di Stefano - e' l'ennesima testimonianza dell'irresponsabilita' del centro-sinistra: dopo tre anni di non-governo della Regione Abruzzo, con il Consiglio regionale dichiarato decaduto e una maggioranza a brandelli, qualcuno si sveglia improvvisamente e va a ripescare una proposta di legge giacente dal luglio 2005 utile soltanto ad assecondare l'esigenza di qualche maggiorente del Pd che ha scambiato le istituzioni per un giocattolo che si puo' smontare e rimontare a piacimento».
«Non ci sono più parole per descrivere il livello di irresponsabilità raggiunto dalla ormai dissolta maggioranza di centrosinistra», questo il commento di Nazario Pagano, Capogruppo regionale di Forza Italia.
«Invece di preoccuparsi delle macerie che hanno loro lasciato sul terreno – spiega Pagano – si preoccupano del fatto che chi ha chiesto i voti alla gente per fare un certo mestiere (sindaco, presidente di provincia etc) adesso improvvisamente scopre di voler fare altro, avendo peraltro avuto tre anni di tempo e maggioranza numerica assoluta – almeno in teoria – per cambiare la legge. Tutto ciò è uno scandalo, che non mancherà d'irritare i già indignati cittadini abruzzesi – conclude Pagano – per cui l'opposizione darà battaglia in Aula e se necessario chiederà al Governo nazionale d'impugnare la legge».
«La convocazione del Consiglio straordinario di giovedì oltre che irregolare è anche palesemente inopportuna – questa la valutazione del Consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Tagliente. Irregolare – spiega Tagliente – perché il presidente Roselli avrebbe dovuto riunire la Conferenza dei Capigruppo, inopportuna, perché cade appena prima dell'incontro che la Regione avrà con il Governo per concordare il percorso che porterà alle nuove elezioni. Molto meglio sarebbe stato – prosegue Tagliente – concordare con il Ministero degli Affari regionali le priorità e tutta l'abbondante problematica già sollevata in ordine ai poteri d'un Consiglio sciolto»

29/07/2008 16.23