L'inchiesta della sanità si allarga, forse nuovi indagati

Alessandro Biancardi

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L'inchiesta della sanità si allarga, forse nuovi indagati
PESCARA. E' stata una visita veloce quella di ieri ad un paio di istituti di credito tra Pescara e Chieti e condotta dalla squadra di investigatori che cercano i tesori nascosti degli amministratori regionali arrestati. Ieri pomeriggio alle 14.15 dalla procura sono usciti per nuove perquisizioni ed ispezioni bancarie i pm Giampiero Di Florio, il collega Giuseppe Bellelli (nella foto), il comandante della Tributaria, Maurizio Favia e altri tre uomini della polizia giudiziaria. QUANDO PrimaDaNoi.it LANCIO' L'ALLARME SULLE CARTOLARIZZAZIONI LA CRONACA DEL GIORNO. RICOMINCIATI INTERROGATORI PINO MAURO IN PROCURA PER DAR CONTO DEL SUO SMS: «PRESIDENTE HO CONTATTATO AMICARELLI…» LA SCHEDA: TUTTI GLI INDAGATI

Il sopralluogo è durato meno di due ore ed oltre ai conti bancari sono state ispezionate anche alcune cassette di sicurezza legate agli indagati nella inchiesta sulla sanità.
Gli inquirenti infatti credono di poter trovare qualcosa, forse molto, nei depositi bancari.
Forse quelle tangenti che si sospettano essere state pagate e i soldi che di sicuro sarebbero spariti attraverso meccanismi contorti e giri non trasparenti. Una «prova logica», come l'ha definita il procuratore Trifuoggi, che fa ritenere legittimo il sospetto che qualcosa di strano sia accaduto.
L'inchiesta sulle tangenti nella sanità ha terremotato la politica abruzzese con l'arresto del presidente della Regione Ottaviano Del Turco, del fidato braccio destro, Lamberto Quarta, e di una decina tra assessori, consiglieri regionali, dirigenti e imprenditori, oltre all'iscrizione nel registro degli indagati di altre 25 persone.
Ma è probabile che si vicina la stretta finale. Di sicuro si lavora parallelamente anche all'altro filone rimasto aperto inerente la delibera 58 della Deutsche Bank nella quale la Regione in tutta fretta si apprestava a pagare i crediti vantati dal gruppo Angelini.
Nonostante il grave sospetto che tali crediti possano essere inesatti, forse gonfiati, in alcuni casi non dovuti.
Non è escluso dunque che l'inchiesta possa allargarsi, anche in considerazione del fatto che gli atti sequestrati dalla Guardia di Finanza alla Regione, contenuti in circa venti scatoloni, stanno arrivando in queste ore in procura.
L'obiettivo però è chiaro: catalogare e studiare tutto il materiale prima dell'inizio degli interrogatori di garanzia che partiranno domani.
Per questo la tabella di marcia degli inquirenti è serratissima: ogni elemento può essere utile, addirittura determinante, per il prossimo confronto con chi al momento è sottoposto a misure cautelari. Ecco dunque anche lo scopo della sfilata di persone, indagate e non, che anche oggi farà la sua comparsa in procura.
Ma l'obiettivo dei magistrati è capire se dalle carte possano emergere ulteriori spunti o filoni d'indagine. E pare che qualcosa di nuovo, prime incongruenze, stiano emergendo.
Infatti ieri le perquisizioni si sono spostate alla sede di Abruzzo Engeneering, l'ente creato proprio per volontà di Del Turco e dove il presidente ha voluto fortemente far sedere nella posizione più alta l'onnipresente Quarta.
Sull'ente che partecipò alla gara d'appalto per il wifi in Regione per milioni di euro sta indagando anche la finanza dell'Aquila da molti mesi ed è possibile che parte del lavoro possa confluire nella nuova indagine.
Mentre gli avvocati difensori si apprestano a finire la lettura delle quasi 500 pagine di accuse si decidono le strategie difensive.
Praticamente improbabile sperare in confessioni o collaborazioni piene da parte degli indagati.
Bisogna accontentarsi del super pentito Vincenzo Maria Angelini, indagato anche lui, che proprio grazie alle sue rivelazioni ha evitato il carcere.

16/07/2008 9.00








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LA CRONACA DEL GIORNO.

