Il nuovo corso di Del Turco, critiche da Uil: «nessuna svolta in vista»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nuovo corso della giunta Del Turco ma il programma di fine legislatura non convince la Uil. «Le uniche scelte buone sono state rimandate. La svolta è necessaria, ma non è stata messa in campo». SANITÀ, SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO IL 23 GIUGNO
«Uno dei pochi pregi del documento era», sostiene il segretario regionale Roberto Campo, «la scelta finalmente compiuta di abbassare le tasse al raggiungimento del pareggio del deficit sanitario, nel 2010».
Una novità, perché i precedenti atti ufficiali della Giunta avevano sempre lasciato aperta la doppia opzione: ridurre le tasse oppure usarne il gettito per altri obbiettivi.
Ma reggerà la scelta di rientrare sotto i massimali Irpef ed Irap se per evitare le tasse ci si dovrà indebitare ancora di più?
«Le ipotesi del prestito e quelle della dilazione si tradurrebbero in ulteriori pesi da collocare accanto alle cartolarizzazioni», sostiene la Uil, «a scapito dell'esiguo bilancio non-sanitario, oppure saranno mese a carico della spesa sanitaria? Nel primo caso, daremmo un altro colpo a un bilancio già sotto il livello vitale; nel secondo, o si decide di fare sul serio nel cambiare la sanità abruzzese, oppure non vediamo come recuperare risorse senza danneggiare ulteriormente il servizio».
La parte buona del documento, contesta ancora Campo, «rischia di rimanere sulla carta: l'eliminazione del ticket farmaceutico viene rinviata al 2010, la modulazione dell'attuale addizionale regionale Irpef e delle tariffe regionali a vantaggio dei tartassati redditi fissi non viene nemmeno citata».
Ma il difetto più grande del programma, secondo il sindacato, «è la rinuncia a mettere in discussione l'insufficienza della razionalizzazione/riorganizzazione del sistema sanitario regionale sin qui realizzata».
«Ci si comporta», prosegue il sindacato, «come se il grosso del lavoro fosse già stato compiuto. In realtà, i sacrifici si sono fatti soprattutto sul personale e sul servizio, e le cose rischiano di peggiorare, perché dal Governo non giungono segnali di disponibilità a rendere più flessibile il risanamento, anzi. Sono state introdotte regole, c'è un Piano Sanitario con molti elementi positivi, ma non lo si sta applicando e la costituzione materiale è cambiata ben poco».

CARULLI: «CHIEDO SCUSA PER LA FORMA MA NON PER LA SOSTANZA»

A due giorni dalla contestazione in aula il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli, spiega con tranquillità il motivo della sua ribellione. Si scusa per il gesto eclatante ma non per le contestazioni.
«Avevo deciso di raggiungere il Palazzo dell'Emiciclo de L'Aquila all'indomani del silenzio ottenuto dalle segreterie del presidente Ottaviano Del Turco e del segretario regionale del PD Luciano D'Alfonso alla richiesta di un incontro per presentare la lettera-appello sottoscritto da una cinquantina di sindaci abruzzesi (centrosinistra e centrodestra), per evitare la rimozione dell'assessore all'Ambiente e Territorio Franco Caramanico», ha detto il primo cittadino.
«La mia non può essere relegata come una battaglia personale ma come la necessità di far sentire la voce dei tanti sindaci, dei tanti cittadini che per l'ennesima volta si trovano presi in giro da accordi e giochi di potere».
«L'onestà, la bravura, la competenza, i risultati e la passione dell'assessore Caramanico», continua Carulli, «purtroppo, hanno dovuto far posto ad altre esigenze, di cui tanti primi cittadini e amministratori ignorano. Chiedo scusa del gesto clamoroso, del balzo che mi ha portato a violare l'aula del Consiglio regionale d'Abruzzo, ma non chiedo scusa delle parole pronunciate e dette in sala, parole che riconfermo e che fanno di me un uomo ed un sindaco libero da ogni condizionamento. Sono stato abituato a dire quello che penso».

CASTIGLIONE: «MAGGIORE ATTENZIONE AL PERSONALE»

E intanto il consigliere regionale di An Alfredo Castiglione è tornato a chiedere «una maggiore cura e attenzione per il personale della Regione Abruzzo, da realizzare con una concertazione più serrata».
«Per troppi anni le aspettative legittime dei dipendenti non sono state tenute nella giusta considerazione», ha spiegato Castiglione. «Corsi di formazione estemporanei e senza continuità e carriere bloccate hanno minato le motivazione stesse dei dipendenti. E' arrivata l'ora per dare risposte concrete, con la verticalizzazione del personale interno e la stabilizzazione del personale a tempo determinato. Quello che occorre è un testo unico che, ferma restando l'autonomia del consiglio, riorganizzi i rapporti di lavoro tra giunta e consiglio senza diversi di trattamento».

05/06/2008 12.18

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SANITÀ, SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO IL 23 GIUGNO

PESCARA. Per Cgil, Cisl e Uil la sanità pescarese sta attraversando una fase di «gravissima emergenza ed incertezza» e proprio per questo motivo i sindacati sono pronti a proclamare lo sciopero generale del settore per il 23 giugno prossimo.
L'allarme è stato lanciato questa mattina nel corso di un'assemblea pubblica, intitolata "Codice Rosso", in corso nella sala convegni dell'ospedale civile di Pescara.
Aprendo i lavori, Umberto Coccia, segretario provinciale della Cisl di Pescara, ha fatto notare che «mentre la sanità è in affanno non si riescono neppure a risanare i conti, per cui è giusto che suoni un campanello di allarme e si facciano delle scelte».
Un capitolo importante è quello del personale che, se fosse quello imposto dalle disposizioni, «la sanita' pescarese dovrebbe chiudere tutta. Si e' passati da 600 a 100 precari, ed e' stato bocciato
anche il piano di stabilizzazione dei precari».
Nelle strutture «la carenza di personale potrebbe sentirsi in modo maggiore nel periodo estivo, con le ferie. Non si puo' pensare - ha concluso Coccia - al risanamento dismettendo il sistema sanitario, e su questo non faremo un passo indietro».
Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil, ha esaminato nel dettaglio la situazione debitoria della sanita' abruzzese, che rischia di provocare un inasprimento della pressione fiscale, ed ha sollecitato «un intervento sulle strutture ospedaliere esistenti attraverso piani di riconversione, pensando alla tutela dei servizi».
Tra il pubblico anche il manager della Asl, Antonio Balestrino, e il sindaco Luciano D'Alfonso.
05/06/2008 12.21