ARRESTO DEL TURCO, tutte le reazioni

Alessandro Biancardi

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ARRESTO DEL TURCO, tutte le reazioni
INCHIESTA DEL TURCO TUTTI I COMMENTI. ABRUZZO. Da Cossiga a Pannella e il mondo della politica regionale sta commentando in queste ore la notizia dell’arresto del presidente Del Turco, altre 10 persone tra assessori, manager e dirigenti. Addolorato il ministro Brunetta: «Ottaviano e' un amico». Craxi difende Del Turco. Berlusconi è scettico e chiede la riforma della Giustizia. E il segretario Anm insorge: «ci denigra». Di Pietro (Idv): «E’ tornata Tangentopoli» E ADESSO CHE SUCCEDE? IDV ESCE DALLA MAGGIORANZA: «SI VADA A VOTARE SUBITO» L'ASSESSORE REGIONALE MURA (PRC) SI E' DIMESSA
COSSIGA SI APPELLA A VELTRONI

«Veltrò e Franceschini, capito l'avete? Non basta combattere il Cavaliere, ma bisogna aiutare la magistratura militante e metterlo in galera...». Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. «L'arresto di tutta la giunta regionale Pd dell'Abruzzo - spiega - è il primo avvertimento. Poi toccherà, come è già successo a quella di Mastella, alla moglie di Veltroni. 'Capitto mi avvette'?».

PANNELLA: AUGURI A DEL TURCO E AL MAGISTRATO

Non evocherò oggi la parola 'razzia' che usai anni fa, quando ebbi notizia che la Giunta regionale abruzzese - cui avevo sempre imputato di essere una forma periferica ma gravissima di una partitocrazia strutturalmente ladra e parassitaria - che era stata quasi tutta arrestata». Così esordisce Marco Pannella nel commentare l'arresto di Ottaviano Del Turco.
«Allora ero consigliere regionale, e dichiarai la mia solidarietà a quella Giunta e ai partiti stessi per i modi con i quali si era arrivati a quella razzia. Allora fui misurato, ragionevole, razionale, avendo gli elementi per poter azzardare subito quella presa di posizione. Oggi non lo faccio non per dubbi sulle qualità umane e politiche di coloro che sono stati arrestati, a partire da Ottaviano del Turco, ma per rispetto del dovere di conoscenza e di informazione sui fatti».
«Formulo sinceri auguri - come feci di gia' nel periodo di Tortora e in altre occasioni - al mio compagno e amico Ottaviano del Turco e al per me sconosciuto magistrato che si è assunto la responsabilita' che si e' assunto, del quale mi trovo a dover constatare che d'ufficio purtroppo fa parte di quella associazione per delinquere sul piano tecnico che imputo al regime italiano».

TAGLIENTE (FI): «OPERAZIONI DI DUBBIA MORALITA'»

«Ci sono casi nella vita nei quali poter affermare “l'avevo detto” non dà alcuna soddisfazione, anche quando la “bastiglia regionale” cade nel giorno in cui cadde quella vera nel 1789».
Questo il commento a caldo di Giuseppe Tagliente, consigliere regionale di Forza Italia alla notizia degli arresti del Presidente Del Turco e degli altri politici coinvolti nella vicenda sanità.
«Più volte – soggiunge Tagliente – avevamo segnalato all'opinione pubblica che nell'azione del governo regionale riguardo al tema spinoso della sanità si rinvenivano operazioni di dubbia moralità e validità; al magistrato valutare se fossero anche illecite. Considerata la situazione economica in cui versa la Regione – conclude Tagliente – è auspicabile che tutto venga chiarito al più presto, affinché la macchina istituzionale e amministrativa non subisca i contraccolpi drammatici del 1992 e se necessario si vada subito a nuove elezioni».

