Debito Sanità, monta la protesta e il coro unanime: «no a nuove tasse»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3161

ABRUZZO. Se nei giorni scorsi il tema scottante della Sanità (e con esso la scure dell'aumento delle tasse) è tornato alla ribalta, adesso da ogni fronte (sindacati, politica, mondo economico) arriva la stessa esortazione «no a nuove tasse». …INTANTO ANCORA STALLO SULLA QUESTIONE SANATRIX
La notizia è sempre quella e con il passare dei giorni si alza sempre più lo scontro: Prodi, prima della sua dipartita, avrebbe intimato all'Abruzzo di mettere in atto un ulteriore aumento dell'addizionale regionale Irpef e dell'aliquota Irap oltre il tetto massimo a copertura di un maggior disavanzo 2006-2007 di 232,715 milioni di euro rispetto al piano di risanamento. Del Turco, da parte sua, nei giorni scorsi ha telefonato al sottosegretario Gianni Letta per richiedere un incontro
urgente con il nuovo governo e al tempo stesso ha ribadito che i debiti della Sanità non dipendono da scelte effettuate dalla sua giunta.
Con il passare dei giorni si moltiplicano le contestazioni e le richieste di aperture di tavoli per scongiurare l'arrivo di nuove tasse.
I consiglieri regionali della Federazione di Centro Liberato Aceto, Antonio Verini e Angelo di Paolo, chiedono «preoccupati» al presidente Del Turco di aprire nei prossimi giorni un dibattito in sede istituzionale, attivando la Commissione Consiliare competente e l'intero Consiglio Regionale.
«Non è possibile», dicono i tre, «che i rappresentanti delle istituzioni apprendano dai giornali di una crescita esponenziale del debito sanitario abruzzese, addirittura da 116 a 232 milioni di euro. E se l'ex presidente del Consiglio Prodi si congeda dal suo incarico mandandoci una vera e propria doccia fredda – precisano i rappresentanti della Federazione di Centro – la cosa alquanto ci meraviglia, alla luce dei buoni rapporti tra il presidente Del Turco e l'ex Premier, documentata anche da incontri informali a dimostrazione di una dichiarata benevolenza nei confronti della nostra regione».
Se è vero che entro un mese la Regione dovrà aumentare Irpef ed Irap, secondo Aceto, Verini e Di Paolo «bisogna fare subito chiarezza sulla reale situazione della sanità abruzzese, ed individuare soluzioni diverse attraverso ulteriore riduzione degli sprechi mediante un attento esame del bilancio della Regione».
Torna sull'argomento tasse e disavanzo sanitario anche il consigliere regionale di An e senatore del PdL Fabrizio Di Stefano. «Il presidente Del Turco continua a mentire agli abruzzesi, avanzando a difesa sua e del suo operato giustificazioni ridicole che non trovano alcun riscontro nella realtà dei fatti».
A conferma di quanto sostiene, Di Stefano porta i numeri: «I contratti sottoscritti dalla giunta di centro-destra prevedevano un budget annuale per la sanità privata pari a 134 milioni di euro, mentre l'attuale programmazione fissa il tetto massimo a 101 milioni di euro, con possibilità di uno sforamento del plafond assegnato del 7%: cifre che stanno a significare che il disavanzo spaventoso che ci troviamo ad affrontare proviene, in larga parte, da altri centri di spesa, quelli sì fuori controllo».
Sul piede di guerra anche l'Intersindacale Sanitaria Abruzzese (Anpo, Aisf, Aupi, Cimo, Fials, Fimmg, Fimp, Nursing-Up, Sidirss, Simet, Sinafo), che riunitasi d'urgenza nei giorni scorsi si è poi dichiarata contraria a nuovi aumenti «perchè queste misure avrebbero gravi ripercussioni sull'economia della nostra Regione bloccandone la debole ripresa e vanificando il trend positivo nell'occupazione», spiegano.
L'Intersindacale Sanitaria Abruzzese si dice «sconcertata per la mancata chiarezza sull'entità della situazione debitoria esistente nella Sanità e per la palesata incapacità ad assumere da alcuni anni decisioni dolorose ma necessarie (chiusura di piccoli ospedali, nuove funzioni assistenziali delle strutture sanitarie private, etc.) da parte del Presidente Del Turco e della sua Giunta».
Il presidente della Confesercenti Abruzzo, Beniamino Orfanelli, invece, ha convocato in via straordinaria nella prossima settimana gli organismi dell'associazione, nella consapevolezza che «è necessaria una mobilitazione straordinaria anche delle piccole e medie imprese abruzzesi per garantire risanamento e sviluppo».
«Dalla Regione» sottolinea Enzo Giammarino, segretario regionale di Confesercenti, «ci si attende un atteggiamento leale e lineare, le imprese e i cittadini hanno il diritto di conoscere la reale situazione dei conti, perchè altrimenti viene a mancare il rapporto di reciproca fiducia. E' per questo che è necessario che la verifica in atto in seno alla giunta non sia riservata alle sole segreterie dei partiti, ma sia quell'occasione di reale coinvolgimento della società abruzzese che finora è mancato».

12/05/2008 10.21

[pagebreak]

…INTANTO ANCORA STALLO SULLA QUESTIONE SANATRIX

Che la sanità è nel caos anche senza parlare di debiti è un fatto. Sulla questione degli accreditamenti alle cliniche private da mesi non riesce ad essere risolta la spino sa questione della Sanatrix, la clinica privata dell'imprenditore Angelini di Chieti alla quale sono stati sottratti posti letto con la conseguente chiusura del reparto di ginecologia. Con contraccolpi per la città evidenti.
Nei giorni scorsi si sono moltiplicati gli appelli per la risoluzione del problema che prevede come sempre anche uno strascico sul personale.
Ogg interviene anche l'onorevole Marcello De Angelis (Pdl).
«La vicenda della clinica Sanatrix assume toni sempre più preoccupanti», dice, «è fuor di dubbio che vanno immediatamente reintegrati i posti letto del Reparto di Ostetricia e Ginecologia che sono stati inopinatamente cancellati dalla L.R. 6/2007 e recepiti dal Piano Sanitario Regionale. Dopo un'attenta valutazione di tutti gli atti inerenti la spinosa questione della clinica Sanatrix, ho rilevato in maniera preoccupante che appare concreta la possibilità di trasferire dalla Sanatrix dell'Aquila i posti letto specialistici in altre cliniche facenti parte dello stesso gruppo Villa Pini che si trovano però in altre ASL.
Questo significherebbe trasformare la Sanatrix, che negli anni ha fornito prestazioni specialistiche alla città, in un Reparto di Lungodegenza. Ciò, secondo me, rappresenterebbe un ulteriore impoverimento della sanità aquilana e comporterebbe un altro umiliante schiaffo a tutta la città».
«Invito quindi», conclude De Angelis, «il Presidente Del Turco, la Presidente Pezzopane, il Sindaco Cialente ed il Manager Marzetti a mettere in atto tutte le iniziative necessarie a bloccare questa squallida operazione».

12/05/2008 11.45