Sanità:efficienza e qualità non servono, per risanare conta solo la "ragioneria"

Alessandro Biancardi

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Sanità:efficienza e qualità non servono, per risanare conta solo la "ragioneria"
ABRUZZO. Altro che Ospedale di Guardiagrele: meglio chiudere il SS. Annunziata di Chieti. E magari anche quello di Pescara. Così sarà più facile rispettare i numeri del Piano di risanamento. Per quanto paradossale, sembra questa l'unica linea che il Ministero potrebbe accettare, dopo che ha imposto un piano di rientro dal debito così rigido che più rigido non si può. ASL PESCARA, IL CENTRO ALZHEIMER VERSO LA CHIUSURA?


Di qui la lettera ultimatum del 29 maggio scorso da parte dell'assessore ai Manager per il rispetto dei tetti di spesa “inderogabili”.
Di qui anche l'incontro di giovedì pomeriggio in assessorato con i sindacati per cercare di uscire da questa situazione assurda che penalizza di più chi di più ha operato per il risparmio.
Ma c'è qualcosa che non torna nella logica che il governo Berlusconi vuole applicare. C'è qualcosa che sfugge se è vero che la riduzione della spesa non “produce punteggio” così come non vale e non serve il livello di qualità di un ospedale. Quello che conta sembrano essere solo i “numeri freddi” di una contabilità ragionieristica che non prevede la complessità della macchina sanitaria.
Calcolatrice alla mano facciamo l'esempio della Asl di Chieti, partendo dalla spesa per il personale, che è quella sotto accusa.
Sono 2500 i dipendenti in servizio, circa 250 in meno rispetto ad un minimo indispensabile per il funzionamento senza grossi problemi.
Il Piano di risanamento 2007-2009 prevede una spesa per il personale di 109 milioni e 841 mila euro per il primo anno: ne sono stati spesi 112 milioni, circa 3 milioni in più.
A Pescara su una previsione di 146 milioni c'è stato uno sforamento a 147,5.
L'obiettivo per il 2008, sempre a Chieti, è di 109 milioni e 255 mila, mentre la Asl prevede di spenderne 110.202: una differenza di 947 mila euro che la Regione non vuole assolutamente.
Per il 2009 il Piano di rientro prevede ancora una diminuzione a 108 milioni e 278 mila.
Se non si raggiungono questi obiettivi, scattano le sanzioni.
A nulla serve se la spesa farmaceutica diminuisce, così come altre voci importanti del Bilancio. Così come non serve che il 46% dei ricoveri di Chieti sia per mobilità attiva: cioè al SS. Annunziata ben 20.817 ricoveri sono di altre Asl: 9.911 da Pescara, 4.749 da Lanciano Vasto, 1.659 da Teramo, 794 da Avezzano, 129 dall'Aquila.
3.575 da altre Regioni, con impegno notevole per il personale medico ed infermieristico.
Non basta.
Anche i ricoveri sono diminuiti di 10 mila unità in tre anni: da 55.431 del 2005, ai 52.365 del 2006, ai 45.206 del 2007.
Inoltre è aumentato l'indice di complessità delle prestazioni, a dimostrazione dell'eccellenza dell'Ospedale di Chieti, che si traduce anche in un altro dato importante: in assoluto, il SS. Annunziata è l'Ospedale che ha il più alto indice di appropriatezza dei ricoveri.
E da ultimo un dato che è stupefacente: il costo per ricovero (riferito al 2006) è di 2.086 euro, a fronte di una media regionale di 2.524 che si ricava dai 3.097 euro di Lanciano, 2.790 di Avezzano, 2.693 di Teramo, 2.411 dell'Aquila e 2.307 di Pescara.
Insomma sembrerebbe una Asl virtuosa, quella di Chieti, che rischia però di essere pesantemente penalizzata.
Manca il personale, chiudono i servizi, i risparmi ci sono ed anche sensibili (vedi il miracolo della spesa farmaceutica), c'è la riduzione dei ricoveri, ma si sfora sul personale?
Si viene penalizzati ugualmente.
Commissario. Aumento dell'Irpef e dell'Irap. A casa tutti i precari, blocco del turnover, accorpamenti selvaggi dei reparti.
E magari portatevi medico e medicine da casa.
I sindacati ben conoscono come si è arrivati a questa crisi, dovuta alle scelte della gestione Conga che ha fatto perdere circa 1000 posti nella pianta organica, bloccando al 2004 la spesa storica per il personale, sulla quale sono stati fatti i conti successivi e per questo hanno già chiesto un incontro con il manager Maresca in sede locale.
Ma dopo l'esito dell'incontro in assessorato, i margini di manovra sono molto esigui, se non inesistenti.
«Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai»: così Antoine cantava a Sanremo nel 1967. Così forse pensa, 40 anni dopo, il manager Maresca, spesso criticato su singoli provvedimenti e per la sua incomunicabilità con la stampa. Oggi, con i numeri dalla sua parte, ci preoccupa la visione ragionieristica della sanità: un approccio molto rigido che non tiene conto del personale sfruttato e dei malati che rischiano una ridotta qualità dell'assistenza.


Sebastiano Calella 21/06/2008 11.46


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ASL PESCARA, IL CENTRO ALZHEIMER VERSO LA CHIUSURA?

PESCARA. Martedì scorso è stato sospeso il progetto obiettivo la "Sperimentazione Geriatrica nella Ausl di Pescara". «A pagarne le
conseguenze- evidenzia Donato Fioriti, presidente Cipas Abruzzo- saranno non solo pazienti e familiari, ma soprattutto il Centro Alzheimer, avviato a declino evidente e, forse , chiusura».
L'unica psicologa rimasta è attualmente in servizio come volontaria:
non è più remunerata. «Un vero peccato», dice Fioriti, «che una professionista competente e preparata, come la dottoressa Alberta Volpe, resti inutilizzata, dopo essersi perfezionata nella diagnosi e nel trattamento riabilitativo dei pazienti dementi e dopo aver prestato la sua opera sin dalla nascita del Centro Alzheimer, nel 2002».
La dottoressa è anche responsabile della prima rivista internazionale online di neuroscienze e terapia cognitivo-comportamentale, docente nel master di neuropsicologia clinica dell'Istituto Santa Chiara di Lecce, assieme al gotha della neuropsicologia italiana ed infine, nel comitato direttivo della Span, l'unica società italiana che raccoglie tutti gli psicologi dell'area neuropsicologica. «All'interno del piano triennale di Assistenza Geriatrica- continua il presidente del Cipas
Abruzzo- il Centro Alzheimer era la punta di diamante, un centro di eccellenza, che accoglie pazienti provenienti da altre Ausl, in particolare Teramo, Lanciano-Vasto, Sulmona-Avezzano e Chieti, ed addirittura da altre regioni, quali Molise, Puglia e Lazio».
Le valutazioni neuropsicologiche effettuate dal dicembre 2005 al 31 dicembre 2007 sono state circa 1.400, valutazioni, indispensabili per diagnosticare la Malattia d'Alzheimer, in quanto la diagnosi viene posta per esclusione, cioè dopo aver escluso tutte le altre forme di demenza.
«Il numero dei pazienti, affetti da Malattia di Alzheimer- riprende
Fioriti- è in vertiginoso aumento, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, come messo in evidenza anche dall'ultima indagine ISTAT e dalla Relazione sanitaria 2004, dell'Osservatorio Epidemiologico della Regione Abruzzo, che è una delle più longeve in Italia. Le Istituzioni , invece,- conclude il
presidente- che fanno ? Decidono la "morte" del Centro Alzheimer?».


21/06/2008 11.22