DI CARLO (RIFORMATORI LIBERALI): «NOTIZIA SCONVOLGENTE»

Per Alessio Di Carlo (Riformatori Liberali-PdL) quella dell'arresto di Del Turco e di diversi assessori e funzionari regionali e' «'una notizia sconvolgente, poiche' decapitare il vertice di un'istituzione tanto importante e' azione tanto grave che si giustifica solo se gli inquirenti hanno valutato con la massima accuratezza le esigenze cautelari».
«In sintesi», ha concluso Di Carlo, «siamo dinanzi ad un caso clamoroso di malasanita' o di malagiustizia ed in entrambi i casi la situazione e' gravissima».

MINISTRO BRUNETTA ADDOLORATO, «E' UN AMICO»

«Ottaviano Del Turco e' un amico. Una persona che conosco e quindi dal punto di vista personale questa notizia e' un dolore».
Questo è stato il commento del ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta durante il dibattito di 'Omnibus Estate' su LA7 condotto da Manuela Ferri.
Sul rapporto tra politica e magistratura, Brunetta ha aggiunto: «l'atteggiamento che ha avuto la mia parte politica, negli anni, e' sempre stata quella del totale garantismo e continueremo ad averlo».

PAGANO (FI): «SCONCERTANTE, SERVONO NUOVE ELEZIONI»

«I fatti che stanno scuotendo la nostra regione – a prescindere dall'esito giudiziario della vicenda - devono costituire l'occasione per costruire una nuova classe dirigente, che sappia portare l'Abruzzo fuori dal fosso nel quale l'attuale giunta lo ha precipitato e non solo per colpa della sanità».
Queste le valutazioni “a caldo” di Nazario Pagano, Capogruppo regionale di Forza Italia.
«Ho piena fiducia nel lavoro dei magistrati – sottolinea Pagano – ma chiedo loro la massima sollecitudine, proprio per evitare ai cittadini gli ulteriori danni derivanti dalla paralisi amministrativa. Per il resto – conclude Pagano- considero chiusa la vicenda politica di Del Turco e della sua Giunta per cui occorre andare al più presto a nuove elezioni e offrire agli Abruzzesi il diritto di scegliersi i propri amministratori».

PD CAUTO: «ASPETTIAMO DI CAPIRE MEGLIO

Prima di esprimere valutazioni sull'arresto di Ottaviano Del Turco, il Pd attende la conferenza stampa dei magistrati titolari dell'inchiesta sul presidente della regione Abruzzo.
«Siamo in attesa della conferenza stampa dei magistrati per capire bene quali siano le
basi di un atto cosi' grave», ha spiegato Paolo Fontanelli, responsabile del Pd per gli Enti locali. «Vogliamo seguire con attenzione» cio' che dira' la procura di Pescara, ha insistito,
fino ad allora e' indispensabile «un atteggiamento di cautela».

STORACE (LA DESTRA): «SUBITO ELEZIONI»

Liberare l'Abruzzo. Elezioni subito. Sarebbe intollerabile la melina dopo lo scandalo che ha devastato la Regioen. La Destra è pronta a fare la sua parte con onore e responsabilità». Questo il commento di Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.

CATONE (Dca): «PREOCCUPATO PER L' IMMAGINE REGIONE»

«Gli arresti eccellenti, a Cominciare da quello del presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, sono, per noi, prima di ogni altra considerazione, motivo di sgomento e preoccupazione per il danno che ne deriva all'immagine della Regione, gia' tanto segnata dall'inefficienza dell'esecutivo e della rissa interna alla maggioranza. Ritenendo poi che il garantismo non puo' essere manifestato a fasi alterne, o a seconda delle convenienze politiche, oggi ci asteniamo da ogni valutazione
che non sia quella di attendere, nel merito, il giudizio della magistratura».
Questo il commento del parlamentare abruzzese del Pdl, nonche' segretario regionale della Dca, Giampiero Catone.

