Petrolio, nuove concessioni per l'estrazione. Mobilitati comuni e parlamentari

Alessandro Biancardi

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Petrolio, nuove concessioni per l'estrazione. Mobilitati comuni e parlamentari
PESCARA. Si è svolto nel pomeriggio di ieri al Comune di Pescara, un incontro organizzato dal comitato Natura Verde sull'insediamento del centro Olii in contrada Feudo a Ortona. Intanto a San Vito l'Arta effettua controlli dopo lo smantellamento delle piattaforme.
All'incontro hanno partecipato il sindaco Luciano D'Alfonso, il senatore Giovanni Legnini, gli onorevoli Lanfranco Tenaglia, ministro dell'ambiente del "governo ombra", Vittoria D'Incecco, alcuni consiglieri regionali e i rappresentanti del Comitato Nino Di Bucchianico e Amedeo D'Addario, nonché politici e anche molti cittadini del comune di Tollo e associazioni ambientaliste.
L'incontro è nato dalla preoccupazione sollevata dal Comitato Natura Verde, a fronte della concessione, tre giorni fa, di 9 nuove autorizzazioni alla ricerca petrolifera ed estrazione da parte del Ministero entro appena 2.500 km quadrati a mare, cifre che fanno dell'Abruzzo la Regione a più alta concentrazione di pozzi di tutta la penisola.
Si è anche fatto il punto sulla situazione legata all'insediamento del Centro Olii, contro il quale si è ribadito un deciso no da parte dei convenuti e a mettere in cantiere iniziative parlamentari e regionali bipartisan, che uniranno centrosinistra e centrodestra in un unico fronte a tutela dell'ambiente e del territorio regionale.
L'onorevole Tenaglia si farà promotore dell'iniziativa parlamentare che vedrà coinvolto anche il centrodestra per bloccare le concessioni alla ricerca ed estrazione di sostanze petrolifere, al largo della costa teatina e pescarese ne sono state autorizzate ben 9 nelle ultime settimane. Si parla di un'interpellanza alla Camera e di iniziative che dovranno tradursi in azioni concrete.
Il senatore Legnini ha assicurato l'adesione a ogni tipo di iniziativa parlamentare, aprendo anche un'altra via, quella di verificare se ci sono spazi ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione per rafforzare i vincoli relativi alla ricerca di idrocarburi, nonché di verificare anche la possibilità di far decollare i due parchi della costa teatina e Torre di Cerrano già previsti dalla legge del 2001.
Sul fronte legislativo regionale, il consigliere del Pd Camillo D'Alessandro ha annunciato che sono al vaglio della seconda Commissione regionale il progetto le modifiche alla legge regionale che ha bloccato il centro Olii, modifiche che integreranno il testo del divieto di insediamenti alle sole attività petrolchimiche, petrolifere e nucleari, rendendo dunque libere le altre tipologie di attività, limite della legge attuale.
I comuni presenti, Pescara in primis, sosterranno in ogni modo le iniziative decise. Il sindaco D'Alfonso ha annunciato che d'intesa con la Regione, sottoscriverà una nota tecnica sulla situazione e sulle nuove concessioni e la invierà al Ministero per l'Ambiente.
I rappresentanti del Comitato hanno ribadito la propria disponibilità a supportare con ricerche, dati e documentazione, ogni tipo di azione che verrà intrapresa nei vari livelli istituzionali che si sono impegnati a fronte dell'incontro di oggi.
«Non si può far finta di niente od ignorare il problema», ha detto Nino Di Bucchianico del comitato di cittadini, «quando , secondo i dati del ministero dello sviluppo economico più del 35% del territorio abruzzese è interessato da presenti e future attività petrolifere , e trattare questi procedimenti alla stregua di rilascio di concessione edilizia di un box».
A breve sono previste nuove piattaforme sotto costa a 5,7 km dalla riva. I permessi di ricerca in mare sono stati accordati alla società Petroceltic, per un totale di circa 2600 km quadrati.
«Da Martinsicuro a Pescara , Francavilla fino a Vasto violeranno il nostro mare e la nostra costa», ha continuato Di Bucchianico.

I CONTROLLI DELL'ARTA NEI PRESSI DELLE EX PIATTAFORME DI SAN VITO

Sono scattati l'altro ieri i controlli dell'Arta nei pressi delle piattaforme di San Vito smantellate come da ordinanza. Nella zona sono visibili oggi solo tre pali che fuoriescono per alcuni metri dal pelo dell'acqua. La motonave Ermione in forze all'Arta si è recata nell'area di mare interdetta alla navigazione per motivi di sicurezza ed ha effettuato diversi prelievi.
«Ci siamo mossi in seguito alla richiesta formale della Provincia di Chieti», ha spiegato il direttore generale Arta Gaetano Basti, «ed anche perché l'opinione pubblica ha chiesto risposte certe sull'argomento».
Nella zona sono stati effettuati tre tipi di prelievi: quello della colonna d'acqua che mira a valutare la composizione dell'acqua marina nei pressi delle ex piattaforme; quello del fitoplancton per valutare la "vitalità" e dunque l'impatto della attività di estrazione; infine sono stati prelevati campioni di sabbia dal fondo dove sarebbero stati trovati contenuti limacciosi intorno al foro di estrazione.
I risultati dettagliati della analisi saranno disponibili tra qualche giorno ma sembra che non vi siano elementi di particolare allarme.
Pare che nella zona non siano stati trovati elementi che possano far pensare ad un inquinamento diffuso.
Si ricorderà come alcune settimane fa furono trovate ampie chiazze di catrame sulla spiaggia antistante le piattaforme, un fenomeno, si disse, assolutamente nuovo, che molti ambientalisti misero in relazione con le operazioni di estrazioni poco distanti.
Tuttavia sembra ci siano pochissime possibilità di scoprire con le analisi dell'Arta una relazione certa tra quei fenomeni e le piattaforme smantellate.
Potrebbe essere impossibile anche appurare se qualche cosa sia andato storto per esempio durante le operazione di trasbordo del greggio estratto.

05/07/2008 9.24