Termovalorizzatori, un no dalla Cgil, un sì da Lanciano

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Cgil contro le dichiarazioni del presidente Del Turco sulla scelta di puntare alla realizzazione di tre termovalorizzatori in Abruzzo quali nodi centrali di un programma di fine legislatura. Ma da Lanciano arriva un sì.

Una idea che non piace alla Cgil Ambiente e al suo segretario D'Aurora ch capisce le preoccupazioni di mettere la regione al riparo di possibili emergenze come quella campana ma chiede di non farlo «il quadro di riferimento reale».
«La Regione», sottolinea D'Aurora, «si è da poco dotata di un ottimo Piano Regionale Gestione Rifiuti le cui possibilità di successo sono affidate al funzionamento della raccolta differenziata, al riciclaggio, al compostaggio e non escludendo la possibilità di destinare una quota all'incenerimento e alla produzione energetica»-
Superata la soglia del 40% di raccolta differenziata e con l'emanazione di un Piano Stralcio per l'eventuale impiantistica dedicata di recupero energetico, ricorda il responsabile della Cgil Ambiente, «il piano prevede di destinare non oltre il 25% del totale dei Rifiuti Urbani ( 170.000 t.) sotto forma di combustibile da rifiuti, quindi a valle di un processo di trattamento, perché come insegna la Campania, non si possono bruciare i rifiuti. Perché partire dagli inceneritori?»
Il vero problema, sostiene D'Aurora, «è realizzare il sistema previsto dal Piano con la diffusione della Raccolta Differenziata che rimane ancora sotto la soglia del 20% con particolare ritardo nei medi e grandi centri. Soprattutto non decolla la raccolta porta a porta che potrebbe costituire una occasione di nuova occupazione diffusa nel territorio».
E parlare di inceneritori, adesso, secondo la Cgil «vuol dire indicare scorciatoie improbabili e invertire la scala delle priorità oltre a svilire la grande valenza strategica e innovativa del Piano».
Di parere opposto l'associazione Lanciano viva che si dichiara a favore della realizzazione di termovalorizzatori in Abruzzo e auspica che uno di essi trovi accoglimento nel proprio territorio.
«E' un sì che basa sulla situazione di tranquillità, ampiamente documentata, che caratterizza questo tipo di soluzione nel Nord d'Europa e nelle regioni del settentrione d'Italia, per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti», commenta il portavoce Marco Stella.
«Le discariche del Paese stanno per saturarsi e bisogna avere il coraggio di ricercare altre forme di smaltimento. Anche Lanciano, fra un paio d'anni si troverà nella stessa situazione. Le ricerche forniscono dati accettabili sugli inceneritori, produttori di valore e che non inquinano: valga un esempio su tutti».
Lanciano Viva, quindi, chiede all'amministrazione comunale di adoperarsi «per attivare la raccolta differenziata e per dotarsi di un inceneritore, risolvendo così i problemi legati al conferimento dei rifiuti a Cerratina e, inoltre, auspicando che da questa scelta scaturisca anche un guadagno per l'intera collettività, pensando a sfruttare il calore prodotto dall'inceneritore per il riscaldamento degli edifici pubblici».

07/05/2008 11.44