Gli artigiani di Confesercenti: «subito una riforma condivisa»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'associazione: «Stop alle discriminazioni, si lavori all'unità di tutte le imprese artigiane».

Una riforma dell'artigianato che valorizzi le piccole e medie imprese, superi un'obsoleta divisione fra le varie attività produttive e dia man forte a chi investe nelle aree interne. Sono le richieste che gli Artigiani Confesercenti formulano al nuovo assessore alle attività produttive Antonio Boschetti, all'indomani della sua nomina nella giunta regionale.
Nel corso di una conferenza stampa l'associazione artigiana – oltre 2 mila imprese socie in tutta la regione – ha sottolineato l'urgenza «di voltare pagina e arrivare presto ad una riforma condivisa e partecipata, che metta in condizione le imprese abruzzesi di stare al passo coi tempi e di tornare ad investire in questa regione».
Lo stato di salute del settore infatti è ormai preoccupante: «la contrazione dei consumi sta mettendo in ginocchio le piccole e medie imprese, costrette a ricorrere sempre di più all'indebitamento e a rinviare gli eventuali investimenti» denuncia il presidente di Artigiani Confesercenti, Costantino Pace, «e questo si avverte soprattutto nelle zone economicamente più deboli, come le aree interne dove la situazione è da allarme rosso».
E in questa situazione neppure le cooperative di garanzia – come la Cooperativa Artigiana di Garanzia "Provincia dell'Aquila", che aderisce al gruppo Confesercenti – riescono a far fronte alla crescente domanda di credito: «i tagli della precedente gestione hanno ridotto la capacità di garanzia delle cooperative» dice il direttore regionale di Artigiani Confesercenti Carlo Rossi, «mentre proprio oggi sarebbe necessario investire maggiormente nelle forme mutualistiche che garantiscono agli imprenditori di accedere più facilmente al credito: gli accordi di Basilea 2 stanno infatti rivoluzionando il rapporto fra banche e imprese e senza l'intervento dei confidi migliaia di piccole e medie imprese rischiano di uscire dal mercato».
È in questo scenario che si inserisce l'esigenza di riformare l'insieme delle attività produttive abruzzesi: «nell'era delle Pmi», spiega il segretario della Confesercenti abruzzese Enzo Giammarino, «è urgente in Abruzzo recuperare il tempo perduto e riformare l'insieme delle attività produttive, attivando una concertazione vera nell'interesse delle imprese e dell'economia regionale, e coinvolgendo tutte le imprese organizzate all'interno delle grandi associazioni, senza alcuna discriminazione».
Con il riassetto della giunta regionale e le nuove deleghe, aggiunge il segretario di Confesercenti, «si chiude una fase caratterizzata da politiche partigiane che hanno puntato soprattutto a dividere il mondo della rappresentanza delle imprese. Il risultato è che nessuna riforma è stata approvata in tre anni».
Costantino Pace si appella al nuovo assessore: «Lavori all'unità di tutto il mondo delle imprese artigiane e delle loro organizzazioni, per ridefinire rapidamente i contenuti della proposta di legge quadro sull'artigianato, superando la territorialità e la monosettorialità nelle attività dei confidi artigiani, causa della debolezza strumentale e patrimoniale delle cooperative di garanzia dell'artigianato e avviando il processo di fusione dei confidi stessi sapendo che oggi, nella scarsità delle risorse, la priorità per le imprese sta nell'abbattimento del costo del denaro».
«Siamo convinti» conclude Pace «che l'assessore Boschetti saprà cogliere la disponibilità e le opportunità che il sistema Confesercenti, come sempre, metterà a disposizione della Giunta e del Consiglio regionale».

LA SCHEDA: ARTIGIANATO IN ABRUZZO

Ricchezza prodotta: 14 per cento del PIL abruzzese
L'occupazione: 21 % del totale
L'export: 18 % del made in Abruzzo

06/06/2008 9.22