Rifondazione: «speriamo che Del Turco si dimetta»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Tante volte le ha minacciate le sue dimissioni, il governatore Del Turco. Nei momenti critici pre-consiglio regionale, quando la sua maggioranza doveva mostrarsi compatta più che mai, lui lo diceva sempre: «se andiamo sotto mi dimetto». PAOLINI ASSUME POTERI:«ECCO COSA SUCCEDE ORA»
Ed erano titoloni di giornali. E i suoi, miracolosamente, si ricompattavano.
Una provocazione a cui ormai non credeva quasi più nessuno.
Ma adesso, quelle dimissioni, potrebbero arrivare addirittura dal carcere di Sulmona, magari affidate al suo legale di fiducia Giuliano Milia, dopo il periodo di “isolamento” che scade proprio questa sera.
Il centrodestra se le aspetta, o meglio, ci spera profondamente.
Così come Rifondazione Comunista, da sempre la spina nel fianco della maggioranza Del Turco.
Negli ultimi mesi i "rifondaroli" hanno bussato alle 4 procure della Repubblica d'Abruzzo con in mano le denunce delle "malefatte" della giunta in tema di Sanità. Perché loro, i comunisti, erano della maggioranza, ma sempre con un cervello che ragionava autonomamente.
Talmente autonomo che il giorno della votazione della delibera della Deutsche Bank l'assessora rossa Betty Mura non votò perché non aveva letto i documenti. Cose dell'altro mondo per le logiche politiche.
E quel rifiuto la salvò anche dall'avviso di garanzia che investì tutti quelli che avevano detto sì, anche senza leggere le carte ed informarsi.
Proprio ieri Rifondazione ha fatto sapere di sperare intensamente «che il presidente della Regione rassegni le dimissioni volontarie dall'incarico, una volta conclusi i tre giorni di isolamento». E se non lo farà sono pronti anche a votare la mozione di sfiducia.
Il partito, inoltre, ha lanciato per mezzo del suo segretario regionale, Marco Gelmini, «una sfida a tutti» a non inserire alcun inquisito in lista alle prossime elezioni, perché già parlano di "prossime elezioni". E vogliono anche una data «da fissare subito».
E lo fanno, forse, mentre il buon Ottaviano, solo nella sua cella di isolamento, tra libri e pensieri, pensa che chiarirà tutto e non ha intenzione di dimettersi. Magari lo pensa. O magari è convinto anche lui che sia il caso di lasciare, di dare agli abruzzesi la possibilità di scegliere, anche in nome di quella Sanità «disastrata», come l'ha definita Trifuoggi, a cui lui pensa lungamente anche in carcere, come ha detto ieri all'onorevole Mantini.

«ANGELINI NON E' UN AGNELLINO»

Gelmini ha evidenziato che ora «occorre la revoca immediata dell'accreditamento per le strutture che non hanno rispettato le regole».
Il rischio, per il segretario del Prc, e' che Angelini, coinvolto nelle indagini della Procura e accusatore della giunta Del Turco, «potrebbe avere una proroga, ma noi - ha detto Gelmini - non compriamo una macchina da chi ce ne ha gia' venduta una scassata».
E proprio parlando di Angelini, che oggi si «presenta come una vittima», Gelmini ha fatto notare che «a Villa Pini figuravano tre malati per ogni posto letto, e la Regione li pagava».
Sconcertata Betty Mura, ex cuoca, poi assessore alla Cultura recentemente passata al Lavoro non crede alle sue orecchie.
«Mentre noi cercavamo i soldi per la non autosufficienza c'era chi metteva in ginocchio l'Abruzzo per beni voluttuari. Ho paura - ha concluso - che passi il messaggio che siamo tutti uguali, ma non e'
cosi'»

