Stop ai rifiuti di Napoli ma è ancora polemica sui termovalorizzatori

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Stop ai rifiuti di Napoli. Le 15 mila tonnellate che sarebbero dovute confluire nella discarica di Cerratina sono arrivate tutte, quindi adesso è tempo di fermarsi. Lo stop è previsto entro il 14 maggio. E si torna a parlare di termovalorizzatori.
A gennaio tra polemiche e rassicurazioni sono cominciati ad arrivare i primi quintali di rifiuti napoletani. In questi giorni si è arrivati al capolinea, ovvero si è raggiunta quella quota (15 mila tonnellate) stabilita con la firma dell'accordo.
E nei giorni scorsi si è riaperta la questione termovalorizzatori. Il presidente Del Turco ha dichiarato che è giunto il tempo di puntare su strutture di quel tipo per evitare la sindrome campana.
«Quella dei termovalorizzatori», ha detto, «rappresenta uno dei nodi centrali del programma di fine legislatura che stiamo completando».
La formula sarà quella della joint venture pubblico privata. Il presidente ha ribadito più volte di essere a favore di una scelta coraggiosa «che porti alla realizzazione di almeno due impianti e, possibilmente, anche di tre, la localizzazione dei quali potrebbe essere all'estremo nord e all'estremo sud della costa abruzzese e nella Marsica».
E oggi l'ex assessore regionale Massimo Desiati (La Destra) polemizza per una scelta già sua ma all'epoca contestata. «Perché», si domanda oggi Desiati, «il Centrosinistra abruzzese ha voluto perdere tutto questo tempo solo aggravando la situazione della gestione dei rifiuti abruzzesi?»
Desiati ricorda che all'epoca «si polemizzò ferocemente in ordine al numero degli impianti (tre) che pur si voleva rendere tra loro alternativi, asseconda le esigenze determinate dal tipo di mercato ed al fine di evitare speculazioni e conferimenti di rifiuti da fuori regione. S'impedì l'approvazione di un Piano rifiuti che prevedeva il compimento di una filiera di trattamento che evitasse l'utilizzo eccessivo e spropositato del sistema della termovalorizzazione ed oggi si dichiara, con enorme superficialità (addirittura a margine di un incontro consumato per un accordo con una impresa privata del settore, sia pur di primaria importanza), che, entro il termine dell'attuale Legislatura regionale, essi saranno definitivamente programmati».

05/05/2008 9.29


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