Consiglio regionale, variazione di bilancio per 367mln. Pdl:«E' illegittima»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La seduta del Consiglio regionale di ieri, convocata per le 11, è stata rinviata dal presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, alle 15,30. Nel pomeriggio è stata approvata la variazione di bilancio, per circa 367 milioni di euro. ABRUZZO VERSO LE ELEZIONI: TUTTE LE REAZIONI


L'AQUILA. La seduta del Consiglio regionale di ieri, convocata per le 11, è stata rinviata dal presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, alle 15,30. Nel pomeriggio è stata approvata la variazione di bilancio, per circa 367 milioni di euro.


ABRUZZO VERSO LE ELEZIONI: TUTTE LE REAZIONI


La variazione e' stata approvata a maggioranza con l'opposizione che ha abbandonato l'aula prima della votazione, come aveva piu' volte preannunciato nel corso dei lavori. Non sono mancati scontri e discussioni in aula.
Dei 367 milioni di euro oggetto di variazione 118 si riferiscono al pagamento dei debiti certificati dai direttori delle Asl abruzzesi.
A scatenare le ire dell'opposizione di centrodestra sono stati i 2 milioni di euro per le spese di funzionamento del consiglio regionale (tra cui gli stipendi dei consiglieri e dei dipendenti).
A sottolineare il caso in aula e' stato il consigliere di Fi, Bruno Sabatini.
«Il bilancio del consiglio regionale, cosi' come tanti altri capitoli del bilancio della regione portano delle appostazioni inferiori alle reali esigenze di funzionamento e quindi si rende necessaria una modifica perche' si possa arrivare alla fine dell'anno senza disfunzioni. Ho stigmatizzato però - ha detto - che in una situazione di tale gravita' la maggioranza stia pensando a sistemare le proprie cose prima di considerare che ci sono una miriade di enti e istituzioni che senza un'adeguata variazione di bilancio rischiano di dover stoppare anticipatamente le proprie attivita'».

IL GOVERNO IMPUGNI LA MANOVRA
E' di 643 milioni, secondo il capogruppo de "La Destra" in consiglio regionale, Benigno D'Orazio, l'entita' della manovra di variazione approvata a maggioranza oggi dall'assise regionale.
«Questo consiglio non ha alcuna legittimazione nell'approvare una manovra di 643 milioni di euro - ha detto in aula - e non c'e' nessun atto che dica si tratti di provvedimenti indifferibili e urgenti.
Mancano le relazioni dei dirigenti. Evidentemente non ci si e' resi conto di quanto accaduto. Il consiglio ha avuto un atteggiamento disinvolto. Nei capitoli ci sono risorse allocate in una sorta di cassa che potrebbero servire per la sanita' ma anche per altre decisioni della giunta.
Chiederemo al governo di impugnare questo provvedimento e ribadiamo la necessita' di andare alle elezioni».
Pronta la replica del presidente del consiglio, Marino Roselli, che ha ribadito la piena legittimita' del consiglio regionale.

L'ISTITUTO BRAGA

In merito alla variazione di cassa approvata in Consiglio regionale, dove figura la voce in diminuzione di euro 550.000,00 sul capitolo relativo all'Istituto Braga, i consiglieri del Pd Stefania Misticoni, Filippo Benucci e Antonio Macera, Marco Verticelli e Cesare D'Alessandro, spiegano che «si tratta di una somma non spesa e non più spendibile, derivante dai bilanci degli anni pregressi.
Il suo recupero rappresenta un atto dovuto ed è il presupposto per rendere disponibile il contributo con il quale far fronte per quest'anno agli impegni presi dalla Regione».

24/07/2008 9.36

«VARIAZIONE DI BILANCIO ILLEGITTIMA»

