Errori medici, in 2 anni spesi 14 mln. Gutenberg: «rivedere rapporto con Broker»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un lavoro ben fatto, quello della Gutenberg- sicurezza in sanità, per dare alla regione Abruzzo un quadro del Rischio clinico, puntando la lente soprattutto sull'aspetto assicurativo. Ben fatto, dicevamo, anche se limitato alle Asl di Avezzano, Chieti, L'Aquila e Pescara e costruito sui dati forniti da Mediass spa, il Broker assicurativo che lavora con queste quattro aziende. GESTIONE RISCHIO CLINICO, L’INTERROGAZIONE
Eppure questo lavoro è stranamente ignorato dalla Regione, oltre che tenuto segreto. Incredibile: prima si pagano 336 mila euro per il progetto finanziato e poi i risultati della ricerca vengono dimenticati completamente e tenuti in archivio senza farne tesoro o farli conoscere.
E' di questi giorni infatti la notizia che l'assessorato alla Sanità sta preparando una gara d'appalto per individuare un Broker assicurativo, quando Gutenberg ha scritto chiaramente – e la posizione è stata ripresa con una certa evidenza dal Sole 24 ore – che sarebbe meglio rivedere il rapporto con questo intermediario dell'assicurazione.
«La nostra proposta – spiega Vasco Giannotti, presidente di Gutenberg – è frutto di uno studio molto articolato. La materia assicurativa sugli errori medici è molto delicata e secondo noi non è giusto affidarla solo al Broker, con il rischio di deresponabilizzare le Asl».
Pensate che il Broker debba essere bypassato per un contatto diretto con le Compagnie di assicurazione oppure proponete che le Asl debbono gestire in proprio i risarcimenti, quasi autoassicurandosi? «Così come è adesso, il problema non può essere gestito in proprio – continua Giannotti – in Abruzzo le Asl non sono ancora attrezzate per gestire il rischio clinico. Si tratta di governare l'intero processo dall'errore al risarcimento, conoscere i dati, i flussi dei risarcimenti e tanto altro ancora. Però è sicuro che dai dati raccolti con la nostra ricerca, e pubblicati dal Sole 24 ore, un margine interessante di risparmio c'è. A Viterbo, per esempio, la Asl ha ricontrattato l'assicurazione e con le stesse condizioni ha avuto un risparmio del 30%».
Senza dire che alcune Asl di Roma e Frosinone stanno pensando ad autoassicurarsi.
Ma è presto per parlarne. Un fatto è certo: «senza dati e senza studio delle realtà delle singole Asl è difficile fornire una ricetta buona per tutte le situazioni. In Abruzzo vi abbiamo fornito un quadro molto completo. Sta a voi utilizzarlo».
“Possibili risparmi dal 20 al 60%” titolava infatti il Sole 24 ore del novembre 2007, riportando l'analisi di Gutenberg sulle polizze assicurative abruzzesi. E per le sole 4 Asl dello studio, il risparmio nei premi arriverebbe – alle stesse condizioni - quasi a 3 milioni di euro. Mentre il ruolo del Broker dovrebbe rimanere quello del consulente soltanto, essendo auspicabile, conclude Gutenberg, che ogni singola Asl possa riappropriarsi della responsabilità e della gestione del rischio clinico.

L'ASL DI TERAMO APPROVA IL “PIANO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO”


Condivide questa posizione il “Piano aziendale per la gestione del rischio clinico 2008-2010”, a cura della direzione sanitaria della Asl di Teramo, appena approvato dal manager Mario Molinari. In Abruzzo, tra il 2002 ed il 2004, ci sono stati 1.109 sinistri e sono stati versati 14 milioni e 245 mila euro di premi assicurativi (dati del Ministero della salute). Quasi 30 miliardi delle vecchie lire, che pesano sui bilanci della sanità: una spesa che potrebbe essere sicuramente diminuita, se si adottassero gli interventi suggeriti dalla teoria di Reason (come scrive il Piano di Teramo): utilizzando l'immagine del formaggio groviera, se il rischio medico si trasforma in danno, è perché l'organizzazione sanitaria presenta “buchi”, cioè più carenze strutturali, organizzative e professionali che andrebbero colmate.
«In questo modo l'errore diventa occasione di apprendimento, passando dalla visione dell'errore centrata su chi lo compie ad una visione di sistema», scrive sempre la Asl di Teramo. Il suggerimento pratico, scrive questo Piano, è che la gestione dell'errore medico non dev'essere delegata solo all'Assicurazione. Come sosteneva appunto la ricerca di Gutenberg.