10.40 ARRIVANO SROUR, CARAMANICO E VERTICELLI

Magistrati ancora al lavoro dalle 9 di questa mattina. Sono ricominciati gli interrogatori degli indagati.
Ad arrivare per primi in Tribunale, accompagnati dai loro legali di fiducia, sono stati l'assessore ai Lavori Pubblici Mimmo Srour, l'assessore all'Agricoltura Marco Verticelli e il consigliere regionale Franco Caramanico (ancora dentro), fino a pochi giorni fa assessore all'Ambiente.
Per i tre amministratori, come tutti gli altri indagati, l'interrogatorio si e' incentrato sulla delibera n. 58 del 29 gennaio 2008 con cui si autorizzava una transazione di 14 milioni di euro alla Deutsche bank, la quale a sua volta aveva versato tale cifra al gruppo sanitario privato che fa capo all'imprenditore Vincenzo Angelini.
All'uscita della Procura Verticelli ha affermato di aver «chiarito le circostanze dell'organo collegiale (della giunta regionale, ndr) in maniera molto serena».
«Perché avete firmato quella delibera?», avrebbero domandato i pm.
Gli assessori hanno parlato di «assoluta buona fede». «C'era una ingiunzione di pagamento», hanno detto ancora gli indagati, «e non si poteva non firmare. Noi pensavamo di fare il bene della Regione». Così tutti gli assessori avrebbero partecipato alla firma e alla votazione della delibera.

11.00 CARAMANICO: «AVEVAMO I PARERI POSITIVI DEI DIRIGENTI»

Anche l'ex assessore Franco Caramanico è uscito qualche minuto fa dalla Procura, accompagnato dal legale Femminella. Il suo avvocato ha confermato che la posizione del suo assistito è «assolutamente marginale» perché, riferendosi sempre alla delibera 58, si tratta «di una votazione di un organo collegiale assistita da tutti i pareri dei dirigenti regionali. Abbiamo chiarito tutto».
Inoltre Caramanico, sollecitato da PrimaDaNoi.it ha spiegato che quel giorno della delibera diede «uno sguardo superficiale ai documenti, in ogni caso c'erano tutti i pareri e certe votazioni vanno fatte comunque sulla fiducia. Se uno vede i pareri positivi di tutti i dirigenti allora si fida e così ho votato».
E l'assenza di tre assessori in quel giorno fu casuale? «Ufficialmente», ha risposto Caramanico, «avevano altri impegni». C'erano state imbeccate “pericolose”? «Questo non lo so, non voglio credere alle voci. Io mi sono sentito di andare quel giorno per discutere di quella delibera e così l'ho votata».

11.20 DEL TURCO INTERROGATO DOMANI IN CARCERE

La Procura ha fissato il calendario degli interrogatori delle dieci persone arrestate lunedì scorso. Giovedì, venerdì e lunedì saranno tre giorni fondamentali. Per gli indagati sarà la prima occasione utile per raccontare la loro versione dei fatti. Per il pool di magistrati saranno giornate impegnative per chiarire i vari aspetti dell'inchiesta.
Il primo ad essere ascoltato sarà il capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone. Per lui interrogatorio nel carcere di Chieti a partire dalle ore 9. Due ore dopo sarà la volta del presidente Del Turco nel carcere di Sulmona, mentre alle 14 toccherà all'assessore alle Attività Produttive, Antonio Boschetti, nel carcere di Lanciano (Chieti).
Venerdì sono in programma nel carcere di San Donato a Pescara, a partire dalle 9.30, gli interrogatori dell'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, dell'amministratore delegato della società di ricerche di personale Humangest, Gianluca Zelli e il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta.
Lunedì invece saranno sentiti in Procura a Pescara, a partire dalle 9, l'assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca, il suo segretario particolare Angelo Bucciarelli, l'ex assessore alla Sanità Vito Domenici, all'epoca Fi, oggi consigliere regionale Pdl, l'ex presidente della finanziaria regionale (Fira), Giancarlo Masciarelli, e il direttore generale dell'azienda sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao.

11.34 ENTRATO FABBIANI

E' entrato da qualche minuto in procura anche l'assessore dimissionario Fernando Fabbiani. Al suo ingresso non ha rilasciato dichiarazioni.


12.30 D'AMICO: «OPERAZIONI PERFETTE»

Ha lasciato la procura anche l'assessore al Bilancio D'Amico. Per lui interrogatorio un po' più lungo proprio in relazione alla sua delega. D'Amico ha dovuto spiegare come era stata creata l'istruttoria della delibera, i vari passaggi che precedono l'arrivo della delibera in giunta. Anche lui ha confermato che si è trattato di una «operazione perfetta», con il parere positivo dei responsabili dei vari uffici regionali che autorizzavano. «Per noi c'era l'urgenza», ha spiegato ancora D'Amico una volta fuori, «credo che con questo anche io ho chiarito la mia posizione e i fatti che mi coinvolgono che sono comunque relativi e marginali». Fabbiani, invece, è andato via senza lasciare dichiarazioni.

