Sanità, a settembre arriva il commissario. «Non aumenteranno le tasse»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Alla fine la notizia è arrivata: a settembre, in Abruzzo il Governo invierà un commissario tecnico per i conti in rosso della sanità regionale: quasi sicuramente non aumenterà le tasse come prevede la legge per le cosiddette 'Regioni canaglia', quelle che non hanno rispettato il piano di rientro concordato con l'esecutivo nazionale.
Lo ha annunciato il presidente vicario, Enrico Paolini, riferendo dell'incontro avuto a Roma con il ministro della Salute, Vincenzo Sacconi, con quello agli Affari regionali, Raffaele Fitto e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
«Sono fiducioso - ha spiegato Paolini - sul fatto che non saranno aumentate le tasse per i cittadini abruzzesi».
Da settembre con il consenso della conferenza Stato-Regioni si procederà al "commissariamento tecnico" che non sarà finalizzato all'aumento delle tasse. «Questa è la novità assoluta», ha detto il presidente vicario, «il commissariamento serve a controllare la spesa sanitaria, metterla in ordine e trovare vie consensuali tra Regione e Governo».
Paolini ha sottolineato «che sono tutti consapevoli, anche al Governo, che bisogna evitare nuove tasse. Abbiamo concordato di passare attraverso la conferenza Stato-Regioni il 31 luglio, nella quale il caso Abruzzo dovrà essere circoscritto come un caso diverso dalle altre Regioni vista l'emergenza elezioni. Non é la stessa procedura e non è la stessa situazione oggettiva».
Il governo ha chiarito che la giunta attuale, quindi ciò che resta in piedi dopo il ciclone giudiziario, deve fare solo ordinaria amministrazione e che la data per le elezioni deve essere fissata il prima possibile.
Paolini ha sottolineato che non si tratta di «un risultato definitivo, ma abbiamo fatto un grosso passo in avanti e ringrazio il Governo».
24/07/2008 9.36

LA PREOCCUPAZIONE DEI SINDACATI

Preoccupazione viene espressa da Cgil, Cisl e Uil per il futuro della sanità regionale.
«Ci eravamo impegnati», ricordano i sindacati, «con lo sciopero dello scorso 8 luglio a sollecitare interventi urgenti, ma nessun segnale è arrivato dall'Asl alle questioni da noi sollevate. L'emergenza rimane a tutti i livelli», sostiene la triplice sindacale, «e penalizza soprattutto il personale».
«Nel prossimi mesi di agosto e settembre», ricordano ancora, «scadranno molti contratti che riguardano i lavoratori precari, tra cui 43 operatori Edp con contratti co.co.co, oltre 100 infermieri, tecnici di laboratorio, assistenti sociali, psicologi, medici».
Cgil, Cisl e Uil chiedono adesso «la permanenza di tutti i contratti in scadenza. L'Asl deve assumersi direttamente le proprie responsabilità per garantire la continuità dei contratti».
Nel frattempo è stata già preannunciata la mobilitazione dei lavoratori con assemblea di tutto il personale nel piazzale antistante la direzione generale e «con altre forme anche clamorose di protesta». 24/07/2008 11.47