Scandalo Ial, «noi della Cisl vogliamo la verità»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «In tutta questa grave vicenda anche lo Ial Cisl è parte lesa». Così la segreteria federale Cisl torna a parlare della maxi inchiesta che la coinvolge direttamente. Una inchiesta ancora lunga ma che ha al suo attivo una grandissima mole di documentazione da valutare. Ma in questo scenario le cose possono solo peggiorare...
Vittime, ma di chi? Anche su questo le idee sembrano chiare: «siamo vittime di chi, operando in modo non trasparente, ha causato gravi danni all'Istituto, ai dipendenti, agli utenti del servizio nonché all'immagine della Cisl stessa».
Un buco da 30 milioni di euro non può essersi fatto da solo ma il sindacato sottolinea per l'ennesima volta che «appena si è avuto sentore, alla fine del 2006, della gravità della situazione debitoria che si era creata, sono stati immediatamente rimossi gli amministratori ed è stato commissariato l'Istituto per tentare il risanamento e per verificare se esistessero possibilità, in tutto o in parte, di salvataggio».
Un tentativo fallito perché ormai la voragine dei conti era aumentata a dismisura. Una montagna di soldi pubblici finiti chissà dove, per auto di lusso, mobili e quant'altro. Soldi che dovevano formare giovani disoccupati ma che per un destino beffardo ha portato sul lastrico anche quei dipendenti che un lavoro già lo avevano.
Poi ci si è rivolti anche alla magistratura: «già dal giugno 2007 è stato presentato dallo Ial, prima di ogni altro, un esposto alla Procura della Repubblica di Pescara affinché la Magistratura svolgesse tutte le indagini necessarie ad accertare e colpire ogni responsabilità. Successivamente lo Ial ha garantito piena collaborazione all'attività della Magistratura».
Poi, parallelamente all'indagine giudiziaria le cose per l'Istituto sono peggiorate tanto che, «dimostrata l'impossibilità di proseguire l'attività lo Ial Abruzzo ha avviato la procedura di liquidazione, salvaguardando, con i necessari accordi, tutte le competenze arretrate ai dipendenti, la possibilità di ottenere gli ammortizzatori sociali e gli incentivi per il reimpiego».
Adesso è proprio il sindacato che spera che la verità venga tutta a galla, senza macchie, per ristabilire le cose: «dopo le gravi affermazioni apparse sulla stampa, la Cisl è fortemente interessata che la Magistratura, del cui operato ha piena fiducia, completi l'istruttoria e arrivi alla piena identificazione delle responsabilità».


07/07/2008 14.05

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