Rapporto Ecomafia 2008, in Abruzzo 2,7 reati contro l'ambiente al giorno

Alessandro Biancardi

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Rapporto Ecomafia 2008, in Abruzzo 2,7 reati contro l'ambiente al giorno
IL RAPPORTO DI LEGAMBIENTE. ABRUZZO. Ogni giorno in Italia si compiono 83 reati contro l' ambiente. Maglia nera alla Campania stabile al primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale, seguita dalla Calabria. All'11° posto spicca l'Abruzzo con 1.003 infrazioni accertate (di media 2,7 al giorno).
In totale, in tutta la nazione nel 2007 gli eco-reati sono aumentati del 27,3% rispetto al 2006; il giro d'affari è di 18,4 miliardi di euro (4,4 miliardi in meno rispetto al 2006). In aumento gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e della spazzatura. Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2.000 metri.



Nella classifica dell'illegalità ambientale 2007 l'Abruzzo si piazza all'11° posizione (in salita rispetto all'anno precedente) con 1.003 infrazioni accertate, (3,3% sul totale italiano) e dopo la Campania (4.695 reati accertati), Calabria (4.141), Puglia (2.596), Lazio, (2.595), Sicilia (2.351), Sardegna (2.250), Toscana (1.690), Liguria (1.193), Lombardia (1.118) e Veneto (1.046).
750 le persone denunciate in regione, 2 arrestate e 296 i sequestri effettuati.



L'Abruzzo scende di due posizioni e si piazza al 13° posto nella classifica dell'illegalità nel ciclo dei rifiuti: 200 le infrazioni accertate nel 2007 (4,1% del totale), 198 le denunce, nessun arresto e 72 sequestri.
Prima si classifica la Campania con 613 infrazioni accertate e 28 arresti, a seguire Veneto (462 infrazioni e 10 arresti), Puglia (391 infrazioni e 43 arresti), Calabria (389 infrazioni e nessun arresto), Sicilia (342 infrazioni e nessun arresto), Lazio (288 infrazioni e 22 arresti), Toscana (283 infrazioni e nessun arresto), Sardegna (269 infrazioni e 1 arresto), Emilia Romagna (260 infrazioni e 15 arresti), Piemonte (241 infrazioni e nessun arresto), Marche (216 infrazioni e 6 arresti), Lombardia (210 infrazioni e 9 arresti).



La classifica dell'illegalità nel ciclo del cemento riporta l'Abruzzo all' 11° posto (in discesa rispetto all'anno precedente): 240 le infrazioni accertate (il 3% sul totale), 289 le persone denunciate, nessun arrestato e 51 sequestri.
Sul fronte del ciclo illegale del cemento, cresce in tutta Italia il numero di illeciti accertati dalle forze dell'ordine (7.978, il 13% in più rispetto al 2006), quello delle persone denunciate (10.074) e dei sequestri (2.240).
Per l'abusivismo edilizio, le stime del Cresme parlano per il 2007 di 28.000 case costruite illegalmente contro le 30.000 del 2006 e le 32.000 del 2005.



Sempre all'11° posto l'Abruzzo anche nella classifica degli incendi boschivi (dolosi e colposi): 261 le infrazioni accertate (2,6% del totale), 24 denunce, nessun arresto e 5 sequestri.
L'anno scorso in tutta Italia sono stati oltre 10 mila gli incendi la maggior parte concentrati in una estate drammatica: 225 mila gli ettari di boschi e foreste andati in fumo, 18 persone uccise dalle fiamme, 7 milioni e mezzo di tonnellate di Co2 rilasciate nell'aria.
Stabile il mercato del racket degli animali che per la prima volta è comparso anche in regione. Il giro d'affari su tutto il territorio nazionale è stimato dalla Lav nel 2007 sui 3 miliardi di euro circa, tra corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffici di fauna esotica e protetta, macellazione clandestina. Nell'ottobre del 2007 si affaccia sulla cartina geografica delle corse clandestine dei cavalli anche l'Abruzzo (leggi la notizia di quei giorni)
Un imponente blitz della Guardia di Finanza del nucleo provinciale di Pescara mette fine ad un giro di corse ippiche clandestine che si svolgevano periodicamente ogni domenica tra Città Sant'Angelo e Elice: 37 i cavalli sequestrati, 120 le persone identificate, 20 gli indagati, tutti di etnia rom. Sequestrati anche 60 mila euro in contanti.
Le indagini duravano da oltre un anno e si scoprì che prima delle corse i cavalli venivano dopati.

L'ABUSIVISMO EDILIZIO SUL DEMANIO MARITTIMO CRESCE DEL 70%

I numeri del “mare illegale” vedono l'Abruzzo in 11ma posizione nella classifica nazionale, ma la lettura del dato in termini di infrazioni per ogni chilometro di costa sposta la regione al 5 posto, con ben 3,71 gli illeciti per chilometro.
Allarmante la situazione degli abusi edilizi sul demanio marittimo: il cemento illegale sulle coste registra una crescita del 70%.
«Siamo di fronte a numeri sconcertanti – commenta Angelo di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo –. Se da un lato l'aumento delle persone denunciate e dei sequestri effettuati è indice di una maggiore incisività da parte delle forze dell'ordine, allo stesso tempo dimostra una preoccupante tendenza negativa ai danni del territorio costiero della nostra regione, con la crescita del numero dei reati più alta d'Italia. I dati parlano chiaro: l'Abruzzo è una regione messa in difficoltà da attività immobiliari sconsiderate che hanno come unico scopo lo sfruttamento del territorio. Per questo chiediamo maggiore attenzione ai cittadini, alle istituzioni e anche alla classe imprenditoriale e un deciso cambio di direzione, che punti alla qualità paesaggistica anziché al business del cemento selvaggio per uno sviluppo sostenibile, per confermare l'immagine dell'Abruzzo come regione verde d'Europa».

GRASSO: «LA RIFIUTI SPA AVVELENA IL TERRITORIO»

Le inchieste condotte dalle Direzioni distrettuali antimafia, ha spiegato ieri il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso nel corso della presentazione del rapporto, scoprono spesso piani criminali per accaparrarsi risorse pubbliche legate al ciclo del cemento e dei rifiuti.
«La criminalità ambientale – ha detto Grasso – infesta intere aree geografiche a partire dal Sud, dove la criminalità organizzata riesce a inquinare ogni aspetto della vita economica e sociale, a imporre scelte strategiche per il territorio, a decidere la sorte di intere comunità».
Gli introiti maggiori delle ecomafie sono quelli provenienti dalla Rifiuti Spa, la holding del crimine che avvelena il territorio smaltendo illegalmente i rifiuti delle industrie: 4 miliardi e 500 milioni di euro.
Introiti in calo di 1,4 miliardi di euro nel business dei rifiuti, legati all'aumento dell'attività di prevenzione e repressione.
Segue il partito del cemento che nel 2007 ha realizzato 28mila case abusive.

Alessandra Lotti 01/08/2008 8.21