ARRESTO DEL TURCO: ROTONDI, SCONCERTO PER USO 'GHIGLIOTTINA'

«Quando si maneggia il bene prezioso del governo deciso dai cittadini non si può comunicare
direttamente la ghigliottina, si può arrivare anche alla ghigliottina ma dopo molti passaggi».
Lo dice il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, nell'esprimere
solidarietà al presidente della regione Abruzzo.
Il ministro esprime «sconcerto» in particolare per i tempi e i modi della vicenda: «un'inchiesta non può decapitare un governo regionale - sostiene - senza avere una sua processualità anche di
conoscenza presso l'opinione pubblica».
Rotondi, campano di origine, appresa la notizia degli arresti nella sua casa di Pineto degli Abruzzi, esprime «solidarietà» a Del Turco, «protagonista integerrimo di decenni di battaglie
sindacali e politiche», oltre alla «speranza che nelle prossime ore possa chiarire ogni addebito».

CAPEZZONE: «ERA NECESSARIO? ARRESTO-RETATA PER FARE SENSAZIONALISMO»

«Non ho elementi per esprimermi sul erito delle accuse rivolte contro Ottaviano Del Turco e le altre persone indagate con lui in Abruzzo. Mi domando solo, in termini di metodo, se fosse necessario, se fosse indispensabile procedere all'arresto». E' quanto chiede Daniele Capezzone, Pdl, portavoce di Forza Italia.
«Esisteva davvero un concreto e imminente pericolo di fuga? C'era davvero un concreto e imminente rischio di reiterazione del reato? C'era davvero un concreto e imminente rischio di inquinamento delle prove? In mancanza di questi elementi, non si
capirebbe il ricorso a una misura così devastante come la immediata privazione della libertà di una persona».
«Comunque la si pensi sull'attività politica di Del Turco, e qualunque sia l'esito delle indagini contro di lui, resta la sensazione che, con questo arresto-retata, si siano percorse vie spettacolari che quasi mai hanno segnato una pagina positiva per la giustizia italiana».

CRAXI (PSI): «STIMA INCONDIZIONATA PER DEL TURCO»

«Per privare della libertà il Governatore di una regione eletto dal popolo dev'essere successo un qualcosa di molto grave perché se così non fosse ci troveremmo dinanzi ad una prova di forza, l'ennesima nella stessa regione, ad un gesto clamoroso di una istituzione dello Stato contro un'altra».
Questo il commento di Bobo Craxi, esponente del partito Socialista.
«Per quanto mi riguarda». Ha detto, «Del Turco gode della mia solidarietà e di quella di tanti socialisti in Italia».

GALBUSERA (UIL): «NON CI CREDO»

«Non mi tornano i conti: spero che tutto sia chiarito al piu' presto, mi dispiace molto quanto successo». Walter Galbusera, numero della Uil lombarda, non ci crede, non si da' pace per l'arresto del 'compagno' di tante battaglie sindacali, anche se Ottaviano Del Turco era in Cgil e lui alla Uil, e politiche, entrambi socialisti, a cominciare da quella storica sulla scala mobile voluta da Bettino Craxi.
«Sono molto meravigliato, stupito - spiega Galbusera - e lo dico chiaramente, stento a crederci: mi auguro che presto molto presto tutto sia chiarito».

MANCINI (UGL): «LA PAGINA PIU' BRUTTA DELLA NOSTRA REGIONE»
Per il segretario Regionale UGL Abruzzo Geremia Mancini c'è «profonda amarezza per quella che può essere definita la più brutta pagina della nostra Regione, ora si apra la stagione del riscatto con “attori” che abbiano capacità umane e morali degne della nostra terra».
«Sicuramente», prosegue Mancini, «è stata scritta la più brutta pagina della nostra Regione, l'immagine dell'intero Abruzzo penalizzata rispetto all'intero Paese, i nostri cittadini inermi ed increduli dinanzi ad un ciclone morale inimmaginabile. La nostra Organizzazione negli ultimi due anni, forse ingenuamente, aveva invocato alla classe politica di Governo una Commissione d'Indagine sulla Sanità che potesse far chiarezza e pulizia prima dell'inevitabile arrivo dei provvedimenti della Magistratura, ma i nostri appelli alla chiarezza sono sempre rimasti non solo inascoltati ma mai neppure supportati da alcuno. Oggi dinanzi a questo terremoto chi ha capacità umane, politiche e morali, aldilà delle appartenenze, ha il dovere di provare a rimettere in piedi il nostro “povero” Abruzzo».

