Consulenze esterne, «chi non le comunica non potrà più richiederle»

Alessandro Biancardi

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CONSULENZE D’ABRUZZO. ABRUZZO. Lo avevamo scritto quando avevamo analizzato, ente per ente, le consulenze esterne delle pubbliche amministrazioni: all’appello ne mancavano tantissime.    

CONSULENZE D'ABRUZZO. ABRUZZO. Lo avevamo scritto quando avevamo analizzato, ente per ente, le consulenze esterne delle pubbliche amministrazioni: all'appello ne mancavano tantissime.


 


 



Dal ministero dell'Innovazione arriva la conferma: «gli elenchi pubblicati, relativi alle consulenze del 2006, riguardano solo il 45% delle pubbliche amministrazioni». Manca all'appello il restante 55%.
Pertanto se il totale delle consulenze già pubblicate a livello nazionale ammonta a 263.089 incarichi per un totale di 1.287.894.854,25 di euro «si può ragionevolmente ipotizzare», scrive il ministero, «che il numero di consulenze e gli importi possano essere raddoppiati».

Si può quindi stimare che esistano circa 500.000 incarichi in tutta Italia per una spesa totale di oltre 2.500.000.000,00 di euro.
Ma qual è la situazione in Abruzzo? Spulciando tra le consulenze dichiarate si arriva a 16 milioni di euro (precisamente 16.131.106,06) spesi solo nel 2006 in consulenti e collaboratori esterni di tutte le amministrazioni pubbliche o che utilizzano fondi pubblici per pagare gli emolumenti.
Per quanto riguarda le Province manca all'appello solo Teramo.
Per le città capoluogo, come avevamo già segnalato, mancano Pescara e Teramo. Una miriade, invece i comuni medio grandi che mancano all'appello. Tra questi spiccano Ortona, Montesilvano, Francavilla, Giulianova, Guardiagrele, Popoli, Roccaraso, Silvi, Vasto. E tra i più piccoli non ci sono neppure Abbateggio, Aielli, Altino, Anversa degli Abruzzi, Arielli, Ateleta, Atessa, Atri, Barrea, Bellante, Bolognano, Bomba, Brittoli, Canistro, Campli, Campo di Giove, Cappelle sul Tavo, Carapelle Calvisio, Carunchio, Casalincontrada, Casoli, Castelguidone, Cellino Attanasio, Civitella del Tronto, Civitella Messer Raimondo, Colledara, Corfinio, Crecchio, Elice, Fara San Martino, Farindola, Filetto, Fraine, Frisa, Gissi, Introdacqua, Isola del Gran Sasso, Lettomanoppello, Martinsicuro, Miglianico, Montebello di Bertona, Montebello sul Sangro, Montorio al Vomano, Mosciano Sant'Angelo, Mozzagrogna, Navelli, Nocciano, Notaresco, Ofena, Ortona dei Marsi, Pacentro, Pescasseroli,
La mancata comunicazione può essere dovuta a non conferimento di incarichi di consulenza o collaborazione. Ma se i documenti non sono arrivati al Ministero si può parlare anche di «omessa dichiarazione» con modalità non conformi alla circolare n.198 del 31 maggio 2001 che prevede come modalità esclusiva di trasmissione quella telematica al fine di uniformare i dati.
In ogni caso il comma 15 dell'art. 53 del Dlgs 165/01 prevede che «le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi da 11 a 14 non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono».
Probabilmente molti dei piccolissimi comuni dell'Abruzzo potrebbero non aver mai contattato professionisti esterni per incarichi particolari. Più difficile, questa teoria, per i comuni più grandi e per la Provincia di Teramo.

[url=http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/incarichi/PDF_inadempienti/COMUNI_INADEMPIENTI.pdf ]GUARDA IL FILE COMPLETO[/url]

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=BRUNETTA&action=results]TUTTE LE CONSULENZE D'ABRUZZO[/url]

05/07/2008 12.07