ANCHE PAOLINI VUOLE LE ELEZIONI


Questo pomeriggio, intanto, è stata convocata una riunione della giunta e oltre al presidente, Ottaviano Del Turco e gli assessori alle Attività Produttive Antonio Boschetti e alla Sanità Bernardo Mazzocca, l'assessore alle Politiche attive del Lavoro Augusto Di Stanislao, entrato in Giunta in quota all'Italia dei Valori, sarà l'unico assente.
Ci saranno invece gli assessori Mura (il partito deciderà questa sera alle 20,30 sulle sue dimissioni) e Fernando Fabbiani (Comunisti
italiani) che hanno rimesso la delega nelle mani dei rispettivi partiti.
Secondo Fabbiani, che già parla di elezioni, «é un momento delicato e bisogna avere senso di responsabilità. Parteciperò alla riunione di Giunta».
L'esecutivo si svolgerà alla presenza di 8 assessori, compreso il vice presidente Paolini.
«Per me - ha dichiarato Paolini prima di incontrare, in serata, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - al momento sono tutti dal punto di vista formale assessori. Quindi ho convocato tutti.
Prenderò in esame eventuali dimissioni quando saranno presentate ufficialmente».
Paolini è tra coloro che vogliono andare subito a elezioni anticipate. «Ho parlato con il sottosegretario Letta e con il ministro Fitto ha continuato Paolini -, perché si arrivi ad un decreto di sospensione temporanea che permetta di cambiare il quorum. Domani i tecnici mi consegneranno i documenti che indicheranno i confini del vicariato».

«LA QUESTIONE MORALE TORNA AL CENTRO DEL DIBATTITO»

«Le accuse mosse contro il presidente della regione Del Turco», ha detto invece Antonio D'Orazio della Sinistra Democratica, «risultano ormai consolidate da innumerevoli prove addotte dalla magistratura (che addirittura ha "deciso di agire prima che sia troppo tardi") e dalla Guardia di Finanza. La questione morale ridiventa finalmente una delle discriminanti fondamentali per un ritorno rapido al voto e per un programma di alleanze che possa ridare fiducia nell'avvenire della nostra regione e nelle istituzioni in generale. Una giunta tecnica e dimezzata nella continuità non rappresenta una soluzione efficace».
I Verdi, invece, tramite il consigliere Walter Caporale invoca un cambiamento «dell'intero sistema sanitario: perché non destinare tutti i fondi pubblici della Sanità agli Ospedali pubblici, per ridare centralità ai malati ed ai cittadini, evitando in tal modo che si ripetano i fatti gravi di questi giorni?»

a.l. 16/07/2008 9.02

CASTIGLIONE: «ELEZIONI IMMEDIATE»

«Elezioni in autunno. Non c'è più tempo da perdere, gli abruzzesi si aspettano delle risposte concrete, una ripartenza che faccia presto dimenticare il fallimento di una esperienza di governo regionale da cui non si possono chiamare fuori neanche Idv e Sinistra Democratica che con il Pd hanno (male) amministrato senza risparmiarsi gomitate per strappare - fino all'altro ieri - un posto in giunta, quella stessa da cui oggi si affrettano a prendere strumentalmente le distanze».
Questo il commento di Alfredo Castiglione che negli ultimi mesi ha denunciato «l'impasse in cui si trova il Consiglio Regionale».
«A parte la vicenda giudiziaria che ha travolto la giunta regionale e della quale si sta occupando la magistratura - sottolinea il capogruppo di An in consiglio regionale - ormai da mesi l'attività consiliare è di fatto paralizzata dalla litigiosità di una maggioranza irresponsabile quanto inadeguata ad affrontare le tante problematiche che attraversano la nostra regione con esiti semplicemente disastrosi».
«Si tratta, ora, di restituire dignità alla politica, rimettendola al servizio dei cittadini e non dei singoli, sostituire un sistema di potere con un governo del territorio in grado di programmare interventi mirati ed efficaci. Da parte nostra - conclude Castiglione - siamo pronti ad assumerci responsabilità di governo ma c'è la disponibilità ad affrontare da subito le priorità più imminenti»

SANATRIX: L'UGL CHIEDE L'INTERVENTO DEL GOVERNO

«La gravissima situazione creatasi in questi giorni con l'azzeramento della Giunta Regionale e con Angelini indagato ha determinato la totale scomparsa di interlocutori».
L'Ugl adesso si trova spiazzata: «i lavoratori, già senza stipendio da mesi, vedono il proprio futuro sempre più incerto ed appare assurdo che siano i primi a pagare per una situazione che non hanno certamente n'è voluta e né determinata».
Il sindacato ha chiesto un incontro all'onorevole Pasquale Viespoli, Sottosegretario al Welfare, che ha manifestato la propria disponibilità a fissarlo nei prossimi giorni.
«In questa fase di stallo, riteniamo indispensabile l'intervento del Governo per dare risposte concrete a tutti i lavoratori che stanno vivendo insieme alle loro famiglie una situazione insostenibile dal punto di vista economico e dal futuro occupazionale sempre più oscuro».