RIFONDAZIONE: «CI SIAMO SEMPRE BATTUTI PER LA SANITÀ»

«Rifondazione Comunista si è battuta in questi anni per il miglioramento ed il rinnovamento della sanità abruzzese», ha commentato così l'arresto Marco Gelmini, segretario regionale di Rifondazione Comunista.
«In questo senso vanno i provvedimenti per il ridimensionamento ed il controllo della sanità privata. Rifondazione Comunista si è sempre opposta a tutte le iniziative di “cartolarizzazione”; valga per tutte il non voto nella Giunta del 29 Gennaio 2008 relativa all'affidamento alla Deutch Bank, le interrogazioni ripetutamente inviate in materia (il 12 Marzo 2007 e il 12 Febbraio 2008), fino agli esposti alle Procure di Pescara, Chieti, Teramo e L'Aquila proprio relative alle storture nell'occupazione di posti letto in alcune strutture della sanità privata».
Gelmini ha aggiunto inoltre di restare «doverosamente in attesa del pronunciamento da parte della magistratura sulla vicenda aperta. Restano la riflessione politica e le valutazioni da avviare subito sull'esperienza di governo del centro-sinistra. E' necessario su questo una profonda riflessione sul rapporto tra il PD e l'amministrazione pubblica ormai al centro di numerosi, pesanti e continui interventi da parte della magistratura. Continuiamo a pensare e a batterci perché la pubblica amministrazione risponda agli interessi collettivi: questo resta in nostro impegno».
Rifondazione Comunista ha convocato per oggi la segreteria regionale, nei prossimi giorni riunirà i propri organismi ed avvierà i necessari confronti.

CAZZOLA, «SOLIDARIETA' AL MIO AMICO»

«Esprimo al mio amico Ottaviano la piena solidarieta' ed immutata stima: sono vicino a lui ed alla sua famiglia, sicuro che sara' in grado di chiarire al piu' presto la sua completa estraneita' agli eventi che gli vengono contestati».
Lo afferma il vice-presidente della Commissione Lavoro della Camera, Giuliano Cazzola, che negli anni '80 fece parte della segreteria confederale della Cgil di cui Del Turco era il
numero due, prima con Luciano Lama e poi con Bruno Trentin leader.
«Il governatore della Regione Abruzzo, Del Turco – aggiunge Cazzola - e' mio carissimo amico da oltre quarant'anni: e io non posso credere che sia implicato in atti e comportamenti -
spiega Cazzola - contraddittori con un adamantino passato di dirigente sindacale e di prestigioso servitore delle Istituzioni».

BERLUSCONI: «RIFORMA DELLA GIUSTIZIA»

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha commentato l'arresto di Del Turco da Parigi: «mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione; ho sentito anche il teorema accusatorio, conoscendo l'attuale sistema dell'accusa in Italia...». Così, fermandosi davanti ai microfoni del Gr Rai e alle telecamere di Sky, il premier ha commentatol'arresto di Ottaviano Del Turco. Interrogato sul fatto che questa volta l'accusa abbia colpito un esponente della sinistra, Berlusconi ha risposto: «non ha nessuna importanza per me, colpisca questo o quest'altro. Ma molto spesso i teoremi accusatori sono teoremi che poi alla fine non vengono confermati».

L'ANM: «DISCREDITO ALL'ISTITUZIONE GIUDIZIARIA»

«La generica accusa alla magistratura inquirente di procedere per teoremi non corrisponde» ad un metodo di critica «informata e fondata sulla conoscenza degli atti» e «finisce per gettare discredito all'istituzione giudiziaria nel suo complesso» è la replica al Cavaliere da parte del segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini.