La manovra finanziaria da 643 milioni di euro approvata ieri a L'Aquila dal Consiglio regionale abruzzese sarebbe illegittima, per l'opposizione di centrodestra e travalicherebbe i poteri del Consiglio e addirittura potrebbe essere impugnata dal governo nazionale.
Lo hanno dichiarato oggi, in conferenza stampa, i rappresentanti dell'opposizione che non hanno partecipato al voto, abbandonando l'aula.
In base a quanto riferito, maggioranza e opposizione avevano concordato ieri mattina una manovra per far fronte ai debiti della sanita' per un importo di 250 milioni di euro.
«Una volta in aula, pero', i numeri sono cambiati e si e' capito», ha riferito l'opposizione, «che la maggioranza si sta mettendo da parte un salvadanaio per somme che non si conoscono, per fronteggiare debiti che stanno venendo a galla giorno per giorno e di cui non si ha certezza. Un modo, questo, per soddisfare i creditori, ma cio' vuol dire che chi ereditera' la Regione si trovera' un ulteriore buco».
La manovra, tra l'altro, non avrebbe il requisito di urgenza e straordinarieta', e nonostante sia stata prospettata al centrodestra come strumento per evitare il commissariamento della sanita', comprende stanziamenti che nulla hanno a che fare con la sanita'.
«Tra le varie cose figurano anche 2 milioni di euro in piu' al Consiglio regionale come variazione di bilancio» hanno messo in evidenza i consiglieri Pagano, Castiglione e D'Orazio, «proprio per stanziare fondi in favore del Consiglio sono state tagliate somme rilevanti alla cultura e alla internazionalizzazione delle imprese: alla cultura sono rimasti, ad esempio, solo 40mila euro, a fronte dei 665mila euro previsti in bilancio, per cui ci si chiede come si pagheranno il Festival del Jazz e il premio Michetti».
Il caprogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha parlato di un «irresponsabile atto di prevaricazione e arroganza istituzionale da parte di una maggioranza cieca. Il comportamento della maggioranza, o ex maggioranza, e' stato grave e in difformita' dalle posizioni assunte dal presidente vicario della Regione, Enrico Paolini, il quale continua a dichiarare che il Consiglio vive solo per l'ordinaria amministrazione. I poteri attenuati» ha osservato sempre Pagano,«non possono consentire di fare qualunque cosa, invece ieri e' stata votata una manovra non improrogabile, o almeno non completamente improrogabile, e senza cercare un accordo con l'opposizione».

24/07/2008 13.27

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ABRUZZO VERSO LE ELEZIONI: TUTTE LE REAZIONI

MASCITELLI (IDV): «PER ELEZIONI SCEGLIERE CANDIDATO CREDIBILE»

«Per noi dell'Italia dei valori la scelta, per le prossime regionali, di un candidato presidente serio e credibile è un aspetto importante, ma è solo l'ultimo tassello di un'azione di rinnovamento radicale che dovrà avvenire con fatti e comportamenti concreti, e non solo a parole».
Lo ha dichiarato il coordinatore regionale dell'Idv in Abruzzo, Alfonso Mascitelli, a conclusione di incontri che sta conducendo sul territorio. E si fa insistente la voce che sarà lo stesso Di Pietro il candidato presidente. Ma Mascitelli non ne fa menzione.
«Apriamo spazi nuovi alla società civile con candidature rappresentative dell'associazionismo e del volontariato. Togliamo dal listino - ha aggiunto Mascitelli - i dirigenti di partito che non si sono mai sottoposti al vaglio elettorale».
«Sosteniamo senza ipocrisia - ha concluso il coordinatore abruzzese dell'Idv - l'azione indipendente della magistratura perché faccia piena luce e pulizia di quanto successo non solo oggi, ma anche negli anni passati. E poi, e solo poi, scegliamo un candidato presidente anche con lo strumento delle primarie, purché siano vere e non secondarie a decisioni già prese».

DI CARLO (RIFORMATORI LIBERALI): «IDV NON DIA LEZIONI DI MORALITA'» «La sfida lanciata da Antonio Di Pietro – che non ha escluso una propria candidatura alla presidenza della Regione – va raccolta e
rilanciata»: lo ha detto Alessio Di Carlo, referente regionale dei Riformatori Liberali e segretario de "La parte liberale".
«Se Di Pietro pensa di poter dare lezioni di moralità o – peggio – di legalità a qualcuno, si sbaglia di grosso».
«Quando è accaduto – ha ricordato Di Carlo - che un assessore del Comune di Pescara dell'Italia dei Valori sia stato inquisito per associazione a delinquere, abuso d'ufficio, tentata turbativa d'asta e tentata corruzione, noi siamo stati i primi e forse gli unici a prenderne le difese. Proprio quel caso – ha aggiunto Di Carlo – dovrebbe far riflettere l'ex ministro delle Infrastrutture sul fatto che una vicenda giudiziaria, per quanto dolorosa e grave, non può valere ad infangare un'intera classe politica».
«Men che meno il centro destra abruzzese, ha concluso Di Carlo, che è animato da personalità autorevoli e di moralità specchiata che non aspettano altro che di potersi mettere al servizio dei cittadini abruzzesi per voltare definitivamente pagina dopo tre anni di disastrosa gestione Del Turco».

LA MORGIA (PD): «NECESSARIE LE PRIMARIE»

«L'unica strada da seguire è quella delle primarie: un metodo trasparente per coinvolgere i cittadini in una scelta essenziale per il futuro di questa regione, ma anche l'unica strada possibile per ricomporre nella chiarezza l'unità del centrosinistra».
Lo ha detto il consigliere regionale Maria Rosaria La Morgia (Pd).
«Quanto è accaduto alla Regione Abruzzo - ha sostenuto - impone di voltare pagina. Si tratta di una vicenda dolorosissima sulla quale ora è impossibile pronunciarsi. Il percorso - ha aggiunto - deve essere segnato da un reale cambiamento a cominciare dalla scelta del candidato-presidente».

24/07/2008 9.36