13.00 CASSETTE DI SICUREZZA VUOTE

Probabilmente nel pomeriggio non ci saranno altri interrogatori. Tutto è rimandato a domani quando verranno ascoltati i principali indagati ma non è da escludere che domani scelgano il silenzio.
La situazione è in fermento. Gli inquirenti, dopo i controlli di questa mattina nelle cassette di sicurezza negli istituti di credito degli indagati sarebbero rimasti delusi.
Le cassette sono state trovate completamente vuote. Bisogna adesso cercare di capire chi e quando abbia fatto sparire il loro contenuto, se erano state svuotate da tempo o se si tratta di operazioni dei giorni scorsi. Nel secondo caso si può ventilare anche l'ipotesi di una fuga di notizie.
Attenzione massima da parte della procura sulla Deutsche Bank.

([url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=14194]QUANDO Pdn SCRISSE DELLA BANCA TEDESCA[/url])

MOVIMENTO GIUSTIZIA CSM, "IL PREMIER DENIGRA"

I magistrati di Pescara che si stanno occupando dell'inchiesta che ha coinvolto il presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, sono stati oggetto di «attacchi denigratori» da parte di «esponenti politici, alcuni dei quali rivestono responsabilità istituzionali».
Per questo il Csm deve intervenire a loro tutela. E' quanto chiedono i tre consiglieri togati del Movimento per la Giustizia.
Il riferimento, seppure non esplicitato, è alle parole del premier Silvio Berlusconi, che ha parlato di «teoremi» e anche alle affermazioni del presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga.
I magistrati che si occupano delle indagini e che hanno emesso l'ordinanza cautelare in particolare sono stati oggetto di «accuse generiche di parzialità e di giudizi preconcetti - scrivono Ciro Riviezzo, Mario Fresa e Dino Petralia nella richiesta di apertura di una pratica a tutela depositata al Comitato di presidenza Csm - quando non di strumentalità dell'azione giudiziaria rispetto a supposti scopi politici»; e sono stati additati «di fronte all'opinione pubblica come esempio paradigmatico del cattivo funzionamento della giustizia nel nostro Paese».
Queste dichiarazioni, proprio in quanto provenienti da «soggetti investiti di responsabilità istituzionali, appaiono ancora più gravi - sottolineano i tre consiglieri - in quanto rischiano di costituire un'indebita interferenza con il sereno svolgersi dell'attività giudiziaria, in violazione del principio di separazione tra i poteri dello Stato ed impongono al Csm di intervenire a tutela dei magistrati attaccati e in generale della indipendenza della giurisdizione».
La pratica, secondo la richiesta dei consiglieri del Movimento, dovrebbe essere aperta dalla Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli.



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PINO MAURO IN PROCURA PER DAR CONTO DEL SUO SMS: «PRESIDENTE HO CONTATTATO AMICARELLI…»

Questa mattina in procura è arrivato anche il professore Pino Mauro, la persona che è riuscita a procurare un contatto con il procuratore generale Amicarelli al presidente Del Turco.
Questi aveva il desiderio di colloquiare con Amicarelli per parlargli della inchiesta sulla sanità.
Del Turco sapeva o, forse, il suo era solo un sentore. Gli erano giunte voci che si stava indagando sul suo operato. Era agitato. Il 1° marzo lui e 7 assessori avevano già ricevuto l'avviso di garanzia per la tanto contestata delibera della Deutsche Bank. Forse voleva cercare di salvare il salvabile.
La procura ha confermato che il suo è stato «un gran agitarsi per reperire le notizie», per capire cosa stesse accadendo e, in parte, anche per sviare le indagini.
Così il colpo d'ingegno: cercò di dribblare la Procura di Pescara e avere fonti attendibili dai piani alti. Magari a L'Aquila, perché non tentare?
Del Turco chiamò un suo amico che conosceva Amicarelli, il procuratore della Repubblica nel capoluogo. L'amico è Pino Mauro, grande professore e volto noto dell'economia abruzzese.
A lui chiede di fissargli un incontro. Mauro esegue e la conferma arrivò tramite un sms sul cellulare del presidente.
Di mattina presto, esattamente alle 7.40 del 4 aprile scorso, diranno i tabulati delle intercettazioni,
Mauro scrive e invia un sms: «presidente, ho parlato con il procuratore Amicarelli per incontro... ».
Alle 7.58 arriva la replica del governatore: «Caro Pino, ovviamente dove e quando preferisce il procuratore».
L'incontro viene fissato, ma Del Turco ne viene a conoscenza solo dopo che lo stesso Amicarelli si è consultato con Trifuoggi.
Il procuratore dell'Aquila espresse i suoi dubbi sull'opportunità di ricevere il governatore. Ma proprio il procuratore di Pescara lo avrebbe convinto ad accettare.
«Vai, senti cosa dice e poi fammi avere una relazione».
E così accadde. Cinque giorni dopo l'incontro diventò realtà, proprio a casa di Mauro.
Alle 17 iniziò il colloqui che durò circa due ore. Cinque minuti dal termine Amicarelli è già al telefono con Trifuoggi per la conferma che entro la mattina seguente avrebbe avuto la sua relazione sul tavolo.
«Ha voluto manifestare il suo attuale stato d'animo in una sorta di confessione laica», scriverà il procuratore dell'Aquila. «La sua richiesta di incontrarmi era per dolersi di quanto gli stava accadendo. Si diceva vittima del risentimento di titolari di cliniche per il suo piano di ridurre del 30 per cento le tariffe riconosciute ai privati...».
Confessioni strane da fare ad un magistrato che non conosceva neppure. Confessioni che il gip nell'ordinanza definisce «tentativo evidentemente volto a inquinare l'attività investigativa» e «screditare un'indagine in corso, evidentemente nella speranza di conseguenze a sé favorevoli».

