Errori medici. Gutenberg, nell’era Domenici si usava così

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2228

Errori medici. Gutenberg, nell’era Domenici si usava così
ABRUZZO. Che ci azzecca una società privata – e per di più toscana - nella formazione del personale Asl (sanitario ed amministrativo) sul rischio clinico? La domanda sorge spontanea nel quadro contrastante delle iniziative regionali per limitare il fenomeno degli errori medici. COSA E' CAMBIATO CON LA GESTIONE MAZZOCCA
Negli ultimi anni infatti si sono scontrate due visioni diametralmente opposte di politica sanitaria: l'assessore Vito Domenici, Forza Italia, ha privilegiato il ricorso a società esterne private per “formare” il personale sanitario e amministrativo pubblico; l'assessore Bernardo Mazzocca, già Margherita ora PD, ha utilizzato l'Agenzia sanitaria per dare la sveglia alle Asl.
Ma se l'attività recente dell'Assessorato è conosciuta, le scelte precedenti sono meno note e meritano un approfondimento.
La madre di tutte le delibere è la 310 della Giunta di centrodestra del 14 marzo 2005, pochi giorni prima della tornata elettorale che decretò la vittoria del centrosinistra.
Oggetto: “Progetto obiettivo di interesse regionale per il Risk management nelle Asl abruzzesi – Gutenberg sicurezza in sanità – Istituto superiore di Sanità”.
Costo 336.000 euro, per la proposta della società Gutenberg srl-sicurezza in sanità di Arezzo, da realizzare in Abruzzo, con la Asl dell'Aquila capofila del progetto anche per le altre aziende.
Una delibera lampo: il Progetto arrivò alla Direzione sanità il 24 febbraio e 20 giorni dopo il finanziamento era già stato approvato da una Giunta presieduta dallo stesso Domenici (presenti Amicone, Castiglione, Di Fonzo, Orsini, Sabatini e Sciarretta) vista «la convenzione del 4 febbraio tra Gutenberg e l'Agenzia sanitaria della Regione Lazio e la successiva dichiarazione della stessa Agenzia, in data 28 febbraio, che questa società “è destinataria di specifiche e qualificate linee progettuali anche di elevata complessità”».
Insomma la Gutenberg (si scrive con la n) possiede «un'elevata specificità tecnica e scientifica nel settore del Risk management».
Il che sarà senz'altro vero e per questo avrà convinto l'assessore dell'epoca.
Resta però il fatto che la società, interpellata, si mette oggi sotto l'ombrello protettivo dell'Istituto superiore di sanità e dichiara: «Siamo il braccio operativo dell'ISS, con cui operiamo in convenzione, tanto che stiamo partendo con un progetto nel Lazio e poi in Sardegna, sempre nel settore del rischio clinico».
Così la società fornisce il programma dei due interventi formativi ed un articolo del Sole24ore che riguarda i risultati dell'analisi delle polizze Asl, analisi facente parte del progetto.
A sorpresa, dunque, il progetto sarebbe stato «operato dall'ISS in partnership con Gutenberg», a differenza di quanto si capisce dalla delibera e cioè che operava e incassava Gutenberg, utilizzando anche esperti Istituto superiore della sanità.
Stando comunque ai documenti, il progetto da 336 mila euro produsse solo due eventi: il primo si tenne il 3 ed il 6 marzo 2006 presso la Fondazione PescarAbruzzo, titolo: “Il risk management nella aziende sanitarie abruzzesi”, ed era indirizzato ai Direttori ed ai Dirigenti Asl.
Il secondo si svolse all'Aquila (15 settembre), a Pescara (29 settembre) e a Chieti (6 ottobre), con lo stesso titolo, ma indirizzato a Medici, Infermieri, Farmacisti e Amministrativi e con la partecipazione di 363 iscritti (132 L'Aquila, 109 Pescara, 122 Chieti).
Risultato del questionario di apprendimento: «hanno risposto correttamente il 22% a Pescara, il 94% all'Aquila, media complessiva 74%» (Chieti non c'è: forse aveva superato il 100%?).
Poco, tanto, utile, inutile?
Sono domande a cui è difficile dare risposte, visto che lo staff dei docenti era praticamente uguale e composto da esperti della Gutenberg e dell'Istituto superiore di sanità. In Abruzzo comunque questa società, cambiato l'assessore, non ha più avuto molto spazio. Certo la spesa di 336 mila euro non è poca cosa: come mai l'assessore dell'epoca non ha fatto ricorso a docenti locali?
Per esempio avrebbe potuto attingere alle tre Università abruzzesi (sia per gli aspetti sanitari che legali) che potevano dare un contenuto scientifico altrettanto valido e forse a costi inferiori. Si dirà: una scelta politica. Ma utilizzare un privato esterno al sistema, ha il sapore della colonizzazione da parte di Società ben sponsorizzate in un Abruzzo culturalmente depresso (anche se ha tre Atenei).

Sebastiano Calella 26/06/2008 11.02