MARTINI: «SITUAZIONE DISASTROSA»

«Una gravità assoluta anche perché la Regione Abruzzo è fra le sei regioni che dovevano rispettare il patto di rientro dei debiti».
Il sottosegretario al Welfare Francesca Martini, commenta così l'arresto di Del Turco, di alcuni assessori ed ex assessori regionali, manager e funzionari pubblici.
Martini «senza dare giudizi, in attesa di una pronuncia definitiva da parte della magistratura» ringrazia la Guardia di Finanza e i magistrati che indagano sul settore
sanitario.
«Serve una grande iniezione di responsabilità da parte dei governi regionali e ciò avverrà sempre di più nel momento in cui ci si renderà contro che il rimborso a pié di lista non è più possibile e quando le regioni saranno strette dentro il loro vincolo di bilancio. Con il federalismo di fiscale ci sarà una chiave di svolta in questo senso».
«Non si può dimenticare - ha concluso Martini - che la spesa sanitaria rappresenta 100 miliardi di spesa nazionale, i due terzi dei bilanci regionali».


AMICI DI BEPPE GRILLO: «SERVE UNA SVOLTA»


«Nessuno ha intenzione di sostituirsi alla magistratura», esordisce un comunicato di Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo, «né di esrpimere sentenze prima del tempo. Però è innegabile che in Abruzzo si è in piena crisi politica; ma non una crisi formale dovuta dalla momentanea sostituzione del presidente e degli assessori coinvolti, ma una crisi sostanziale, una crisi della politica e dei suoi esponenti più rappresentativi». «Cosa dobbiamo aspettare prima di dichiarare il fallimento di questa classe politica?», si chiede il coordinamento. «Paradossalmente le ipotesi di reati contestati agli amministratori regionali, sebbene gravissime, non sono l'aspetto più rilevante dell'intera vicenda. Il vero scandalo è il modo di gestire gli interessi pubblici attuato da questi amministratori: la sanità è allo sfascio da molti anni ormai, ci ritroviamo in Abruzzo (ma non solo) sull'orlo di un precipizio che rischia di compromettere irrimediabilmente il sistema sanitario regionale e locale. E chi paga le conseguenze di tutto ciò? I cittadini ovviamente».
Gli Amici di Grillo chiede così il «rinnovamento radicale nel nome della trasparenza, della buona amministrazione attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. Questi amministratori, colpevoli prima di tutto di una cattiva gestione degli interessi dei cittadini, devono dimettersi, per iniziare una reale fase di cambiamento».

DI PIETRO (IDV): «E' TORNATA TANGENTOPOLI»

«E' tornata tangentopoli», ha commentato Antonio Di Pietro, leader dell'Idv . «E' difficile invece - ha aggiunto l'ex pm - che torni mani pulite dal momento che in Parlamento si fanno le leggi per non fare i processi e invece di occuparsi della giustizia si occupa di fermare la giustizia».
«Al di là della responsabilità penale di cui si occuperà il giudice, in Abruzzo c'è la necessità di un ricambio generazionale della classe politica perchè questo sistema politico non ha nulla da invidiare a quello della prima repubblica. L'unica differenza- sottolinea Di Pietro - e che allora si vergognavano quando venivano scoperti, oggi la prima cosa che si fa, come ha fatto Berlusconi, è attaccare la magistratura che fa il suo dovere».
Proprio alle dichiarazioni del presidente del consiglio, Di Pietro ha risposto: «Berlusconi conosce uno solo foglio delle carte dei magistrati in Abruzzo, ma prima di parlare dovrebbe leggere tutte le carte».

