Abruzzo, la disoccupazione scende dello 0,3%

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' cresciuto di 4000 unità il numero degli occupati in Abruzzo, tra il 2006 e il 2007. Mentre la forza lavoro, nello stesso biennio, è cresciuta di 2000 unità. Il tasso di disoccupazione, sempre nel biennio 2006-2007, è sceso dal 6.5% al 6.2%.
Complessivamente nel 2007 sono stati 360.000 gli occupati dipendenti, pari al 71.7% del totale e 142.000 i lavoratori autonomi (28.3%) con un incremento degli occupati in agricoltura (+2000), un aumento consistente nell'industria (+12.000)ed una riduzione degli addetti ai servizi (-11.000).
Nel 2007 risulta ridotto il numero delle persone in cerca di lavoro (-2000) rispetto al 2006 ed in totale attualmente le persone in cerca di lavoro sono 33.000.
Con l'avvio dal 1 marzo scorso delle comunicazioni obbligatorie on line delle assunzioni e delle trasformazioni dei rapporti di lavoro è risultato che da quella data e fino al 28 aprile sono stati comunicati 40.740 avviamenti al lavoro, per 20.112 uomini, di cui 14.108 a tempo determinato e 6.004 a tempo indeterminato e 20.628 donne, di cui 16.362 a tempo determinato e 4.266 a tempo indeterminato.
Questi dati sono stati annunciati stamane dall'assessore al Lavoro, Fernando Fabbiani, in occasione della presentazione degli Osservatori della conoscenza avviati dalla Regione in collaborazione con l'ente Abruzzo Lavoro, nell'ambito della Programmazione operativa regionale 2000-2006.
«Proprio nella giornata di ieri sono trascorsi tre anni dall'insediamento della Giunta regionale - ha ricordato Fabbiani - da quel momento abbiamo messo il lavoro ed il suo valore sociale al centro della nostra azione di governo ed è bene che i cittadini abruzzesi conoscano l'impegno ed il contributo dati finora a sostegno del lavoro».
Gli osservatori avranno il compito di raccogliere e incrociare dati sui fenomeni economici e sociali regionali riguardanti il mercato del lavoro, lo sviluppo locale, l'istruzione, la formazione, l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
«La finalità principale di questi osservatori è quella di fornire informazioni tempestive sui fenomeni osservati - ha spiegato Rita Del Campo, direttrice di Abruzzo Lavoro - in questo modo i dati raccolti formano un supporto utile ai decisori politici ed istituzionali per la valutazione delle politiche attuate e delle decisioni da adottare, in relazione ai risultati prodotti in termini di sviluppo, occupazione ed occupabilità».
Un sistema unico informativo degli Osservatori della conoscenza risponderà alle esigenze di realizzare flussi informativi sui vari fenomeni in risposta alle diverse necessità. Altri dati forniti dagli osservatori della conoscenza riguardano la struttura produttiva dei sistemi locali.
Stando alle variabili di densità imprenditoriale e densità occupazionale, cioè numero di imprese e addetti in rapporto alla popolazione, il miglior sistema produttivo risulta quello di Pescara, seguito nell'ordine da quelli di Chieti, Giulianova, L'Aquila, Scafa, Sulmona e Castel di Sangro.
La Regione Abruzzo, nell'ambito delle Politiche attive per il lavoro, per il quinquennio 2000-2005, ha erogato circa 100 milioni di euro a 2.019 imprese, di cui 27.225.370 di euro a beneficio di 517 imprese femminili. La ricaduta occupazionale per gli anni 2000-2003 è stata quantificata in 2.506 unità, mentre per gli anni 2004 e 2005 in 744 unità.

«ABRUZZO: TRA LE PRIME REGIONE CHE COMBATTE IL PRECARIATO»

«L'Abruzzo è tra le regioni che hanno messo la lotta al precariato in cima alla lista degli obiettivi di spesa locale».
Lo ha detto sempre Fabbiani citando un articolo apparso stamane sulle colonne de "Il Sole 24 ore". «Questo risultato, che l'articolo pone in rilievo, premia il nostro sforzo costante e il lavoro assiduo che portiamo avanti» ha proseguito l'assessore Fabbiani.
Nell'articolo si ricorda che sono 92 i milioni di euro erogati dalle Regioni italiane allo scopo di stabilizzare i lavoratori precari.
Circa 60 milioni di euro sono messi a disposizione dal Fondo sociale europeo e saranno distribuiti dall'anno prossimo fino al 2013.
Mentre 34 milioni di euro già oggi sono a disposizione delle imprese dell'Abruzzo, dell'Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Umbria.
«In Abruzzo ad esempio nel 2006 per la prima volta è stato programmato un bando da 3,4 milioni di euro, tutti provenienti dal fondo unico regionale - si legge nell'articolo - per favorire la trasformazione di un rapporto di lavoro precario in contratto a tempo indeterminato, full o part-time».
Il riscontro delle misure adottate dalla Regione per le imprese è stato molto positivo.
«In poche settimane - continua l'articolo - nelle sedi operative della Regione sono arrivate più di 300 domande da parte delle imprese. A bando chiuso sono stati stabilizzati 635 lavoratori precari, per una spesa complessiva di 6,2 milioni di euro: più dei 3,4 inizialmente previsti».

30/04/2008 15.18