«Dati manipolati» per tranquillizzare i cittadini

Alessandro Biancardi

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«Dati manipolati» per tranquillizzare i cittadini
SCANDALO DELL'ACQUA AVVELENATA. PESCARA. I vertici di Aca e Ato sapevano ma hanno taciuto. Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura e che è valsa 33 avvisi di garanzia lo scandalo dell'acqua ha precisi responsabili. In troppi conoscevano la situazione e la cosa più grave - secondo i magistrati - è che avrebbero ostentato tranquillità, cercato di dissimulare un problema reale e addirittura «manipolato i dati ufficiali». (Nella foto: Giorgio D'Ambrosio, ex presidente Ato)
Sapevano tutto ma hanno taciuto. In alcuni casi si sarebbe tentato il tutto per tutto capovolgendo la realtà e mostrando dati non veritieri. In più i controlli venivano effettuati di rado: 11-12 volte all'anno contro i 136 previsti come soglia minima.
Quello che emerge dalla ricostruzione del pm Aldo Aceto nell'inchiesta sulle discariche di Bussi sul Tirino e dell'inquinamento dell'acqua potabile attinta dai pozzi del campo di Colle Sant'Angelo (a Castiglione a Casauria e Tocco da Casauria), sembra quasi un mondo parallelo che si muoveva con tutta tranquillità per coprire i problemi reali mentre un'intera regione, per una estate intera, continuava a gridare allo scandalo.
Adesso pare che quella realtà parallela sia venuta a galla: i reati contestati sono molteplici e si va dal disastro doloso al commercio di sostanze contraffatte ed adulterate dall' avvelenamento delle acque alla turbata libertà degli incanti e truffa.
La procura ha preso di mira, in particolare, il comportamento dei vertici di Ato (ente d'ambito territoriale) e Aca (l'azienda comprensoriale acquedottistica).
Secondo le accuse, pur sapendo dei problemi dell'acqua potabile immessa in rete, i due enti non avrebbero accertato i motivi della presenza nei pozzi di sostanze inquinanti pericolose per la salute dell'uomo.
Omettendo quindi di adottare provvedimenti consequenziali, avrebbero sempre avuto una lettura riduttiva del fenomeno dell'inquinamento.
La contaminazione da sostanze altamente tossiche per la salute umana era nota gia' dal 1992, e le analisi svolte negli anni successivi hanno evidenziato la persistenza della contaminazione.
Le sostanze in questione avrebbero effetti cancerogeni e in alcuni casi sono state rilevate anche
nell'acqua che sgorga dai rubinetti delle fontane pubbliche.
Anche dopo la scoperta della maxi discarica, quando i livelli di allarme erano altissimi e i cittadini e le associazioni ambientaliste sono scese in strada a protestare, secondo la procura, i vertici dell'Ato e dell'Aca avrebbero cercato soluzioni «costose ma non idonee» a fronteggiare il problema.
Avrebbero usato, tra l'altro, dati manipolati o ottenuti con metodi vietati dalla legge.
Oggi il lavoro d'indagine sembra riconfermare, parola per parola, tutto quello che per alcuni era solo allarmismo (i vertici di Ato e Aca lo hanno dichiarato infinite volte) ma che per ambientalisti e comuni cittadini era una profonda certezza.
Si ricorderà, infatti, una lotta feroce sui dati e le divergenze abissali tra le risultanze di analisi commissionate da Wwf e Rifondazione comunista ad un istituto romano e quelle più tranquillizzanti che mostravano continuamente D'Ambrosio e Catena.
Da queste ultime si evinceva continuamente che era tutto in regola e sui dati allarmanti e contrastanti mostrate dagli ambientalisti i vertici delle due società sostenevano che si fossero analizzati campioni d'acqua con bottiglie sporche.
Tra le altre accuse mosse dal Wwf quella riguardante la mancata ricerca mirata di alcune sostanze cancerogene che così non figuravano nei risultati finali delle analisi microorganiche ma solo perché non venivano cercate. Eppure si sapeva benissimo che alcuni fenomeni di inquinamento erano in atto.
Ma oggi sotto accusa ci sono proprio i laboratori presso i quali venivano svolti i controlli "ufficiali".
Fra le accuse contestate ai presidenti pro tempore del Cda dell'Aca: Donato Di Matteo e Bruno Catena, infatti, c'è anche il fatto di aver omesso di monitorare costantemente la presenza di composti organo-alogenati nell'acqua, facendo effettuare i controlli interni a laboratori privi di professionalità adeguate ed in particolare di chimici, con cadenze, fra l'altro, di gran lunga inferiori a quelle previste per legge (11/12 controlli l'anno a fronte dei 136 previsti come soglia minima per i controlli annui di routine).

POZZI SEMPRE APERTI

Secondo la Procura, inoltre, i vertici dell'acqua hanno voluto mantenere aperti a tutti i costi i pozzi incriminati, anziche' chiuderli. E poi ancora non hanno vietato l'uso dell'acqua ritenuta inquinata, non hanno cercato fonti alternative e hanno perfino riaperto i pozzi dopo che ne era stata ordinata la chiusura.
Anche su questo fronte l'estate scorsa si è assistito ad una battaglia aspra: tra rassicurazioni e denunce di procurato allarme l'acqua ha continuato a sgorgare.
Solo a settembre l'apertura di nuovi pozzi ma anche in quel momento Aca e Ato hanno continuato a recitare lo stesso ritornello: l'acqua è buona, è la migliore d'Abruzzo.
24/05/2008 9.25

PIANELLA: LA MINORANZA CHIEDE LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO”

Con una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio comunale di Pianella, il gruppo di minoranza “Rinasce Pianella” composto dal capogruppo Sandro Marinelli e dai consiglieri Antonio Berardinucci, Gianni Filippone, Alfonso Colliva e Romeo Aramini, ha chiesto di convocare con urgenza il consiglio comunale per avere chiarimenti in ordine alle gravi notizie di cronaca giudiziaria che riguardano il sindaco D'Ambrosio.
La minoranza ritiene doveroso che D'Ambrosio «riferisca in consiglio su tali vicende in quanto le accuse sono talmente gravi da procurare un allarme notevole nella cittadinanza di Pianella e non solo».

24/05/2008 12.24

ECCO I DOCUMENTI CHE PROVANO CHE GLI ENTI SAPEVANO

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/DOCUMENTI_LINK/SCANDALO_ACQUA_ABRUZZO/Dossier/13agosto2004.pdf]2004: L'ALLARME DELL'ARTA[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/DOCUMENTI_LINK/SCANDALO_ACQUA_ABRUZZO/Dossier/asl_statodiemergenza.pdf]2004: LA ASL: E' STATO DI EMERGENZA[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/DOCUMENTI_LINK/SCANDALO_ACQUA_ABRUZZO/Dossier/14_6_2005_aca.pdf]2005: POZZI SEMPRE PIU' INQUINATI "OCCORRONO SOLUZIONI URGENTI"[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/DOCUMENTI_LINK/SCANDALO_ACQUA_ABRUZZO/Dossier/carteggio%20ministero.pdf]2005: ANCHE IL MINISTERO SAPEVA[/url]

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=scandalo+acqua&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTI I NOSTRI ARTICOLI SULLO SCANDALO DELL' ACQUA [/url]