EVANGELISTA (MOPA) SU DEL TURCO: DURO COLPO ALLA POLITICA REGIONALE

«Sconcerto e preoccupazione sono certamente in questo momento i sentimenti prevalenti presso l'opinione pubblica e le istituzioni. L'auspicio è che le persone coinvolte in questa vicenda siano in grado di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati che se confermati aprirebbero certamente un grave problema politico–istituzionale come conseguenza di un inquietante caso giudiziario».
È quanto afferma il consigliere Bruno Evangelista leader del Movimento per l'Abruzzo, commentando gli arresti che stamane hanno inferto un duro colpo alla politica regionale.
«A tutela degli interessati – continua Evangelista - e delle preoccupazioni degli abruzzesi mi auguro che la magistratura pescarese voglia dare con la necessaria tempestività una risposta ai tanti quesiti in maniera chiara, come per altro ha dimostrato di saper fare nella quotidiana amministrazione della giustizia».

IL PD:«SIAMO FERITI PROFONDAMENTE»

«Il PD è nato per affermare il rispetto delle regole e della legalità. Anche per questo la gravità dei fatti contestati ci colpisce e ci ferisce profondamente».
E' quanto si legge in una nota del partito in serata.
«Si tratta di vicende che riguarderebbero alcuni esponenti della precedente Giunta di Centro destra ed alcuni esponenti dell'attuale Giunta Regionale. L'Abruzzo con i problemi economici e finanziari che sta vivendo non può rimanere privo di una guida autorevole e legittimata. Per questo, esprimendo piena fiducia al lavoro dei magistrati ci auspichiamo che chiariscano nel più breve tempo possibile i fatti».
Il PD non esclude che dovranno essere i cittadini con il voto a restituire all'Abruzzo una guida pienamente legittima.
Agli indagati il PD esprime «solidarietà umana e l'augurio che riescano a dimostrare la propria estraneità ai fatti».


NAPPI (ITALIANI NEL MONDO): «SI TORNI ALLE URNE»

«Quello che è accaduto questa mattina è un vero dramma», ha commentato il segretario Regionale Ubaldo Nappi del Movimento Politico Italiani nel Mondo.
«Avremmo voluto limitare le critiche alla Giunta Del Turco, sulla base della evidente pochezza politico amministrativa che ha contraddistinto la sua azione di governo. Invece ci troviamo di fronte ad una situazione di una gravità estrema.Siamo ancora attoniti», ha detto Nappi, «per quanto successo, per trarne una sintesi politica; e sicuro che in un periodo di contingenza economica così delicato, non possiamo permetterci Giunte rattoppate. Forse solo l'urna può rappresentare la “catarsi” dove rigenerare schieramenti politici e soprattutto gli uomini».

RAUTI: «ELEZIONI IMMEDIATE»

Il Movimento Idea Sociale di Pino Rauti - presente con proprie liste in Abruzzo a tutte le ultime elezioni regionali - attraverso il Vice Segretario Nazionale Vicario, Maurizio Dionisio, chiede le immediate dimissioni di Ottaviano Del Turco e di tutta la sua giunta regionale.
«Prescindendo da toni forcaioli o giustizialisti», ha detto Rauti, «è innegabile che l'arresto del governatore della Regione Abruzzo può avere come solo epilogo quelle delle sue dimissioni, come, d'altra parte, più volte minacciato dal medesimo in occasioni di circostanze infinitamente meno rilevanti».

MOVIMENTO “LA REPUBBLICA DEI CITTADINI”: «LA POLITICA FACCIA UN PASSO INDIETRO»

«La Società Civile abruzzese è ferita come non mai», ha commentato il movimento “La Repubblica dei cittadini”. «Necessita una barriera, un sussulto di partecipazione democratica per liberare l'Abruzzo dalle vecchie logiche di un sistema di potere, ormai giunto al capolinea. Oggi si comincia a parlare di “Abruzzopoli”. Noi, che lo diciamo da tanto tempo (per la verità non molto ascoltati), prendiamo atto che qualcosa si sta muovendo. Non vi è bisogno di riaffermare la più ampia garanzia a chi è accusato di gravi reati».
Il comitato chiede alla politica «di fare un passo indietro».