16/07/2008 11.43


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PAOLINI ASSUME POTERI:«ECCO COSA SUCCEDE ORA»

«La Regione Abruzzo e' nel pieno delle sue funzioni. Oggi si puo' fare qualsiasi cosa». Lo ha detto Enrico Paolini, vice presidente della Regione Abruzzo e
ora presidente vicario della Regione, dopo l'arresto del presidente Ottaviano Del Turco e degi assessori Boschetti e Mazzocca.
Cosi' come prevede la legge 55/1990 il presidente,gli assessori e i consiglieri arrestati sono «sospesi di diritto» dalla carica e, in base allo statuto, il vice
presidente della Regione, che e' appunto Paolini, sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento temporaneo.
Proprio questi principi sono stati riportati da alcuni dirgenti della Regione in un verbale messo a punto e sottoscritto ieri che indica, sulla base della normativa vigente, la strada da seguire in questa particolare situazione.
Il presidente vicario della Regione Abruzzo, Enrico Paolini, ha convocato per oggi pomeriggio alle 15.30 una riunione di giunta. Nell'occasione chiedera' «di
aspettare alcuni giorni per approvare dei provvedimenti», per rispetto degli assessori che sono stati arrestati nei giorni scorsi per cui ogni decisione formale sara' rinviata alla prossima riunione dell'esecutivo, che potrebbe svolgersi
lunedi'.
Per quanto riguarda la posizione degli assessori che hanno annunciato alla stampa le proprie dimissioni e cioe' Betti Mura, Augusto Di Stanislao e Fernando Fabbiani, Paolini ha chiarito «non esistono dimissioni formali, e si tratta solo di dimissoni politiche».
«Ad oggi, quindi la giunta e' composta da otto persone e il quorum e' cinque» ha detto Paolini.
Il presidente vicario, che si ritiene «super partes»,ha anche chiarito che le deleghe del presidente e degli assessori sospesi sono tutte nelle sue mani.
Proporra' alla giunta di assegnarle ad interim ma «con la prescrizione di decidere collegialmente».
Il verbale di riunione sottoscritto da Alba Grossi, Sandro Pasquali, Giovanna Colangelo, Carlo Massacesi, Filomena Ibello, Paolo Minazzi e Giampiero Di Cesare, e' - per Paolini - una sorta di «testo sacro» sul quale lui si muovera' da ora in
poi. Da questo verbale si capisce «cosa puo' fare la Regione in un momento cosi' drammatico, dove comincia e dove finisce il compito delle persone e degli apparati. E' importante» ha osservato sempre Paolini, «che gli abruzzesi sappiano queste
cose».

16/07/2008 15.22

CONSIGLIO VA AVANTI «PER IL BENE DEGLI ABRUZZESI»
La conferenza dei capigruppo che si è conclusa nel pomeriggio dopo alcune ore di discussione, ha deciso che il Consiglio regionale abruzzese andrà avanti con l'assetto e la cadenza ordinaria, tutto ciò in attesa delle decisioni del presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco - rinchiuso nel carcere di Sulmona (L'Aquila) per le tangenti della sanità - sulle sue dimissioni.
Una seduta ordinaria del Consiglio regionale è stata convocata per martedì prossimo alle ore 10; la conferenza dei capigruppo tornerà a riunirsi lunedì prossimo per approfondire le possibili decisioni del presidente della Regione, del Turco, e per «preparare la seduta del giorno dopo dell'assemblea regionale».
Il pronunciamento è stato affidato dagli stessi componenti della Conferenza dei capigruppo al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, che al termine della riunione ha diramato una nota non entrando nel merito della bufera che ha investito la Regione. In merito alle indagini Roselli si è limitato a sottolineare che si aspettano le evoluzioni dell'inchiesta.
Secondo Roselli «non esistono alla luce degli elementi di fatto le condizioni per giustificare interventi sostitutivi da parte dello Stato di tipo commissariale». «In tale contesto - ha aggiunto - il Consiglio regionale svolge le sue funzioni istituzionali assicurando l'approvazione di alcuni provvedimenti urgenti che garantiscono la salvaguardia degli interessi collettivi. E' un atto di responsabilità verso gli abruzzesi non solo auspicato ma dovuto al fine di evitare ulteriori danni irreparabili non solo materiali, ma anche per l'immagine dell'Abruzzo».