In Abruzzo aumentano del 2% l'anno i casi di tumore

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La Clinica oncologica del Policlinico di Chieti avrà presto a disposizione spazi più ampi, moderni e accoglienti, che consentiranno una migliore organizzazione dell'attività e dell'offerta sanitaria. Sono stati, infatti, ultimati i lavori, costati circa 700mila euro, per l'ampliamento del reparto, al 14/o livello dell'Ospedale di Colle dell'Ara.
La struttura sanitaria, in costante sviluppo, si conferma come un punto di riferimento certo in una regione dove, soltanto nella Provincia di Chieti, si registrano ogni anno circa 4.000 nuovi casi di pazienti affetti da tumore, secondo le stime dell'apposito registro istituito con il supporto della Fondazione Carichieti.
Gli spazi della nuova Clinica oncologica dedicati alla degenza dei pazienti nonché gli ambulatori medici saranno del 30% più ampi. Tra l'altro, in ogni stanza di degenza sarà installato un monitor al plasma dal quale si potrà accedere anche ai canali satellitari. L'inaugurazione della struttura è prevista nelle prossime settimane.
«Non è solo un ampliamento – spiega il direttore generale dell'Azienda sanitaria locale di Chieti, l'ingegner Mario Maresca –, ma una riorganizzazione degli spazi che intende favorire la creazione di percorsi integrati tra le diverse unità operative, per garantire al paziente una risposta multidisciplinare e coordinata tra gli specialisti: l'oncologo, il chirurgo, il radiologo e le altre figure di volta in volta richieste in base alla patologia riscontrata».
«L'adeguamento della struttura – conferma il direttore della Clinica oncologica, il professor Stefano Iacobelli – favorirà anche una migliore e innovativa funzionalità e integrazione del personale nello svolgimento del lavoro. Ad esempio, la disponibilità di una sala riunioni di dimensioni adeguate consentirà a tutto il personale della Clinica di riunirsi periodicamente e discutere, tutti assieme, l'iter diagnostico e terapeutico più appropriato per i pazienti. Tale procedura rappresenterà anche un'esperienza didattica importante per gli specializzandi che, dopo cinque anni di apprendimento, diventeranno gli oncologi medici».
Un'altra innovazione riguarderà il sistema di chiamata dei pazienti che devono sottoporsi a prestazioni mediche: ad avvertirli del loro turno, nel totale rispetto della privacy, saranno una voce registrata e un display luminoso nel quale apparirà il numero associato al tesserino personale rilasciato a ciascun utente.
Ogni anno sono 1.200-1.300 i nuovi pazienti che si rivolgono per le cure alla la Clinica oncologica di Chieti, cui si aggiungono altri 200 che si rivolgono al Day hospital oncologico dell'Ospedale di Ortona, per un totale di circa 15.000 accessi l'anno. Annualmente il numero dei pazienti che afferiscono alle due strutture aumenta di circa l'8%. Di questi, oltre la metà proviene da territori non appartenenti alla Asl di Chieti, molti da fuori Abruzzo.
Nella struttura, a direzione universitaria, si eseguono ricerche cliniche d'avanguardia come le sperimentazioni di nuovi farmaci. «Nella percezione di molti cittadni – sottolinea il professor Iacobelli – entrare in una sperimentazione significa fare da cavia. La realtà è, invece, esattamente opposta: significa essere più seguiti e protetti e fornire al paziente le cure migliori. Nella sperimentazione, il nuovo farmaco viene paragonato a un altro farmaco che rappresenta il migliore disponibile in quel momento per quel paziente, ma la speranza è che il nuovo medicinale sia più efficace e meno tossico». Inoltre i pazienti che entrano nella sperimentazione sono in qualche modo più seguiti proprio perchè si vogliono verificare da vicino.
Grazie alla disponibilità di nuovi farmaci, alla chirurgia integrata con la radioterapia, la cura dei tumori ha fatto passi da gigante. Ad esempio, nel tumore del seno, la sopravvivenza delle pazienti a cinque anni dopo l'intervento chirurgico è dell'85%, mentre nel tumore del colon-retto – che rappresenta l'altro «big killer» sia nell'uomo sia nella donna – a cinque anni la percentuale di persone guarite è di circa il 75%.
«Sono risultati – indica il professor Iacobelli – che solo dieci anni fa erano assolutamente insperabili». In Abruzzo, come in altre regioni, l'incidenza dei casi di tumore nella popolazione è in continuo aumento, del 2% circa ogni anno. Ma la buona notizia è che nononostante tale aumento di incidenza, oggi, grazie soprattutto alla possibilità di una diagnosi precoce e dei nuovi farmaci, si muore di meno per cancro

02/05/2008 10.17