Sanità, stamattina si apre il tavolo tecnico

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. No a tasse aggiuntive per ripianare il deficit della sanità. L'appello di 16 sigle dell'Intersindacale sanitaria al presidente Del Turco arriva proprio alla vigilia di importanti decisioni sui provvedimenti da adottare per evitare il commissariamento della Sanità abruzzese da parte del Governo, per il mancato rispetto del Piano di rientro dal debito. DI STEFANO (AN): «DEL TURCO SAPEVA DEL DISAVANZO SANITARIO MA HA FATTO FINTA DI NULLA»
Questa mattina, a partire dalle 10,30 a palazzo Silone a L'Aquila si aprirà il tavolo tecnico proposto dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, per affrontare la questione Sanità, tornata prepotentemente alla ribalta dopo le notizie di possibili aumenti di tasse per risanare i debiti del comparto.
Il tavolo di concertazione sarà aperto per valutare una azione comune da intraprendere con il nuovo Governo.
«L'obiettivo», aveva spiegato il presidente alla vigilia dell'appuntamento, «è quello di evitare un aumento della fiscalità ed, anzi, raggiungere una progressiva riduzione nel prossimo triennio».
E nel frattempo i sindacati, spaventati quanto amareggiati, sono sul piede di guerra.
Le proposte dell'Intersindacale sono chiare: meglio prima revocare tutte le delibere della Giunta Pace (assessore alla Sanità era Vito Domenici) che hanno concesso a tutte le cliniche private «di eseguire prestazioni di specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale (TAC, Risonanza magnetica ecc) e prestazioni di Fisioterapia a gogò portando la spesa in tali settori a cifre esagerate».
Da revocare anche le delibere, sempre del centrodestra, che hanno consentito e consentono alle Cliniche i ricoveri ospedalieri, quelli di riabilitazione e quelli delle Residenze sanitarie per anziani «a tariffe generose» che, pur scadute al dicembre 2007, «sono ancora operative».
Come da revocare sono le delibere, adottate anche dalla Giunta di centrosinistra, per nuove prestazioni riabilitative, anche termali («una di queste delibere, adottate in precedenza dalla Giunta Pace, garantisce addirittura il soggiorno presso un albergo ristrutturato ad hoc in una località turistica regionale.......»).
Insomma «il recupero delle somme attribuite alle Cliniche private per prestazioni mediche e chirurgiche non accreditate dalle normative regionali» potrebbe essere la soluzione per ripianare molti debiti.
Così servirebbero anche «la chiusura dei piccoli ospedali e le nuove funzioni assistenziali delle Cliniche private».
Una proposta a tutto campo che questi 16 sindacati hanno affidato ad una lettera aperta, non senza prima protestare per il mancato invito all'incontro con i sindacati sui problemi sanitari.
«La Quinta Commissione ci invita, Del Turco no? Proprio lui che si vanta di essere un fautore della concertazione?», dice Valter Palumbo, segretario di questa associazione di sindacati. (s. c.)

UGL: «SCIOPERO GENERALE UNITARIO»

