Il futuro della Regione nel forum dei giovani imprenditori

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Mettere in gioco competenze ed eccellenze produttive del territorio regionale e scommettere sui buoni localismi per competere e crescere.
È il nuovo modello di sviluppo ed innovazione messo a fuoco dal I° Forum regionale sul “Progetto Koinè”, “Abruzzo Città/Regione.
Da anacronistici campanilismi a virtuosi localismi”, svoltosi questa mattina a Sulmona presso il Caffè del Teatro e realizzato dai giovani imprenditori di Confindustria Abruzzo.
La mattinata di lavori ha chiamato a raccolta rappresentanti regionali del mondo produttivo, commerciale, politico, sindacale, culturale e dell'associazionismo. Obiettivo di questo primo incontro, tracciare un percorso collettivo per uscire da formule anacronistiche di gestione del territorio e lanciarsi nella modernità.
Una sfida lanciata in apertura da Fabio Spinosa Pingue, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Abruzzo e promotore del Forum.
«L'idea del progetto è quella di fare rete e condividere, assieme ad altre realtà giovanili della complessa società abruzzese, progetti nuovi in un'era della globalizzazione che sta letteralmente stravolgendo tutta una serie di regole e di comportamenti, che dobbiamo necessariamente rivedere se vogliamo continuare a competere ad armi pari con le altre realtà del mondo».
Cambiare passo attraverso sinergie ed alleanze tra le eccellenze del nostro territorio, perché «nell'era della globalizzazione- ha detto Pingue- la qualità è importante, ma non basta».
La strada, dunque, è contaminare la società abruzzese attraverso una fase nuova di progettualità che, dall'imprenditoria alla politica, spinga a ridisegnare l'Abruzzo come un unicum.
«Con una regione di appena un milione e trecentomila abitanti, non possiamo più permetterci quella fiumana di enti e sub-enti comprensoriali e territoriali, che hanno l'unico effetto di creare disfunzioni e di appesantire la macchina pubblica».
Parola d'ordine è, allora, fondere, accorpare, unire, in un Abruzzo diventato la “Regione dei duplicati”, con 305 comuni, 22 ospedali, 19 comunità montane, 7 consorzi industriali.
Un indirizzo da imboccare senza guardarsi indietro e puntando su politiche attrattive del nostro territorio.
«Oltre alla risoluzione di problemi che stanno caratterizzando questa regione, debito regionale in testa, -ha detto Fabio Frullo, segretario regionale Uil- Funzione Pubblica- occorre mettere in moto politiche di riforma del sistema territoriale Abruzzo, ma soprattutto fare delle politiche attrattive nei confronti di un territorio, dove le aree montane soffrono più della costa».
Il riferimento è a smuovere le grandi aziende e spingerle ad investire nella nostra regione.
Ma è il mondo amministrativo a dover fare il giro di boa, soprattutto nel modo di rapportarsi con le imprese.
«Quella che stiamo affrontando è una sfida molto difficile», ha detto Emilio Della Cagna, Presidente Giovani Commercialisti Abruzzo, «in quanto oggi ci scontriamo con una vita reale economica fatta di innovazione e rapidità e ci confrontiamo con una pubblica amministrazione che vive, secondo noi, una realtà con ritmi un po' obsoleti».
La ricetta per invertire la rotta è una sola: localismi sì, ma solo se si evita la moltiplicazioni di enti piccoli e piccolissimi che rischiano di affaticare il sistema di sviluppo.

Angela Di Giorgio 05/07/2008 8.22