Caro gasolio: pescatori, soddisfatti per incontro con il ministro

Alessandro Biancardi

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Caro gasolio: pescatori, soddisfatti per incontro con il ministro
ABRUZZO. Le principali associazioni dei pescatori si dichiarano soddisfatte dopo l'incontro con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, che si e' tenuto ieri a Roma. Sul tavolo, durato circa un'ora, il problema del caro gasolio che sta paralizzando il settore, e che ha suscitato proteste ed astensioni non solo nel nostro Paese. DAL PESCE AL LATTE, DILAGA LA PROTESTA
«Ci è piaciuto molto l'approccio dell'incontro – ha commentato Massimo Coccia, presidente di Federcoopesca – un approccio che punta al cuore del problema. Aspettiamo l'incontro dell'11 dove saranno presentate delle soluzioni concrete».
Ma la Federcoopesca assicura che le tensioni si andranno allentando nelle prossime ore anche se rimane confermato lo stato di agitazione fino al 10 giugno.
Dello stesso avviso anche la Lega Pesca: «Ho apprezzato molto il metodo asciutto del ministro - ha detto il presidente Ettore Ianni- in particolare quando dice che vuole ascoltare prima di dare una risposta perche' vedo questa posizione come un approccio attento e di approfondimento. Un altro punto che c'e' e' molto piaciuto e' quando Zaia ha parlato di politica della alleanza con Francia, Spagna, Francia e Portogallo».
E proprio ieri è stato stretto un sodalizio tra le Regioni Abruzzo e Marche per far fronte al problema del caro gasolio.
Oggi l'assessore alla Pesca, Marco Verticelli, incontrerà, il collega della Regione Marche, Paolo Petrini, per mettere a punto una piattaforma di proposte in grado di fronteggiare la difficile situazione.
«C'è pieno accordo - così Verticelli - con la Regione Marche in merito alla linea da seguire per affrontare il problema del rincaro del carburante. Intendiamo, tuttavia, stringere un sodalizio che vada oltre la contingenza, estendendolo alla gestione del FEP (fondo europeo della pesca) ed alle politiche della pesca. In tal modo, l'Abruzzo, unica Regione d'Italia ad aver già adottato misure a sostegno di alcuni settori della pesca, darà continuità ad un lavoro che si pone come obiettivo finale la restituzione della piena dignità ad un comparto chiave dell'economia regionale».
Il pacchetto di misure condiviso con la Regione Marche sarà annunciato dall'assessore Verticelli alle 10 di sabato 7, a Pescara, presso la sede dell'assessorato all'Agricoltura, in un incontro cui parteciperanno gli esponenti della marineria abruzzese, le associazioni professionali ed i comuni costieri interessati.

06/06/2008 10.44

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DAL PESCE AL LATTE, DILAGA LA PROTESTA

La protesta si e' estesa dal pesce al latte con la mobilitazione degli allevatori della Coldiretti che hanno iniziato a presidiare i principali stabilimenti di trasformazione del latte con il rischio concreto che presto comincerà a mancare il latte dagli scaffali, come già sta accadendo in altri Paesi europei. La guerra e' stata dichiarata dagli allevatori per sostenere la richiesta di un prezzo minimo alla stalla di 42 centesimi al litro (meno di mezzo caffè al bar) necessario - sottolinea la Coldiretti - a mantenere in vita gli allevamenti rimasti.
«Mentre paradossalmente per i consumatori - denuncia la Coldiretti - il prezzo subisce un aumento del 300 nel passaggio dalla stalla alla tavola dove arriva a 1,6 euro al chilo».
Se gli allevatori tedeschi hanno protestato davanti alle catene dei principali supermercati dove
il blocco delle forniture sta limitando la disponibilità di latte sugli scaffali, la Coldiretti ha scelto come primo obiettivo gli stabilimenti industriali che migliaia di allevatori stanno presidiando fino a quando non si sbloccherà la trattativa giungendo ad un giusto accordo per il prezzo del latte.
Lo sciopero indetto dagli allevatori della Germania, si sta dunque allargando a macchia d'olio in tutta Europa, come e' avvenuto per la pesca, con le adesioni di Olanda e Svizzera alle quali si e' aggiunta l'Italia dove e' in corso un duro braccio di ferro sul prezzo da riconoscere agli allevatori alla stalla per coprire l'esplosione dei costi di produzione.
Se nelle principali industrie multinazionali del vecchio continente, che vendono formaggi e yogurt in tutto il mondo, sta cominciando a mancare il latte che gli allevatori del nord Europa preferiscono trasformare in polvere nelle proprie cooperative, in Italia e' a rischio oltre alla distribuzione del latte fresco anche la produzione dei formaggi tipici come il grana padano che assorbono buona parte della produzione nazionale.
Nonostante in Italia nel primo trimestre del 2008 si sia verificato un aumento dei consumi in quantità e in valore dei prodotti lattiero caseari, con record di incrementi in valore del 19,1 per cento per il grana padano e del 9,6 per cento per il latte fresco (con un forte incremento dei prezzi al dettaglio), agli allevatori - denuncia la Coldiretti – viene proposta una inaccettabile riduzione dei compensi nonostante gli aumenti vertiginosi dei costi del mangime per l'alimentazione degli animali e dell'energia.
Il rischio e' l'estinzione del latte italiano che viene prodotto dagli allevatori ad un prezzo - in Lombardia dove si produce il 40 per cento - di 0,42 euro al litro che moltiplica di quasi quattro volte (+281 per cento) prima di arrivare sul banco del negozio a 1,6 euro al litro. Negli ultimi venti anni – conclude la Coldiretti - sono scomparsi i tre quarti degli allevamenti italiani che si sono ridotti da oltre 180mila a poco più dei 45mila attualmente in attività che con 1,8 milioni di mucche garantiscono una produzione di latte di 10 miliardi di chili ad
alta qualità e costi competitivi.

06/06/2008 10.44