Vaccino contro il Papillomavirus, «non c'è corretta informazione»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo, Germana Goderecci, è intervenuta sul problema del rifiuto della vaccinazione contro il Papillomavirus, che a Teramo interessa il 30% delle pazienti.

«Puntare sulla prevenzione per sconfiggere il carcinoma della cervice uterina: è questa la vera arma che noi donne abbiamo per combattere una malattia che, in Italia, colpisce 3.500 donne ogni anno», ha detto ieri Goderecci.
Oltre al pap- test, oggi, la prevenzione passa anche attraverso la vaccinazione contro il Papillomavirus.
L'uso del vaccino negli Stati Uniti risale al 2006, lo stesso anno in cui l'Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato una guida per l'introduzione dei vaccini anti Hpv per ragazze di età compresa fra i 9 e i 13 anni. Anche il Css (Consiglio superiore della sanità) ha espresso all'unanimità parere favorevole e, notizia dell'ultima ora, l'Agenzia europea del farmaco (Emea) ha approvato un vaccino quadrivalente contro il cancro del collo dell'utero.
«Ma anche di fronte a simili pareri scientifici e a sperimentazioni che confermano la efficacia e la non pericolosità dei vaccini contro alcuni tipi di Hpv», ha continuato la presidente, «c'è chi tende ad insinuare nell'opinione pubblica l'idea della inutilità del farmaco».
Potrebbe essere una ulteriore e pericolosa "malainformazione", secondo la Goderecci, «fatta sulla pelle delle donne, che ha già prodotto un effetto negativo sull'accettabilità del vaccino nel nostro territorio».
Infatti, ad oggi, la Asl di Teramo presenta il più alto tasso di rifiuto (circa il 30%) rispetto alle altre 12 Aziende sanitarie italiane che sono oggetto di uno studio commissionato dal Ministero all'Istituto Superiore della Sanità sulla fattibilità del vaccino.
«Un eventuale allarmismo ingiustificato», ha detto infine la presidente della commissione, «potrebbe, infatti, avere effetti futuri devastanti sulla salute di tante giovani donne che, tra l'altro, non possono essere chiamate a decidere, vista la loro età».


05/06/2008 9.50