«Sopportiamo da anni la latitanza delle istituzioni», denuncia il segretario regionale dell'Ugl Geremia Mancini, «la non curanza nei nostri confronti, con una concertazione sempre enunciata e mai realmente realizzata».
Il segretario sottolinea la grave situazione della “Sanità”, «con un debito inaudito e spropositato, causato da una Politica che negli anni si è mostrata spesso incapace ed altrettanto spesso pronta a servire questo o quell'altro interesse, con le conseguenze pressochè irreparabili che comunque lunedì tutti insieme cercheremo di attutire».
Per questo Mancini annuncia che «aldilà di ciò che lunedì (oggi , ndr), o anche successivamente, accadrà sulla vicenda “Debito Sanità” sarà comunque opportuno arrivare ad una manifestazione regionale, che sollevi tutte le problematiche del Lavoro, da quelle Fiscali a quelle della Sicurezza ed a quelle ancor più strettamente occupazionali».
Intanto i sindacati Rdb/Cub, Fials e Uil di Chieti hanno scritto una lettera aperta a Del Turco per quello che loro hanno ribattezzato il “dramma degli accorpamenti” e la chiusura dei reparti del Policlinico.
La mancanza di personale infermieristico, come annunciato nei giorni scorsi da PrimaDaNoi.it porterà non pochi problemi. Bisognerà così fronteggiare la chiusura di un mese per tre Chirurgie (Div. Chirurgica, Clin. Chirurgica, Pat. Chirurgica); la chiusura di 4 mesi della Dermatologia e Radioterapia; la chiusura di un mese della Geriatria e Lungodegenza; la chiusura di un mese della Clin. Urologia e della Div. Urologia (già accorpate); l'accorpamento per quasi tre mesi della Neurologia e Pneumologia; l'accorpamento per due mesi della Chir. Vascolare e della Cardio-Chirurgia.
«Sono provvedimenti conseguenti ai salassi economici intervenuti a favore delle cliniche private?», si domandano i sindacati, «Che senso hanno avuto taluni recenti accorpamenti e successivi lavori di adeguamento e la costruzione della nuova palazzina per il polo CardioChirurgico?».
Ma i problemi non finiscono qui. A Ortona è stato chiuso il reparto di degenza di Nefrologia con notevoli disagi per i pazienti nefropatici che devono essere ricoverati nei reparti con disponibilità dei posti letto (Medicine e Chirurgie), mentre a Guardiagrele «continua l'intento grottesco di chiudere, de facto, l'Ospedale e il Pronto Soccorso considerando l'intenzione di sospendere l'attività del Laboratorio Analisi durante il pomeriggio e la notte».
19/05/2008 9.28

DI STEFANO (AN): «DEL TURCO SAPEVA DEL DISAVANZO SANITARIO MA HA FATTO FINTA DI NULLA»

«Il governo regionale era a conoscenza sin da marzo del pessimo stato di salute dei conti della sanità abruzzese ma ha fatto finta di nulla e si è preoccupato solo di litigare per la nuova composizione della giunta» è duro l'attacco che il senatore Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale di An, ha sferrato all'indirizzo del governo Del Turco nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina dal gruppo consiliare regionale di An.
«Qualcuno ha mentito consapevolmente con l'irresponsabile obiettivo di non far emergere le colpe del centro-sinistra in piena campagna elettorale – ha sottolineato Di Stefano – tanto è vero che la lettera della Ragioneria Generale dello Stato porta la data del 14 aprile: a poche ore dalla chiusura delle urne».
«Ormai il danno è fatto – prosegue Di Stefano – il governo Del Turco non è stato in grado di concordare con l'esecutivo Prodi un piano di rientro meno rigido, ha dovuto decretare il fallimento della legge 20/2006, come noi avevamo preannunciato in fase di approvazione, per cui attualmente sembrano ridotte al minimo le possibilità che la posizione dell'Abruzzo venga alleggerita dal nuovo governo, considerato che, nella lettera inviata dall'ex presidente del consiglio, si dice in maniera perentoria che entro trenta giorni a far data dal 12 maggio la Regione è tenuta a provvedere all'integrale copertura dei mancati obiettivi (pari, come è noto, a oltre 232 milioni di euro) attraverso l'aumento dell'Irap e dell'addizionale Irpef per mezzo di un inasprimento fiscale che, si legge sempre nella lettera, deve “avere carattere generalizzato” e che “non può essere differenziato per settore di attività e per categorie di soggetti passivi”».
«In questo gioco al massacro per la sanità abruzzese – polemizza, concludendo, il coordinatore regionale di An – in cui i cittadini sono stati subalterni agli interessi di partito, si sono contraddistinti i nostri rappresentanti con incarichi di vertice nella passata legislatura: penso ai senatori Legnini e Marini che non hanno fatto nulla affinché non si arrivasse a questo punto e all'ex ministro Livia Turco, capolista del Pd nella nostra circoscrizione, che ha avuto il coraggio di affermare, il 9 aprile scorso, in un'intervista rilasciata ad un quotidiano, che “la Regione Abruzzo sta realizzando il piano di rientro in modo rigoroso”».
19/05/2008 13.31