Da Ortona a Vasto, il popolo dei comitati si mobilita

Alessandro Biancardi

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Da Ortona a Vasto, il popolo dei comitati si mobilita
ABRUZZO.Il loro obiettivo prioritario è la difesa del territorio e per questo si battono da quasi un anno contro scelte che reputano non condivise e che potrebbero cambiare il volto della "regione verde d'Europa".
Tra Ortona e Vasto, dove la natura offre alcuni degli scorci più belli d'Abruzzo, dove la tradizione resta ancorata ad un passato che sembra, oggi, stridere con il futuro e l'innovazione, si muovono ormai senza sosta i comitati spontanei per la salvaguardia di spiagge e vigneti.
Gruppi di persone eterogenee: giovani, anziani, imprenditori della terra, marinai da generazioni, semplici lavoratori. Questo è il popolo del "no" che combatte a suon di slogan e carte bollate.
Questo è il popolo che raccoglie soldi per salvare la terra e la domenica si ritrova a studiare le strategie difensive in piazza, a casa di questo, nel ristorante del paese. Questo è il popolo che ti immagini che abbia confidenza solo con zappe e diserbanti e che invece si ingegna e crea un sito internet e condivide su You Tube i filmati della protesta.
Ma sono tutt'altro che tradizionalisti o bastian contrari, loro predicano la natura e le energie alternative, la cura e la sostenibilità.
Ci sono quelli che dicono "no" al Centro Oli e quelli che pensano alla corretta perimetrazione della costa Teatina.
Quelli che guardano con orrore e preoccupazione le piattaforme che si sistemano ordinatamente lungo la costa, pronte a perforare il fondale in cerca di metano e petrolio.
E ci sono anche quelli che hanno paura che tutto questo non serva a niente.
Ma le battaglie vanno avanti da molti mesi, nonostante il momento di stallo, almeno per il Centro Oli (che durerà fino alla fine di dicembre), il popolo dei comitati le studia tutte per non far calare l'attenzione.
Perché quella che può sembrare una guerra di quartiere, lo sanno bene da queste parti, è in realtà la guerra di una intera regione.
Il Centro Oli dell'Eni che potrebbe sorgere ad Ortona, infatti, cambierà il futuro di tutto l'Abruzzo e non solo quello del comune teatino.
Ne è sicuro Nino Di Bucchianico del Comitato Natura Verde.
«Una volta iniziato questo piano di ridurre l'Abruzzo a regione petrolifera si costruiranno pozzi da Vasto a Martinsicuro arrivando a lambire la Maiella con il rigassificatore e oleodotti».
Per chi non crede a questa versione, il comitato Natura Verde richiama ad esempio la situazione di Viggiano, in Basilicata, «dove oggi ci sono circa 50 pozzi e 3 centri oli».
Lì ci sono i “fratelli” più sfortunati che decenni fa si sono fatti convincere dal progresso e che oggi piangono calde lacrime.
Se Ortona sarà un'altra Viggiano anche in qui «la regione cambierà inevitabilmente aspetto: il mare non sarà più lo stesso», continua Di Bucchianico, «la qualità della vita peggiorerà e avremo danni alla salute, al turismo, ai prodotti enogastronomici».
Il comitato continua così a chiedere aiuto ai politici, «quelli coraggiosi e seri»: sperano ancora che qualcuno si faccia avanti, che trovi soluzioni e la pianti con le promesse elettorali: «dovrebbero immediatamente sospendere tutte le autorizzazioni perché viziate da dati non corretti e incompleti».
A questa protesta si aggiunge quella del comitato vastese che porta avanti le sue battaglie anche tramite il blog www.vastesi.com. Pure in questo caso la piazza virtuale amplifica il "no" del gruppo e accende i riflettori anche al di fuori del territorio comunale.
Sul sito i cittadini promuovono la discussione attorno al nascente Parco della Costa Teatina.
A breve il consiglio comunale di Vasto dovrà esprimersi sulla perimetrazione: «convinti dell'importanza di questa scelta», fanno sapere i responsabili del sito, «auspichiamo un impegno di tutta la società civile che in questa circostanza può far sentire la propria voce per sottolineare l'importanza di un progetto di sviluppo di lungo periodo, svincolato dalle logiche di partito che spesso hanno comportato, sul territorio, contraddizioni inaccettabili».
Un esempio su tutti è la zona di Punta Penna dove convivono industrie a rilevante impatto ambientale, riserve naturali, aree di interesse comunitario ed importanti realtà ristorative e ricettive.
«Pensiamo che il nostro territorio debba svilupparsi in maniera eco-compatibile», continuano i rappresentanti, «pensiamo che turismo, agricoltura e attività industriali con impianti tecnologicamente avanzati possano contribuire enormemente al benessere economico di tutti».
Per questo motivo chiedono di discutere e formulare assieme alle associazioni vastesi, ai consumatori, agli agricoltori, agli artigiani, ai ristoratori, ai balneatori ed ai commercianti, una linea comune, «per convincere i nostri amministratori dell'importanza del Parco Nazionale e della necessità di approvare l'attuale proposta della Regione che vede in Vasto il comune capofila del parco e che riconosce alla nostra città un enorme valore ambientale, includendo nel parco tutto il territorio compreso tra la rete autostradale ed il mare».
Loro vanno avanti, e li vedi muoversi compatti.
Come non mai. In fondo solo per un pezzo di futuro ed una boccata d'aria pulita.

Alessandro Biancardi 14/05/2008 9.02