Sanità, la parabola vertiginosa dei debiti: nel 2006 oltre 2 miliardi di buco

Alessandro Biancardi

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Sanità, la parabola vertiginosa dei debiti: nel 2006 oltre 2 miliardi di buco
ABRUZZO. Debiti, debiti, debiti. La situazione finanziaria della Regione degli ultimi 6 anni si può definire semplicemente così. Debiti astronomici, debiti che salgono vertiginosamente, debiti che pensi siano errori di stampa. Forse invece sono solo “errori” dovuti, pare secondo le ultime rivelazioni della mega inchiesta sulla sanità, ad una corruzione diffusa che ha calpestato l’interesse pubblico.
Non è certo una novità dire oggi che saremo costretti a pagare nuove tasse. Ma alla luce di quanto emerge ogni giorno di più sapere che gli abruzzesi avranno problemi ad arrivare a fine mese perché sono stati vittima di azioni amministrative viziate fa molto male.
Così i freddi numeri: dai 558 milioni di euro del 2000 si arriva ai 3.699 milioni del 2006 di indebitamento complessivo. Il capitolo che incide maggiormente, guarda un po', è sempre quello della Sanità.
I numeri ufficiali, pubblicati sull'ultimo numero del Bura mettono nero su bianco la disperazione di una amministrazione regionale strozzata.
Si chiama tecnicamente "evoluzione delle componenti del debito", la tabella è chiara quanto tragica.
Si parte con il disavanzo di amministrazione: nel 2000 era di 201,5 milioni di euro, nel 2002 119,8 milioni, nel 2002 di 77,3, nel 2003 di
198,2 milioni, nel 2004 270 milioni, nel 2005 287,6 per finire nel
2006 a 340 milioni.
Poi c'è il capitolo "debiti del sistema sanitario": si parte nel 2000 con 173 milioni, l'anno successivo comincia l'impennata con 425 milioni di euro. Ma è dal 2002 in poi che i numeri si gonfiano pericolosamente: i cinque anni successivi segnano un debito sanitario rispettivamente di 989 milioni di euro (2002), 1.261 milioni (2003), 1.624,7 milioni (2004), 2.051 milioni (2005), 2.301 milioni (2006).
Che cosa è successo in quegli anni?
O meglio che cosa non è successo?
Sommando le varie voci del capitolo, quindi, si arriva ad un totale indebitamento della regione pari a 3.699 milioni di euro per il 2006, dato cresciuto in maniera esponenziale e che nel 2000 toccava appena i 558 milioni di euro.
Da quel momento la crescita è stata costante: 989 milioni di debiti nel 2001, 1.584 milioni nel 2002, 2.231 milioni nel 2003, 3.301 nel 2004 Dei 2 miliardi di euro di debito sanitario netto dell'ultimo anno (i 301 milioni sono crediti diretti tra le Asl regionali che non costituiscono debito a livello consolidato), 90 milioni sono stati oggetto di operazioni di ristrutturazione finanziaria o cartolarizzazione.

LE TRE CARTOLARIZZAZIONE

Tre sono le cartolarizzazioni (2004, 2005 e 2007) che avrebbero dovuto dar ossigeno ai conti ma che hanno portato, in realtà, solo tanti guai. Il principale: dover pagare rate semestrali per i prossimi 30 anni per una spesa aggiuntiva (frutto della rateizzazione) che supera di molto i 200milioni di euro.

La prima è stata denominata Cartesio (autorizzata con delibera di giunta 1281/2004): ha interessato i fornitori delle Asl abruzzesi con monte crediti superiore a 50 mila euro a fine 2003.
L'operazione ha portato alla cartolarizzazione dei crediti ed al collocamento dei titoli sul mercato finanziario per 336,6 milioni di euro.
Su questa cartolarizzazione pende l'inchiesta della Procura di Pescara e l'ipotesi della prima associazione a delinquere Masciarelli-Domenici e parte della giunta di centrodestra.

La seconda operazione è quella denominata D'Annunzio (autorizzata con delibera di giunta 1326 del 2005): ha portato alla carolarizzazione dei restanti crediti fino a fine 2004 ed al collocamento di titoli sul mercato finanziario per 327,3 milioni di euro e si è conclusa a marzo 2006.
Questa è la seconda operazione su cui sta indagando la Procura, a capo della quale ci sarebbe la seconda associazione a delinquere (Del Turco & co). La mega inchiesta sulla sanità è stata denominata proprio “D'Annunzio”.
Poi c'è anche un terza cartolarizzazione, forse meno nota, che si chiama Adriatica Finance, autorizzata con delibere di giunta 786 e 1384 del 2006. Questa ha portato alla cartolarizzazione dei crediti fino a fine 2005 per un valore nominale di 243,3 milioni di euro e al collocamento di titoli sul mercato finanziario per 393,8 milioni di euro e si è conclusa nel corso del 2007.
Numeri che necessariamente dovranno fare i conti con le verità giudiziarie e che peseranno tutti sugli abruzzesi.

22/07/2008 10.53