Un mare di debiti per i Comuni abruzzesi. Pescara sfiora i 1.500 euro pro capite

Alessandro Biancardi

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Un mare di debiti per i Comuni abruzzesi. Pescara sfiora i 1.500 euro pro capite
ABRUZZO. Pescara è la città più indebitata di tutta la Regione. Seguono Teramo, Chieti (dati del 2005). Un punto interrogativo per il capoluogo di regione i cui dati non sono disponibili. D’ANGELO: «I NOSTRI CONTI SONO A POSTO» PESCARA IN COMUNE: «E’ ALLARME ROSSO»
Se per L'Aquila non c'è modo di conoscere l'entità dell'indebitamento per Pescara arriva invece una brutta notizia.
Le cose non vanno proprio bene nel capoluogo adriatico che, secondo la graduatoria dei debiti delle città italiane riportata ieri sulle pagine del Sole 24 ore e aggiornate al 31 dicembre del 2006, è la provincia con maggiori problemi economici.
23° città d'Italia più dissestata, avrebbe un buco pari a 173 milioni di euro con un incremento, misurato negli ultimi 10 anni, del 321,7%.
In rapporto alle entrate annuali, l'indebitamento raggiunge il 104% mentre il debito pro capite che grava su ogni cittadino pescarese ammonta a 1.413 euro. Tutti numeri che il Comune conosce bene in quanto la rielaborazione del quotidiano economico è stata fatta sui certificati consuntivi delle amministrazioni cittadine.
Al secondo posto nella classifica regionale e al 33° di quella nazionale, si colloca Teramo il cui deficit ammonta a circa 65 milioni di euro, con una incidenza sulle entrate del 73,5%.
Anche qui, con il passare degli anni l'incremento è stato
elevatissimo: 226,4% per un debito pro capite che arriva a 1.226 euro.
Terza posizione per Chieti (50° nazionale): 55 milioni di euro di debito (su dati del 2005) con un incremento negli ultimi dieci anni del 130,9% e un debito pro capire di 992 euro.

08/07/2008 10.56

D'ANGELO: «I NOSTRI CONTI SONO A POSTO»

«La presenza di Pescara al 23° posto nella classifica del Sole 24 ore relativa all'indebitamento delle città capoluogo non è un dato allarmante». Questo il commento dell'assessore al Bilancio Camillo D'Angelo. «L'indebitamento della città è nei parametri», assicura ancora il vice sindaco, «e non sottopone la comunità ad alcun rischio, considerato che l'ente ha la solvibilità per fare fronte a tutti gli impegni presi in sede di bilancio».
D'Angelo spiega inoltre che l'indebitamento è il dato relativo «all'accensione di mutui i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti e non ha pesato sulle tasche dei cittadini, in quanto non ha avuto come effetto l'aumento delle tasse, questo anche grazie ad una politica di razionalizzazione delle risorse che ci ha consentito la corretta gestione delle attività in corso».
Gestione che ci è stata ulteriormente certificata «dalla Corte dei Conti con un'apposita delibera adottata dalla sezione regionale di controllo lo scorso 18 marzo 2008».
D'Angelo parla apertamente di «una produttività sana» che «viene segnalata anche da un dato importantissimo e non trascurabile, che è quello della realizzazione di oltre 420 opere che sono state iniziate e concluse senza contenziosi, anche quando abbiamo dovuto affrontare margini di manovra molto ristretti, portati dalla necessità di rispettare il patto di stabilità e i relativi parametri».
Il vice sindaco chiude assicurando di aver «prodotto risorse che sono servite ad abbellire la città e a farla crescere, che hanno “qualificato” la spesa. Non capita in nessun Comune d'Italia che in 5 anni si portino a termine oltre 400 opere con un iter completo».
08/07/2008 16.34


PESCARA IN COMUNE: «E' ALLARME ROSSO»

«Noi l'avevamo denunciato già sotto campagna elettorale: la situazione debitoria del comune di Pescara diventa sempre più insostenibile».
Questo il commento dell'associazione “Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo”.
«Il debito che grava», continuano, «sulle spalle dei cittadini pescaresi è di quasi 1500 euro, con un aumento in 10 anni del 321%. E questo a fronte di una qualità della vita decisamente scadente. Lo stesso quotidiano qualche mese fa ci riferiva di una Pescara che si piazza al 96° posto su 103 Comuni italiani in quanto a spesa per il sociale. Sorvoliamo sulla qualità dell'aria e dell'acqua: il livello d'inquinamento dell'aria cittadina è sempre molto alto, e per l'acqua la situazione è ancora critica. Quindi i cittadini pescaresi si ritrovano, a fronte di un debito tra i più alti d'Italia, con servizi e una qualità della vita tra i peggiori d'Italia».
E ancora una volta l'associazione torna a chiedere le dimissioni del sindaco D'Alfonso, anche in considerazione dell'ultimo avviso di garanzia.
09/07/2008 9.11