FIORE: UNA RAGNATELA DI CORRUZIONE

«In Abruzzo come nel Lazio, in Lombardia come in Calabria i politici dei due opposti schieramenti hanno trovato, concordi, nella Sanità Pubblica la mucca da mungere», ha detto il deputato di Forza Nuova Roberto Fiore. «Questi ragnatela di corruzione che investe tutti i partiti è peggiore di quella che si manifestò con Tangentopoli. L' unica risposta possibile è la nazionalizzazione della Sanità.
Solo Forza Nuova non è collusa con il potere. Solo a Forza Nuova gli abruzzesi potranno dare il voto, nelle imminenti anticipate elezioni regionali, nella certezza del rigore morale e dell' attenzione ai problemi delle fasce più disagiate. I nostri amministratori in Abruzzo e in altre regioni lo stanno già dimostrando».

14/07/2008 21.07







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E ADESSO CHE SUCCEDE?

ABRUZZO. L'arresto del presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano del Turco, ha messo in moto tutto l'apparato regionale per capire, anche attraverso il nuovo Statuto, quanto sia concreto il ricorso alle elezioni anticipate.
L'articolo 44 dello Statuto attualmente in vigore, al quinto comma, recita: «La rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie del presidente della Giunta comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio».
Il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, è riunito con gli esperti per valutare ogni singola norma riferita a questa eventualità o che consenta la prosecuzione della legislatura.
Nel settembre del 1992, quando fu arrestata l'intera Giunta regionale per un'inchiesta sulla richiesta di Fondi comunitari "Pop", non vi furono elezioni anticipate, ma solo l'elezione di una nuova Giunta.
Sul problema della Sanità e del suo debito elevato la Regione Abruzzo ha rischiato il commissariamento sia da parte del precedente Governo Prodi, sia dall'attuale. Ipotesi che, nonostante l'approvazione del piano di rientro, sembra non sia ancora tramontata.

HUMANGEST: «AUSPICHIAMO CHIARIMENTI VELOCI»

«Siamo assolutamente certi della legittimità e della trasparenza dell'operato di Gianluca Zelli, presidente di Humangest Spa e per questo auspichiamo che possa chiarire nel più breve tempo possibile la sua posizione, dimostrando la sua totale estraneità ai fatti contestatigli e attendiamo serenamente la revoca dei provvedimenti restrittivi disposti nei suoi confronti».
Così Paolo De Vincentiis, direttore generale di Humangest Spa, l'agenzia per il lavoro con sede a Pescara, nata nel 2005 ed oggi considerata tra le migliori in termini di risultati, capace di raggiungere il 14esimo posto tra le 80 società italiane del settore, con 115 dipendenti e 24 filiali in 11 regioni, dando lavoro mediamente ogni giorno a 3800 lavoratori per 840 aziende clienti.
«Abbiamo comunque dato mandato ai nostri avvocati – precisa il direttore generale De Vincentiis – di preservare il buon nome e la reputazione commerciale di Humangest da ogni possibile tentativo di speculazione e strumentalizzazione».

14/07/2008 11.54








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IDV ESCE DALLA MAGGIORANZA: «SI VADA A VOTARE SUBITO»


Dopo l'arresto del presidente Del Turco e il futuro incerto della giunta regionale c'è stata già una prima reazione. L'Italia dei Valori ha deciso l'immediata uscita dalla giunta regionale, riconsegnando la delega dell'assessore Augusto Di Stanislao.

Non hanno aspettato nemmeno di sentire le motivazioni dell'arresto, che arriveranno questo pomeriggio alle 16.30 da parte del procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi.
L'Italia dei Valori è fuori dalla giunta. Lo ha comunicato questa mattina il capogruppo Alfonso Mascitelli in conferenza stampa.
Mascitelli ha parlato anche della «necessita' immediata di tornare alle urne. Gli abruzzesi - ha aggiunto - hanno il diritto sacrosanto di decidere una nuova classe dirigente in tempi brevi».
Subito, quindi, le elezioni anticipate.
Mascitelli ha spiegato di aver dato incarico al capogruppo di cominciare ad elaborare una mozione da sottoporre al consiglio regionale per decretarne lo scioglimento attraverso la sfiducia.
L'Idv spera, però, nelle dimissioni «spontanee' del presidente Del Turco, vista la gravita' del momento».
Mascitelli ha annunciato che ai prossimi appuntamenti l'Idv «non farà sconti a nessuno, e la questione morale a questo punto torna al primo posto».

