Anche i dipendenti molisani di Angelini senza stipendio da mesi

Alessandro Biancardi

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CAMPOBASSO. Mentre Angelini "sputava veleno" sui vertici regionali abruzzesi scatenando la Sanitopoli ormai al centro delle cronache nazionali da settimane, i suoi dipendenti molisani ne pagavano le conseguenze. QUELL'AMBULANZA DI GUARDIAGRELE COSTATA GIÀ 100 MILA EURO


CAMPOBASSO. Mentre Angelini "sputava veleno" sui vertici regionali abruzzesi scatenando la Sanitopoli ormai al centro delle cronache nazionali da settimane, i suoi dipendenti molisani ne pagavano le conseguenze.


QUELL'AMBULANZA DI GUARDIAGRELE COSTATA GIÀ 100 MILA EURO



Anche il Molise, dunque, viene coinvolto, pur se indirettamente, nello scandalo sulla sanità che si è abbattuto nei giorni scorsi sull'Abruzzo. Il principale accusatore - a sua volta indagato - Vincenzo Maria Angelini, re delle cliniche private abruzzesi, ha infatti alcune attività anche in Molise.
Si tratta, in particolare, di due centri di riabilitazione, uno a Campobasso, l'altro a Termoli.
Sono i centri San.Stef.A.r. (Santo Stefano Abruzzo riabilitazione) - di cui Angelini è amministratore e proprietario, insieme alla sua famiglia - accreditati con la Regione Molise.
Come dire, l'Asrem molisana paga le prestazioni erogate ma i dipendenti - 40 a Campobasso e 20 a Termoli tra fisioterapisti, logopedisti, psicomotricisti, personale amministrativo e assistenti sociali - ricevono lo stipendio dal San.Stef.A.r.
O meglio, dovrebbero riceverlo, come racconta Flavia Mariano, una delle dipendenti del centro di Campobasso.
«In questo centro c'è sempre stata poca "precisione" e puntualità nel pagamento degli stipendi, tanto che io la chiamo un'abitudine strutturata, ma questa volta stanno davvero esagerando. Se, infatti, nel passato accumulavano ritardi ma poi alla fine pagavano, dal mese di aprile - puntualizza la signora Mariano - non ci è stato accreditato lo stipendio. Ciò nonostante abbiamo continuato a garantire il nostro lavoro con professionalità, etica e serietà perché sappiamo che i nostri pazienti hanno bisogno di noi, però anche noi abbiamo bisogno di essere pagati per il lavoro che facciamo».
Ma qual è la motivazione all'origine di questa sospensione dei pagamenti?
«Ci è stato detto - aggiunge Mariano - che Angelini non paga perché l'Asrem, a sua volta, non gli ha ancora pagato le prestazioni erogate ma anche alla luce di quello che è successo in Abruzzo crediamo che il problema sia ben più ampio».
I dipendenti del San. Stef. A.r. hanno segnalato la situazione al direttore dell'Asrem, ai vertici della Regione e al Prefetto. Lunedì scorso il presidente della Regione Molise Michele Iorio insieme a due rappresentanti dell'Asrem, hanno ricevuto cinque dipendenti del centro di riabilitazione accompagnati dai rappresentanti sindacali della funzione pubblica Guglielmo Di Lembo (Cgil) e Nicola Lalli (Cisl).
Iorio si è impegnato a mettere in atto ogni tentativo per trovare una soluzione alla questione. Insieme ai rappresentanti dell'Asrem ha assicurato a sindacalisti e dipendenti del centro San.Stef.A.R. che l'azienda sanitaria regionale è a posto con i pagamenti e che tutto dipende, dunque, dalla società abruzzese.
Facile immaginare, a questo punto, che anche il futuro delle strutture molisane dipenderà dagli sviluppi dell'inchiesta sulla Sanitopoli abruzzese.

Daniela Di Cecco 23/07/2008 9.37







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QUELL'AMBULANZA DI GUARDIAGRELE COSTATA GIÀ 100 MILA EURO

GUARDIAGRELE. Nel vasto mare di scandali legati alla sanità regionale ci sono anche storie, sicuramente più piccole, ma al tempo stesso deprimenti. Una di queste è quella assurda dell'ambulanza della Croce rossa di Guardiagrele per la quale la regione ha speso oltre 100 mila euro per un servizio presente 24 ore su 24.
«L'esperimento è partito nel giugno 2007», ricorda Mario Frittelli, delle Rdb Sanità di Chieti, «quando l'ospedale di Guardiagrele è stato oggetto d'una profonda "ristrutturazione" realizzatasi con il trasferimento delle Chirurgie e alcune specialistiche presso l'ospedale di Ortona».
«La scelta, da noi non condivisa», continua Frittelli, «creò momenti di caos e sgomento della popolazione locale, e rafforzare il servizio ambulanze è stato probabilmente congruo, al fine, appunto, di dare una risposta adeguata almeno al sistema Emergenza Urgenza del 118».
Nel presidio stazionano così 2 ambulanze che coprono l'intera
giornata: il costo iniziale era di 8.000 € in ed è arrivato poi a 9800 €.
«Se viene presa in considerazione la mole di lavoro svolto sino ad oggi», continua Frittelli, «possiamo dire che ogni intervento è costato circa 350 € (trasporto pazienti, sangue, provette, ecc)». Il problema è che mentre si attiva un servizio aggiuntivo esterno («la motivazione dovrebbe essere quella che la struttura pubblica ha difficoltà di macchine o personale») si assiste all'assurdo: i 7 autisti sono stati invitati a prendere le ferie per svolgere le 36 ore settimanali, sono stati dichiarati in esubero («nonostante il contratto a tempo determinato sia stato rinnovato»), gli è stata tolta la reperibilità.
«Tutto questo», continua Frittelli, «accade mentre gli autisti di Ortona (solo 5) maturano centinaia di ore di straordinario mensile e quelli di Chieti mantengono le reperibilità che a Guardiagrele sono state tolte».
E a fine mese andranno via altri 9.800 euro.
23/07/2008 10.19


LA REPLICA DELL'ASL: «NESSUNO SPRECO»

CHIETI. «L'attivita' dell'ambulanza della Croce rossa italiana e' stata attivata a Guardiagrele per garantire, con la necessaria urgenza, il trasferimento dei pazienti in condizioni critiche che giungono spontaneamente al Pronto Soccorso di Guardiagrele e che, per gravi patologie, devono essere trasferiti tempestivamente in altri ospedali competenti (Chieti, Pescara, Ortona, Lanciano, etc.)», spiega la direzione generale dell'Asl di Chieti.
«La situazione sara', comunque, sanata con l'espletamento di un concorso per autisti (gia' attivato) e con l'arrivo di nuove ambulanze gia' richieste».
«La salvaguardia della salute anche di un solo cittadino e' certamente prioritaria rispetto alla mancata erogazione di indennita' di reperibilita' e analoghe richieste», continua la direzione.
«Sarebbe opportuno che il sindacato ne prendesse finalmente atto, invece di sollecitare inutili e ripetuti allarmismi, denunciando sprechi che sono tali solo agli occhi di chi non ha interesse a entrare nei problemi dell'Azienda e non si fa carico dei doveri di assistenza che bisogna rispettare nei casi di emergenza».
23/07/2008 16.24