Confartigianato e Casartigiani in stato di agitazione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Confartigianato e la Casartigiani hanno proclamando lo stato di agitazione dei propri associati.

In un documento congiunto consegnato all'assessore Valentina Bianchi, le associazioni, che rappresentano oltre il 60% delle imprese associate in Abruzzo, ribadiscono il loro forte dissenso alla proposta di legge, «oggetto di una concertazione farsa», dicono, «che non ha accolto nessuna osservazione fatta».
Confartigianato e Casartigiani non accettano le modifiche proposte alla legge 60/96 in materia di credito, ove si vuol introdurre un premio di fusione pari ad 1,5 milioni di euro, favorendo le aggregazioni tra piccoli Confidi.
«Il premio di fusione», spiegano, «andrebbe a privilegiare soltanto alcuni confidi e non le imprese, sottraendo le risorse destinate alla principale agevolazione verso le imprese artigiane, e cioè l'abbattimento del tasso di interesse verso gli Istituti di credito che erogano i prestiti tramite la garanzia dei confidi».
Tutto ciò, secondo le due associazioni, metterebbe in grave crisi le cooperative artigiane di garanzia virtuose che hanno già assunto con gli imprenditori artigiani e gli Istituti di Credito impegni finanziari per il pagamento degli interessi passivi sui finanziamenti destinati alla produttività e con durata fino ad 84 mesi.
Le due associazioni hanno proposto l'esclusione dal testo del contributo pubblico pari ad euro 1,5 milioni a fondo perduto e ritengono che le agevolazioni destinate ai processi di fusione dovrebbero riguardare esclusivamente la concessione di un contributo per l'abbattimento delle spese documentate sostenute per le fusioni e la concessione di un contributo pari allo 0,1% del patrimonio netto destinato allo sviluppo dei Confidi derivanti da fusioni.

22/05/2008 11.10