16/07/2008 14.49


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LA SCHEDA: TUTTI GLI INDAGATI


Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo
Franco Caramanico (ex assessore all'Ambiente fino a qualche settimana fa) Giovanni D'Amico, assessore al Bilancio
Marco Verticelli, assessore della Giunta Del Turco
Mimmo Srour, assessore ai Lavori Pubblici
Fernando Fabbiani, ex assessore, ora dimissionario
Tommaso Ginoble, ex assessore ai trasporti ora in Parlamento (Pd)
Pietro Anello, consulente della Regione e avvocato romano che con Masciarelli emerge anche nell'inchiesta della ex Delverde
Pierluigi Cosenza, ex dirigente regionale responsabile della struttura di controllo "prestazioni sanitarie dell'Asl" dell'Aquila e componente della commissione ispettiva
Camillo Cesarone, capogruppo regionale del Pd
Bernardo Mazzocca, assessore alla Sanità
Antonio Boschetti, assessore alle Attività Produttive
Lamberto Quarta, segretario della presidenza e braccio destro di Del Turco
Gianluca Zelli, amministratore delegato della società di ricerche di personale Humangest
Luigi Conga, ex manager della Asl di Chieti
Angelo Bucciarelli, segretario particolare di Mazzocca e candidato alle ultime politiche nelle liste del Pd
Francesco Di Stanislao, direttore generale dell'Azienda sanitaria regionale
Giovanni Pace, ex presidente della Regione Abruzzo (Pdl) oggi consigliere regionale
Vito Domenici, ex assessore alla Sanità (Pdl)
Sabatino Aracu, parlamentare del Pdl
Vincenzo Angelini, manager della Sanità dalle cui rivelazioni parte tutta l'inchiesta
Giancarlo Masciarelli, ex manager della Fira e «consulente ombra» della giunta di centrosinistra
Walter Russo, direttore programmazione e bilancio contabilità Asl Chieti
Giovanni Cirulli, già arrestato nell'inchiesta Fira
Giacomo Obletter, commercialista teatino
Gianfranco Martini, funzionario della Als di Chieti, responsabile del nucleo per la gestione delle convenzioni e segretario del manager
Luciano Di Odoardo, direttore amministrativo e direttore Affari Generali Asl Chieti
Silvio Cirone, marito della ex direttrice della Fira Carolina D'Antuono
Vincenzo Trozzi, ex vice presidente della Fira.
Marco Penna , procuratore speciale di Barclays Bank
Domenica Pacifico ,
Mario Romano , dirigente dell'Ufficio Unico degli acquisti presso la direzione sanità della Regione
Giovanna D'Innocenzo
Andrea Verzulli.
L'ultimo indagato sarebbe un dirigente della Deutsche Bank, identificato a metà luglio. Secondo quanto si apprende questa persona sarebbe stato l'uomo di fiducia degli indagati e la persona che materialmente sarebbe stata incaricata di portare i soldi all'estero e magari di investirli in quelle società off shore del Delaware (Usa)di cui parlava il procuratore Trifuoggi.

16/07/2008 15.00