14/07/2008 14.23








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L'ASSESSORE REGIONALE MURA (PRC) SI E' DIMESSA

«L'assessore Betti Mura, seppur completamente estranea alle indagini della magistratura, ha ritenuto opportuno rimettere il suo mandato al Partito per le opportune valutazioni politiche».
Queste le poche parole che Marco Gelmini, segretario regionale di Rifondazione ha affidato ad un comunicato stampa.
E' ovvio che ormai anche la crisi politica è alle porte. L'assessore Mura, che nei giorni scorsi è passata dal settore Cultura a quello Lavoro nell'ambito del rimpasto Del Turco, ha deciso di prendere le distanze. La stessa Mura era tra i pochi assessori che non votò la delibera tanto contestata della Deutch Bank che costò l'avviso di garanzia per il governatore e 7 assessori.
Rifondazione Comunista, fa sapere sempre Gelmini, domani mattina terrà una conferenza stampa alle ore 12 presso la sede della Regione Abruzzo in viale Bovio e mercoledì riunirà il suo organismo dirigente per fare le conseguenti scelte di valutazione politica per il futuro.
Da Maurizio Acerbo, invece, arriva la richiesta di commissariare il Pd abruzzese.
«Non mi unisco al coro di solidarietà nei confronti degli arrestati della politica regionale abruzzese», ha detto l'ex deputato di Rifondazione.
«Difficilmente questi possono apparire nel ruolo di martiri. Come prevedibile il coro è bipartisan, come trasversale è stato l'intreccio politica-affari nella sanità abruzzese, come trasversale è la tendenza a oscurare l'emergenza corruzione nel ceto politico nazionale».
«E' emblematico», continua Acerbo nella sua nota, «che i provvedimenti della magistratura abbiano raggiunto l'ex-assessore regionale alla Sanità di Forza Italia e i suoi attuali vertici regionali».
Rifondazione Comunista «può con orgoglio affermare di aver sempre denunciato l'irregolarità delle operazioni di pagamento non dovuto alle cliniche private. Lo abbiamo fatto negli anni della giunta di centrodestra e negli anni del centrosinistra. Non è un caso che il nostro rappresentante in giunta non abbia votato la cartolarizzazione, non è un caso che il nostro partito abbia presentato esposti alle procure abruzzesi. Certo, le prime rivelazioni dell'inchiesta vanno oltre le nostre più pessimistiche previsioni».

COMMISSARIARE IL PD

E Acerbo rincara la dose e chiede il commissariamento del Partito Democratico.
«Dall'inchiesta che ha condotto all'arresto del sindaco e di quasi tutto il centrosinistra di Montesilvano per la Tangentopoli edilizia a quelle relative al cosiddetto partito dell'acqua, che coinvolgono il neoassessore regionale Donato Di Matteo e l'ex – deputato Giorgio D'Ambrosio fino a quella relativa al sindaco di Pescara e segretario regionale del PD. La gran parte delle materie su cui la magistratura ha aperto filoni di indagini sono state oggetto di forti scontri tra Rifondazione Comunista e il PD. Si pone per noi sempre più il tema dell'impossibilità di condividere esperienze unitarie con forze politiche così fortemente caratterizzate dall'insensibilità per la questione morale come diventa assordante il silenzio del PD nazionale su quello che accade nel feudo di Franco Marini. Consiglio all'onorevole Walter Veltroni di esaminare l'opportunità di commissariare il PD abruzzese e avviare la ricostruzione di una classe dirigente meno affetta da propensioni affaristiche».


14/07/2008 21.24