I DATI NASCOSTI DEGLI ERRORI MEDICI AD AVEZZANO


I dati sugli errori medici della Asl Avezzano-Sulmona sono finalmente noti, nonostante tutte le invenzioni e gli scaricabarile della Direzione sanitaria inadempiente a tutt'oggi, nonostante le promesse e gli impegni solenni. I dati nascosti si trovano, con tanto di grafici e tabelline riassuntive dal 1999 a tutto il 2006, sulla pubblicazione che Gutenberg ha prodotto a fine progetto.
Dal 1999 al 2006 sono 328 i sinistri (errori medici) denunciati. Di questi, 105 sono stati definiti, 119 sono in trattativa e 104 sono risultati senza seguito. Costo annuale 713.896 mila euro, con una media di 28 sinistri/anno. Il costo totale complessivo per la Asl è di 5.624.553 euro, per sinistri ancora aperti (riservati) e 2.260.119 per sinistri definiti (i 105 errori medici saldati con un costo medio di 21.525 euro). Un costo in linea con quello delle altre Asl, per cui diventa sempre più incomprensibile il comportamento della Asl marsicana, maglia nera fino ad oggi per la trasparenza.

A LANCIANO-VASTO 310 SINISTRI IN 44 ANNI


Arrivano finalmente i dati sugli errori medici della Asl Lanciano Vasto. Ma il ritardo è compensato ampiamente dall'abbondanza e dalla precisione dei dati ricostruiti dal Cogeri, comitato gestione rischi istituito nel febbraio 2006. Da allora è stato avviato un nuovo modo di gestire gli errori medici, in parte sottraendolo all'assicurazione, la quale – per assurdo - potrebbe trarre vantaggio dall'aumento e non dalla diminuzione dei sinistri.
L'esatto contrario di quello che interessa alla Asl, cioè diminuire gli errori per realizzare la “buona sanità” e per risparmiare sui premi assicurativi.
Nella ricostruzione dei dati dal 1963 al 2007 (quarantaquattro anni), i sinistri sono stati 310: Ospedale di Lanciano, 145 denunce (47,60%), Ospedale di Vasto105 casi (33%), seguiti dal presidio di Atessa con 38 casi (13%), Casoli e Gissi con 12 e 11 denunce rispettivamente. I reparti maggiormente chiamati in causa, sono le “ben note” ortopedia (96 denunce), chirurgia (65 casi), pronto soccorso (42 casi) e ginecologia (43 casi), in linea con la media nazionale.
Dal 2003 al 2007 i casi sono stati 71, con 42 pratiche nel 2007, pari all'1% dei ricoveri, in leggera flessione rispetto al passato. Ciò anche per merito dell'attività del Cogeri che ha redatto una mappa del rischio, per reparti e per singola struttura. Il rilievo dei casi di ‘malpractice' e per i quali non sono state evidenziate colpe professionali mediche, ha portato ad ampliare la lista degli “eventi avversi” e degli “eventi sentinella”, spie di criticità del ‘sistema' sanitario. I casi denunciati dall'utenza e configuranti realmente una situazione di incongrua condotta professionale medica sono serviti a progettare una strategia di “mitigazione dei rischi”, con ideazione di un “piano di intervento per la riduzione del rischio nell'attività sanitaria”.
Sebastiano Calella
01/07/2008 8.40

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=gutenberg&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SU GUTENBERG[/url]
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GESTIONE RISCHIO CLINICO, L'INTERROGAZIONE


L'AQUILA. Quante sono le vertenze a tutt'oggi pendenti, di natura sia giudiziale che stragiudiziale, a seguito di richieste di risarcimento avanzate nei confronti del Servizio Sanitario Regionale?
È quanto chiedono in un'interrogazione all'assessore alla sanità i consiglieri regionali Maria Rosaria La Morgia e Angelo Orlando.
«Premesso che gli interventi delle associazioni dei consumatori, dei sindacati e dei mass media, riguardo i livelli di sicurezza delle prestazioni sanitarie - si legge nel documento - denotano la crescente attenzione dell'opinione pubblica nei confronti di una problematica che, se non prontamente gestita, rischia di minare alla base la fiducia dei cittadini verso l'intero Servizio sanitario nazionale, oltre a produrre un consistente aumento della spesa sanitaria in conseguenza degli elevati costi assicurativi».
I consiglieri regionali intendono inoltre sapere «quali Aziende sanitarie, e per quali motivi, risultano inadempienti rispetto alle previsioni della delibera di G.R. n. 1440/2006; lo stato di realizzazione del progetto denominato "Patient file" di cui al Piano sanitario regionale 2008-2010; il numero, la tipologia ed il costo degli interventi di formazione per il "risk management" attuati dalle ASL, nel corso dell'ultimo triennio e l'ammontare dei premi complessivamente liquidati dalla Regione, annualmente, in favore delle compagnie assicurative contrattualmente impegnate a prestare garanzia per i sinistri occorsi nelle strutture ospedaliere e sanitarie».
01/07/2008 13.24