Scandalo acqua, c'è anche l'interferenza fraudolenta negli appalti pubblici

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2861

Scandalo acqua, c'è anche l'interferenza fraudolenta negli appalti pubblici
SCANDALO DELL'ACQUA AVVELENATA. PESCARA. Interferenza fraudolenta in un appalto pubblico con lo scopo di penalizzare una ditta e di avvantaggiarne un'altra. È questa l'accusa contestata in concorso a Giorgio D'Ambrosio, ex presidente del consiglio d'amministrazione dell'Ato 4, Roberto Angelucci, ex sindaco di Francavilla e vice presidente, Franco Feliciani, componente del Cda, Sergio Franci, direttore dei lavori. IL SONDAGGIO: DIMISSIONI DEGLI INDAGATI?
Ipotesi di reato che è solo indirettamente connessa agli altri fatti contestati che riguardano l'inquinamento delle falde acquifere. Fatti, però, che possono gettare nuova luce su come è stato amministrato il servizio idrico in questi anni.
Si tratta di una vicenda saltata fuori quasi per caso dall'attenta ricognizione dei documenti sequestrati proprio nella sede dell'Ato pescarese: incongruenze e stranezze che non sono passate inosservate alla lente d'ingrandimento degli inquirenti.
La vicenda riguarda l'aggiudicazione dei lavori di fornitura e posa in opera di un terzo gruppo filtrante da realizzare in località Campo pozzi del comune di Castiglione a Casauria.
Gli indagati tuttavia «in qualità di pubblici ufficiali, mediante mezzi fraudolenti hanno impedito la gara per l'aggiudicazione. Così ingiustamente hanno avvantaggiato una ditta di Pianella, (dove D'Ambrosio è sindaco ndr), la Cascini Group snc».

REALIZZARE DUE NUOVI POZZI

Era il 4 maggio 2006 e la ditta di Pianella si era giudicata la gara per la realizzazione di due nuovi pozzi in località San Rocco di Bussi per un importo di 456.760 euro con un ribasso d'asta del 23%.
Si ricorderà l'enorme polemica scaturita dalla chiusura dei pozzi Sant'Angelo la scorsa estate e le conseguenze che portarono per diversi giorni a soffrire nella vallata del Pescara per il razionamento dell'acqua per molti giorni.
Questo si verificò in quanto quei pozzi erano gli unici a fornire acqua e non si potè sopperire in altro modo.
L'escavazione del campo pozzo di San Rocco iniziò alcuni mesi dopo lo scandalo dell'acqua.
Quei lavori aggiudicati alla ditta di Pianella erano stati integralmente finanziati anche dalla Regione che però aveva predisposto uno stanziamento di 1,3 milioni di euro.
Sono note le enormi polemiche sorte fra il Comune di Bussi, da una parte, e l'Ato e l'Aca, dall'altra, i quali vicendevolmente si rimpallavano la responsabilità per i ritardi nell'escavazione dei nuovi pozzi.
Ato e Aca hanno sempre parlato di ostruzionismo del Comune di Bussi.
Le indagini della procura, però, hanno evidenziato come il 19 aprile 2006 e, dunque, meno di un mese prima dell'aggiudicazione dei lavori il Comune di Bussi aveva informato l'Ato sulla impossibilità di procedere alla esecuzione degli stessi lavori perché «in contrasto con gli strumenti urbanistici» vigenti ed adottati in quel comune.
Nel frattempo lo stesso Ente d'ambito a marzo 2006 e ad agosto 2006 aveva provveduto ad aggiudicare ad una ditta di Campobasso i lavori di fornitura e posa in opera di due gruppi filtranti per un importo di 368.000 euro.
Dopo l'aggiudicazione alla ditta di Pianella Cascini (maggio 2006) è seguito un silenzio di quasi 10 mesi e solo il 28 febbraio 2007 è avvenuta la stipula del contratto d'appalto con l'Ato «benché ne fosse evidente l'impossibile esecuzione», scrive il pm Aldo Aceto.
Con queste premesse la procura di Pescara ipotizza le accuse verso gli amministratori pubblici i quali avrebbero impedito l'esecuzione di una gara d'appalto per l'affidamento dei nuovi lavori e forniture posa in opera del terzo gruppo filtrante, un nuovo appalto da € 690.000 facendo artificiosamente ricorso alla procedura delle varianti in corso d'opera.
In sostanza con la variante la ditta aggiudicataria dell'appalto avrebbe potuto eseguire anche i nuovi lavori autorizzati dalla perizia di variante, cosa che invece secondo la procura, violerebbe la legge.

LA VARIANTE IN CORSO D'OPERA

Franci, direttore dei lavori, dopo 20 giorni dalla stipula del contratto inviò al consiglio di amministrazione dell'Ato una perizia di variante datata 20 marzo 2007 che aveva per oggetto i lavori di fornitura e posa in opera di un gruppo filtrante, lavori che - scrive il pm Aceto - erano del tutto diversi ed estranei rispetto a quelli appaltati alla ditta di Pianella che avrebbe infatti dovuto occuparsi solo della realizzazione dei pozzi.
Come spesso succede la perizia di variante prevede anche una maggiore spesa che in questo caso ammonta a 72.000 € in più.
Con la perizia tecnica l'Ato ha così la classica "pezza d'appoggio" per produrre il successivo atto amministrativo che arriva il 4 aprile 2007 (determinazione 27) approvata con i voti di D'Ambrosio, Angelucci e Feliciani, atto che fa proprie le considerazioni del direttore dei lavori.
Ma secondo il pm non ricorrevano le condizioni per una variante che è prevista solo in condizioni di situazioni impreviste e imprevedibili. In questo caso addirittura si sarebbe trattato di lavori che nulla avrebbero a che fare con l'oggetto dell'appalto.
Le accuse dovranno essere chiarite nell'ambito del futuro processo e se queste saranno confermate potranno dar luogo ad una condanna che potrà arrivare fino a cinque anni.
Ma solo se il processo terminerà entro il 2014.

I LAVORI AL CAMPO POZZI SAN ROCCO

Dopo l'ennesimo stop verso la fine di marzo sono ripresi i lavori per la realizzazione del primo pozzo in località San Rocco a Bussi.
La ripresa dei lavori è seguita ad un accordo con il comune di Bussi
Una volta finito il primo campo pozzi la squadra dei tecnici procederà alla perforazione del secondo pozzo che dovrebbe fornire, insieme al primo, un totale di circa 700 litri di acqua potabile al secondo.
In questi giorni si sta provvedendo agli adempimenti previsti dalla legge e verificando i risultati delle analisi dall'acqua prelevata.
Secondo le previsioni dell'Aca per la prossima stagione estiva si potrà ottenere 1.000-1.100 litri di acqua potabile al secondo.
Sempre che non vi siano altri imprevisti.
Dopo una serie di ordini e contrordini i pozzi contaminati in località Sant'Angelo sono stati tutti chiusi.

26/05/2008 10.28